PALLADIO, vescovo eretico di RATIARIA. - Eletto vescovo, militò inizialmente tra i fotioniani, fu perciò deposto nel Concilio di Sirmio del 351.
Ricuperò la sede passando all'arianesimo e fu sino alla fine uno dei principali sostenitori del partito come nell'Illirico. Al tempo della restaurazione nicena, riuscì in un primo tempo ad evitare la condanna, non presentandosi al Concilio di Sirmio (luglio 378) ed invocando la convocazione di un concilio generale nel quale sperava di giustificarsi. Dovette invece intervenire al Concilio di Aquileia (3 sett. 381), nel quale s. Ambrogio, leggendogli la lettera di Ario ad Alessandro, chiese se la condannava o meno. Cercò di eludere la risposta appellandosi ad un concilio generale, ma fu convinto di eresia, scomunicato e deposto.
Scrisse un trattato, ora perduto, contro il De fide di s. Ambrogio. E sembra che si debbano attribuire a P. i frammenti palinsesti di alcuni trattati polemici pubblicati da A. Mai nella Scriptorum veterum nova collectio, III, Roma, parte 2a, pp. 208-39.
mann (Texte u. Untersuchungen zur allgemeinischen Religionsgesch., 1), Strasburgo 1899; J. Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces danubiennes de l'Empire Romain, Parigi 1918, pp. 308-43, 479-97, 598. Vincenzo Monachino