PANGERMANESIMO

PANGERMANESIMO. - Con tale espressione, impiegata fuori della Germania in senso essenziale, potente polemico, si suole indicare un movimento, insieme dottrinale e politico, tendente a raccogliere in unità tutte le popolazioni di razza germanica dell'Europa. I Tedeschi usano, al riguardo, l'espressione Alldeutschtum: ma negano, generalmente, ch'essa abbia quel significato aggressivo che intendeva spesso conferire gli 'interpreti stranieri.

Mentre le origini dottrinali del movimento risalgono alla metà dell'Ottocento, lo sviluppo politico del medesimo si ebbe durante l'Impero guglielmino, con ampie ramificazioni anche in Austria, culminando negli anni immediatamente antecedenti alla prima guerra mondiale; dopo l'esito sfortunato di questa, le correnti pangermaniste trovarono NAZIONALSOCIALISMO (v.), che, sia pure per breve periodo di tempo, riuscì, infatti, a realizzare quasi integralmente quel Grossdeutsches Reich tanto vagheggiato dai pangermanisti dei precedenti decenni. Dopo la seconda guerra mondiale, il perdurante smembramento della Germania fra le opposte potenze occupanti e le sensibili mutilazioni territoriali subite dalla medesima, specie ad oriente, già hanno determinato, come naturale reazione, i primi sintomi d'una diffusa aspirazione (per il momento ancora non organizzata) alla ricostituzione di un rinnovato unico organismo statale diretto a raggruppare tutti i Tedeschi.

Le idee pangermaniste (miranti alla formazione di un grande Impero tedesco, esteso dall'Adriatico al Mar Nero, e idoneo a dare stabile ricetto alle crescenti necessità demografiche della Germania per parecchi secoli) erano già state propagandate, verso la metà dell'Ottocento, dagli economisti Federico List e Guglielmo Rasches. Costituitosi il Reich guglielmino, le stesse idee ripresero ad essere agitate con particolare successo verso la fine del secolo, quando, da un lato, in Austria, la preponderanza politica del gruppo etnico germanico sembrò esser posta in pericolo dalla direttiva asburgica di levare sullo stesso piano anche le altre nazionalità, mentre, da un altro lato, il Trattato di Zanzibar del 1890 con l'Inghilterra (che otteneva una parte dell'Africa orientale tedesca in contraccambio della cessione dell'Isola di Helgoland) parve quasi significare un'aperta rinuncia della Germania ad un'ulteriore attività colonizzatrice d'ampio respiro.

Così, mentre in Austria si costituiva l'Alldeutsche Vereinigung, che sotto la guida del deputato G. V. Schönner condusse aspre battaglie in Parlamento contro la emancipazione politica delle altre nazionalità dell'Impero asburgico (senza molto successo, perché le sue tendenze anticattoliche ed antisemite erano in contrasto con le convinzioni dei ceti dirigenti), in Germania l'Allegemein Deutscher Verband, costituito nel 1891 dall'esploratore Karl Peters e notevolmente sviluppatosi nel ventennio successivo sotto la guida di Ernst Hasse di Lipsia (anche attraverso la pubblicazione del settimanale Alldeutsche Blätter), contribuì in modo sensibile alla diffusione nel paese di quelle forti correnti espansionistiche (dirette a potenziare lo sviluppo economico del Reich con una decisa politica coloniale e navale; ad assorbire, sia pure inizialmente attraverso una mera unione doganale, le popolazioni finitime dell'Olanda, del Belgio e della Svizzera; ed a contrastare le crescenti autonomie ottenute dalle minoranze slave e francesi) che tanto contribuirono a determinare lo scoppio delle ostilità nel 1914.

Tutta la menzionata attività politica si alimentò, infine, di un ampio sostrato dottrinale, costituito dalle numerose pubblicazioni, spesso solo pseudoscientifiche, che sostenevano la superiorità della razza germanica e la necessità che la medesima assumesse una funzione di guida e di direzione politica nei confronti delle meno dotate altre razze europee, specie slave e latine (v. RAZZISMO).

BIBL.: oltre alla pubblicazione Zucanzig Jahre alldeutscher Arbeit und Kämpfe, Lipsia 1910, curata dalla direzione stessa del movimento, cfr. G. Schönner, Fünf Reden, Vienna 1891; J. L. Reimer, Ein pangermanistisches Deutschland, Lipsia 1904; D. Liptay, L'hymne pangermanique, Parigi 1910; R. G. Uscher, Pangermanism, Londra 1914; O. Bonhard, Geschichte des Alldeutschen Verbandes, Lipsia 1920; R. Bonnard, Le droit et l'état dans la doctrine nationale-socialiste, Parigi 1936.

Paolo Biscaretti di Ruffia