RAZZISMO

RAZZISMO. - Vocabolo entrato in uso in Italia (ed in Francia: racisme) a partire dal 1935-38,

per indicare una dottrina ed una pratica politica, relativa alla razza, nazionalsocialismo (v.), poco prima affermatosi totalitariamente in Germania.

La dottrina si basava, in modo essenziale, sull'assegno valore preponderante assunto nello svolgersi degli eventi storici e del conseguente sviluppo della civiltà umana dalla contemporanea sussistenza di razze superiori dotate di capacità di comando, di creazione, d'inventiva e di razze inferiori puramente idonee a compiti esecutivi, suscettibili solo di esplicare attività critiche disgregatrici e dissolvitorie, se non opportunamente raffrednate e guidate. La pratica politica, dettata dalle associazioni dottrinali anzidette, mirava ad assicurare, appoggiandosi ad un'estesa opera legislativa, il predominio politico e sociale della razza ritenuta superiore su quella, o quelle considerate inferiori, nella preoccupazione inoltre di tutelare e potenziare per l'avvenire la purezza e la sanità. Sull'esempio germanico, l'espressione r. presto assunse anche un netto significato antisemita per il nuovo che le popolazioni ariane europee si sarebbero trovate nel pericolo prossimo d'essere inquinate in modo irrimediabile dai nuclei ebraici accolti nel loro territorio durante i secoli scorsi. In Italia, il governo fascista, dapprima estraneo al r. V. si accedette nel 1938 promulgando leggi antisemite all'interno e contro il meticciato nelle colonie; ma, per l'avversione della Chiesa e, in generale, della popolazione, il r. assunse punte persecutorie soltanto durante l'occupazione tedesca.

Oltre ad un'iniqua differenziazione di status giuridico fra gli stessi cittadini nell'interno dei rispettivi Stati, la dottrina e la pratica politica summenzionate determinavano anche un'allarmante tendenza, da parte delle potenze che si ritenevano popolate da razze superiori, ad imporre la loro egemonia sui gruppi etnici finitimi, qualificati come razza inferiore; risultato conseguito, ad es., dalla Germania nazionalsocialista, sia pure in modo effimero, innestando i nuovi concetti pseudo-scientifici razziali sugli assiomi pangermanisti del recente passato (v. PANGERMANESIMO). Era chiara, peraltro, l'insanabile antitesi subito determinatasi fra la dottrina e la pratica politica del r. e i dettami della morale cattolica, che si segna l'eguaglianza in Cristo di tutti gli uomini, e della prassi democratica, postulante l'eguaglianza e la libertà di tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, razza, lingua o confessione religiosa.

I precedenti dottrinali del r. sono assai numerosi; ma, restando negli anni più vicini, basti ricordare gli scritti del francese J. A. Gobineau e dell'inglese H. S. Chamberlain, che sostennero, nella seconda metà dell'Ottocento, l'assoluta superiorità della razza ariana (esistente nel suo stato più puro, per il Chamberlain fra gli Anglosassoni e per il Gobineau fra i Tedeschi).

Quali precedenti della pratica politica vanno, invece, ricordati i numerosi espedienti escogitati nel Nord America per mantenere la numerosa popolazione negra (introdottavi dal sec. xvi in poi), i residui delle tribù pellirose ed anche non pochi immigrati di razze più povere (Slavi, Latini, ecc.) in una condizione di netta inferiorità giuridico-sociale; notando, peraltro, a tale proposito, che, oltre e più che le vere e proprie discriminazioni legislative, hanno spesso avuto efficacia in tal senso numerose usanze ed imposizioni extralegali, tradizionalmente mantenute, come la separazione completa nella vita d'ogni giorno, estesa ai locali pubblici ed ai mezzi di trasporto, i privilegi nell'assunzione al lavoro, il divieto di frequentare istituti di cultura superiore, i linciaggio, ecc.

Attualmente, può ricordarsi il rinnovato rigoglio di r. che si è verificato nell'Unione Sudafricana dopo l'assedan governo, nel 1948, del Partito nazionalista di Man (nel cui programma elettorale si trovava affermata la necessità di un'assoluta «segregazione» per le razze di coloro: principio detto dell'apartheid).

BIBL.: J. A. Gobineau, Essai sur l'inalgalt des races humaines, 2a ed., Parigi 1884; H. S. Chamberlain, Grundlagen des neunzehnten Jahrhunderts, Berlino 1899, Monaco 1928; G. Pasquali, I puro sangue, in Paqine meno stravaganti, Firenze 1934; J. Evola, Il mito del sangue, Milano 1937; G. Schmidt, Razza

e nazione, Brescia 1938; E. Vermeil, Le raïme allemand, Parigi 1939; M. Bendiscioli, Neopaganesimo razzista, 3a ed., Brescia 1945; L. Poliakov, Bréviaire de la haine, Parigi 1952.