RE, I e II (III e IV) LIBRO dei. - Due libri del Vecchio Testamento, che compendiano la storia del popolo ebraico dagli ultimi anni di David (m. nel 970 a. C.) all'esilio babilonese (587 a. C.), posti dagli Ebrei tra i «prophetae priores».
Nella Volgata portano il nome di «libri dei R.» (Libri Regum) quattro libri, detti nei Settanta «libri dei Regni» (βασιλεῖον: cf. il rilievo di S. Girolamo, nel Prol. Gal., contro questa denominazione) mentre nel testo masoeretico i primi due di essi sono denominati «libri di Samuele» (v.) e gli altri «R. (libro dei) primo e secondo». È preferibile la denominazione dell'ebraico, per cui i II dei R. rispondono al III e IV della Volgata (e Settanta). Originariamente i due libri dei R. ne formavano uno solo, come i due di Samuele. L'unità è mantenuta nella versione siriaca. La divisione in due libri, introdotta dai Settanta, è passata alle versioni latine, e, tardivamente (sec. xv), alla Bibbia ebraica, prima nei manoscritti, poi nell'edizione a stampa curata da Felice da Prato e pubblicata da Daniele Bomberg (Venezia 1516-17).
I libri dei R. abbracciano tre periodi ben distinti: a) il regno unito sotto David (ultimi giorni) e Salomone (I Reg. 1-11); b) i due regni d'Israele e di Giuda (I Reg. 12; II Reg. 17); c) il regno di Giuda dalla caduta d'Israele all'esilio di Babilonia (II Reg. 18-25).
I. ULTIMI GIORNI DI DAVID E REGNO DI SALOMONE, 970-930 (?) (I Reg. 1-11). - A David vecchio e infermo (I Reg. 1, 1-4) tenta sostituirsi Adonia, ma l'intervento tempestivo di Nathan, tramite Bethsabea, assicura il regno a Salomone (1, 5-53). Adonia desta nuovi sospetti chiedendo in moglie Abisag, e Salomone lo fa mettere a morte (2, 13-25). Poi viene destituito Abiathar, sommo sacerdote, e ucciso Ioab, entrambi favoreggiatori di Adonia: al primo succede Sadoc, al secondo Banaia (2, 26-35); per mano del quale finisce pure Semei (2, 36-46). Matrimonio di Salomone con la figlia del Faraone d'Egitto (3, 1-3). Dio concede a Salomone la sapienza, che si manifesta subito nel noto giudizio (3, 4-28). Organizzazione del regno e altre manifestazioni della saggezza di Salomone. Costruzione del Tempio e della reggia, mobilità del Tempio (4-7). Traslazione dell'arca, discorso e preghiera di Salomone, che benedice il popolo e offre sacrifici (8). Seconda apparizione divina con promesse e minacce; cessione di alcune città a Hiram, nuove imprese e nuovi gravami (9). Visita della regina di Saba (10, 1-13). Splendore e lusso di Salomone (10, 14-29), traviato dalle mogli e concubine pagane e riprovato da Dio, che gli suscita nemici, tra i quali Ieroboam; riepilogo del regno e morte di Salomone (11).
II. I DUE REGNI D'ISRAELE E DI GIUDA, 930-722-121 A. C. (I Reg. 12-11 Reg. 17). - Scisma, provocato dal malcontento delle tribù del nord, troppo gravate di tributi, e dall'imprudenza di Roboam; Ieroboam re delle dieci tribù dissidenti (I Reg. 12, 1-20). I rapporti tra i due Regni sono quasi sempre ostili, fuorché durante un periodo di accordo tra le due case regnanti (875-842 ca. a. C.), fino alla caduta di Israele (842-722-21 a. C.). La serie verte intorno ai sovrani dei due Regni (s'indica in questo prospetto la cronologia più probabile).
RE DI GIUDA
ROBOAM (17 anni: 930-914), tenta di sottomettere le tribù ribelli e subisce l'invasione di Sesac d'Egitto (I Reg. 12, 21-24; 14, 21-31).
ABIA (3 anni: 914-912) (15, 1-8).
ASA (41 anni: 912-872), re pio (14, 9-24).
RE D'ISRAELE
IEROBOAM (20 anni: 930-911; 0 22: 932-911), dopo lo scisma politico consumò quello religioso, con il culto organizzato a Bethel e a Dan, attirando la condanna della sua casa per bocca del profeta Ahia (I Reg. 12, 25-14, 20).
NADAB (2 anni: 911-910), figlio di Ieroboam, fu ucciso da Baasa (15, 25-32).
593
RE
BAASA (25 anni: 910-887), usurpatore, in guerra con Asa (15, 33-16, 7).
ELA (2 anni: 887-886), ucciso da Zimri (16, 8-14).
ZIMRI (7 giorni: 886), usurpatore, sopraffatto da Amri, si uccise (16, 15-20).
AMRI (12 anni: 886-875), fondò la capitale Samaria, diede prosperità al Regno (16, 21-28).
ACHAB (22 anni: 875-845), empio, sposò l'idolatria Iczabel, introdusse il culto di Baal, contrastato da Elia (16, 29-22, 40).
IOSAPHAT (25 anni: 872-849), buono ma debole, tanto da dare in moglie al proprio figlio Ioram la figlia di Achab, Athalia (22, 41-44, 47-51).
IORAM (8 anni: 840-842), re empio (II Reg. 8, 16-24).
OCHOZIA (1 anno: 842): combatte con Ioram, re di Israele, contro gli Arami e fu ucciso da Iehu (8, 25-29, 9, 14-30).
ATHALIA (7 anni: 842-836), usurpatore per eccidio di tutti i membri della casa reale; ma le sfugge Ioas; per ordine del sommo sacerdote Ioiada fu uccisa (11, 1-20).
IOAS (40 anni: 836-797), restaurò il Tempio; fu ucciso (12, 1-22).
AMASIA (15 [29] anni: 797-783): fu vinto da Ioas d'Israele e cadde vittima di una congiura (14, 1-22).
AZARIA (Uzzia, Ozia: 27 [52] anni: 783-757): buono, ma colpito da Iebra la liscia il governo al figlio Ioatham (15, 1-7).
IOATHAM (16 anni: 757-742), re pio.
ACHAZ (16 anni: 741-736), re paganeggiante, ottenne l'aiuto dell'Assiria contro la coalizione Siria-Israele (16, 1-20).
EZEKIA (29 anni: 726 [725]-697).
BAASA (25 anni: 910-887), usurpatore, in guerra con Asa (15, 33-16, 7).
ELA (2 anni: 887-886), ucciso da Zimri (16, 8-14).
ZIMRI (7 giorni: 886), usurpatore, sopraffatto da Amri, si uccise (16, 15-20).
AMRI (12 anni: 886-875), fondò la capitale Samaria, diede prosperità al Regno (16, 21-28).
ACHAB (22 anni: 875-845), empio, sposò l'idolatria Iczabel, introdusse il culto di Baal, contrastato da Elia (16, 29-22, 40).
OCHOZIA (2 anni: 854-853), degno figlio di Achab (22, 52 sgg.; II Reg. 1, 1-2, 25).
IORAM (12 anni: 853-842), combatte contro Mesa di Moab e contro Benadad di Damasco. Attività di Eliseo (II Reg. 3, 1-27; 4, 1-8, 15).
IEHU (28 anni: 842-815), fece giustizia della stirpe di Achab e distrusse il culto di Baal; fu vinto da Hazael di Siria (9, 1-10, 36).
IOACHAZ (17 anni: 815-795), Israele, oppresso dagli Arami, ebbe un salvatore (Addanirāri?) (13, 1-9).
IOAS (16 anni: 795-783), vinse gli Arami (13, 10-25).
IEROBOAM II (41 anni: 783-743), con lui Israele raggiunse la massima potenza ed estensione (14, 23-29).
ZACCARIA (6 mesi: 743), ucciso da Sellum (15, 8-12).
SELLUM (1 mese: 742), soppresso da Manahem (15, 13-16).
MANAHEM (6 [10] anni: 742-737), paga un forte tributo a Theglathphalasar III (15, 16-22).
PHACEA (Pēqalhāḥ) (2 anni: 737-736), ucciso da Phacee (15, 23-26).
PHACEE (Pēqalh) (4 [20] anni: 736-732), soppresso da Osee (15, 27-31).
OSEE (9 anni: 732-724), ribellatosi all'Assiria, fu imprigionato; Samaria cadde dopo tre anni d'assedio, 722-21. Origine dei Samaritani (17, 1-41).
III. IL REGNO DI GIUDA DALLA CADUTA DI SAMARIA FINO ALL'ESILIO
EZEKIA, re pio, minacciato d'invasione da Sennacherib, liberato prodigiosamente; guarito da malattia mortale; imprudentemente mostrò i propri tesori a Merodach Baladan (II Reg. 18-20). MANASSE fu empio fin verso la fine dei suoi 55 anni di regno (697 [696]-642) (21, 1-18). AMON, empio come Manasse, dopo due anni di regno (642 [641]-640) fu ucciso da una congiura di corte; il popolo fece giustizia degli assassini e proclamò re il pio Giosta (31 anni: 640 [639]-609) (21, 19-26), che restaurò il Tempio e promosse una radicale riforma religiosa; morì a Megiddo nel tentativo di resistere al faraone Nechao (22, 1-23, 30). IOACHAZ (tre mesi: 609) fu fatto prigioniero da Nechao, che pose sul trono Eliacim, con il nome di IOAKIM, che regnò undici anni (609 [608]-598), tributario di Nabuchodonosor (23, 31-24, 7). Questi imprigionò pure il successore IOACHIN dopo tre mesi di regno (598) e creò re Matthania con il nome di SEDECIA (598 [597]-587). Gerusalemme fu assediata nel 9° anno di Sedecia e cadde l'11° (587); EZECHIA (v.) vennero uccisi i figli e cavati gli occhi. Seguì la deportazione del popolo, la depredazione del Tempio e l'uccisione dei notabili (24, 8-25, 21). Godolìa, messo a capo dei rimasti in Giudea, fu ucciso e il popolo fuggì in Egitto per timore dei Babylonesi (25, 22-26). A Iacchín venne addolcita la prigionia della Evimero dac (25, 27-30).Raccontati gli ultimi giorni di David e il regno di Salomone, la narrazione procede secondo uno schema costante, specialmente nella trattazione parallela dei re di Giuda e d'Israele. La formula introduttoria contiene: a) indicazione sincronistica dell'anno d'ascesa al trono in riferimento al conegname re d'Israele (I Reg. 15, 1, 9; 22, 41 ecc.) o di Giuda (ibid. 15, 25, 33; 16, 8, 15, 23, 29; 22, 52 ecc.); b) durata del regno (ibid. 15, 2, 10, 25, 33; 16, 8, 15, 23, 29; 22, 42, 52 ecc.); c) giudizio sull'indole del sovrano sotto l'aspetto della fedeltà o meno alla religione. A questo riguardo i re d'Israele sono tutti paragonati a Ieroboam, che ha fatto peccare il suo popolo (ibid., 15, 26 sgg., 34; 16, 26 ecc.). I re di Giuda vengono giudicati sul modello di David, fedele per eccellenza. Sono pesimi alcuni: Abia (ibid. 15, 23 sgg.), Achaz (II Reg. 16, 2 sgg.), Manasse (ibid. 21, 9) ecc.; parecchi hanno praticato sostanzialmente la religione di David, ma usando tolleranza verso il culto degli alti luoghi (così anche Iosamphat: I Reg. 22, 44); ben pochi meritano un elogio incondizionato per aver praticata pura e semplice la religione di Jahweh (Ezechia: II Reg. 18, 3 sgg.; Giosia: ibid. 22, 2). La formula conclusiva contiene: a) indicazione della fonte, a cui anche il lettore viene rinviato per più ampie informazioni (I Reg. 14, 29; 15, 7, 23, 31; II Reg. 8, 23; 10, 34 ecc.); b) morte e successore (I Reg. 14, 31; 15, 8, 24; II Reg. 8, 24; 10, 35 ecc.). Elementi non costanti sono l'indicazione dell'età che aveva il sovrano all'inizio del suo regno (I Reg. 22, 42; II Reg. 14, 23); il nome della madre per i re di Giuda (II Reg. 8, 26); il luogo della sepoltura (I Reg. 16, 28; 22, 51).
IV. STORICITÀ
Il libro dei R. è, senza dubbio, un'opera storica; ma è una storia a tesi, in quanto mira a dimostrare con i fatti che la felicità del popolo eletto dipende dall'osservanza della legge divina, come dalla non osservanza derivano le sciagure della casa di Giuda e di quella d'Israele (cf. II Reg. 17, 7-23). Conseguentemente, occupa il primo piano in questa storia l'elemento religioso. L'azione dei profeti, poi, è lumeggiata con cura particolare (estese narrazioni che formano i cicli di Elia e di Eliseo: I Reg. 17-11 Reg. 1; II Reg. 2-13), perché essi erano i difensori della religione, con autorità di richiamarvi sia il popolo sia i suoi re e i suoi sacerdoti. Altro carattere è quello dinastico, ossia la dimostrazione della legittimità dell'unica dinastia davidica che regna in Giuda, contro le molte sciamatiche che si susseguono in Israele. Lo stesso re prigioniero Ioachin, a cui Evimero dac « risolleva il capo » (II Reg. 25, 27), acquista quasi il valore di un simbolo e di un pegno per l'avvenire del popolo deportato. Contro l'unica casa di David in Giuda (la parentesi di Athalia si chiude presto con l'avvento del superstite erede di David) stanno ben nove famiglie regnanti in Israele, nello spazio di duecento anni. I due libri dei R. portano evi-dent i segni della compilazione. L'autore si è limitato
talvolta a giustapporre i documenti senza curarsi di evi-
tare duplicati, risultanti dal fatto che le diverse fonti con-
tenevano le stesse notizie. Tra i vari casi del genere si
notino: I Reg. 5, 1 e 5, 4 (estensione del dominio di Sa-
lomone); ibid. 5, 6-30 e 10, 23-36 (ricchezza e magnifi-
cenza di Salomone; tributi versati a lui); ibid. 9, 28 e
10, 11 (ricchezza importate da Ophir); II Reg. 13, 12 sg.
e 14, 16 sg. (fine di
loas). Tuttavia ciò
non toglie l'unità
di composizione, te-
stimoniata dallo
schématismo che go-
verna il libro, dallo
spirito che lo ani-
ma e dai fini dimo-
strativi ai quali ser-
ve la narrazione.
Indizio dell'unità di
composizione sono
pure certe formole
ricorrenti, come:
«peccato di Iero-
boam» (otto volte
in I Reg. e nove in
II Reg.) «fare ciò
che è male agli
occhi del Signore»
(trenta volte nei
due libri); «a ca-
gione di David mio
servo» (I Reg. 13,
32, 34; 15, 4; II
Reg. 8, 19; 19, 34;
20, 6); «mingens
ad parietem» (I
Reg. 14, 10; 16, 11;
21, 21; II Reg. 9, 8;
altrove soltanto in
I Sam. 25, 22, 34).
Sono citate espli-
citamente le seguen-
ti fonti: il Libro
delle gesta di Salo-
mone (I Reg. 11, 41);
gli Annali dei Re
di Giuda (15 volte,
la prima per Ro-
boam [I Reg. 14, 29],
l'ultima per Io-
chin [II Reg. 24,
5]); gli Annali dei Re
d'Israele (18 volte, la
prima per Ieroboam
[I Reg. 14, 19], l'ul-
tima per Piacee [II
Reg. 15, 31]). Si di-
scute se queste fonti siano ufficiali o private. Se fossero u-
ficiali, si avrebbe un motivo di più per supporre in R.
l'esistenza di altre fonti con le quali si spiegherebbe la
relazione di fatti e di giudizi poco onorifici per i so-
vrani, che le fonti d'ispirazione aulica non potevano
contenere; ma è più probabile che fossero compilazioni
private che avevano utilizzato le fonti ufficiali.
Delle fonti non citate esplicitamente nel libro dei R.
alcune dovevano essere d'origine aulica, da cui derive-
rebbero l'elenco dei ministri e dei prefetti di Salomone
(I Reg. 4, 2-19), il panegirico della grandezza del medie-
simo (ibid. 4, 20-34), il racconto della visita della Regina
di Saba (ibid. 10, 1-29); altre di origine sacerdotale, che
narrano la costruzione del Tempio (ibid. 6, 1-7, 50), la
rivolta contro Athalia, organizzata dal sommo sacerdote
Ioiada (II Reg. 11, 1-20), i restauri del Tempio sotto
loas (ibid. 12, 1-16), la riforma religiosa di Giosia (ibid.
22, 3-23, 27) ecc.; altre, infine, d'origine profetica, donde
l'invetiva di un profeta contro Ieroboam e l'altare co-
struito da lui in Bethel (I Reg. 13, 1-23). Il rimprovero
ad Achab (ibid. 20, 1-45). A quest'ultima categoria ap-
partengono in blocco i cicli di Elia (I Reg. 17-11 Reg. 1)
e di Eliseo (II Reg. 2-13), che hanno contorni ben definiti
per lo stile e per lo spirito che li informa. Non tutte,
forse, queste fonti furono scritte: alcune poterono giun-
gere al compilatore per tradizione orale.
Che i libri dei R., come si presentano attualmente,
siano posteriori d'alcune decine di anni alla caduta di
Gerusalemme (587
a. C.) si ricava
dall'episodio narrato
in II Reg. 25, 27-
30. Evimerochach
(562-560 a. C.) fece
grazia a Ioachin;
re di Giuda, libe-
randolo dal carcere
e assicurandogli un
trattamento decoro-
so, con altri re spo-
destati; il che, dice
il redattore, durò fi-
no alla morte di
Ioachin, onde si do-
vrebbe scendere va-
rio tempo dopo l'av-
vento al trono di
Evimerochach. Ma
può trattarsi di una
nota redazionale,
aggiunta assai dopo
la prima compilazio-
ne, la quale, così, può
essere non solo ante-
riore alla liberazione
di Ioachin dal car-
cere, ma all'esilio e
alla caduta di Geru-
salemme. Di ciò si
hanno indizi abba-
stanza chiari in I
Reg. 8, 8 (sussiste
ancora l'arca dell'Al-
leanza nel Tempio);
II Reg. 8, 22 (Edom
è libero dal domi-
nio d'Israele, fino al
presente); nell'insi-
stenza sulle promes-
se di una successio-
ne ininterrotta per la
dinastia di David,
troppo in contrasto
con la caduta del
regno di Giuda e la
sorte toccata a Se-
decia e alla sua fa-
miglia (II Reg. 25, 27).
(
V. AUTORE
Nulla si può dire di positivo intorno al-l'autore. Sarebbe stato Geremia, secondo la tradizione rab-
binica (Bābha' Bathar', 15a), raccolta da s. Isidoro (De eccl.
off., I, 12, 1: PL 83, 747), da Sisto da Siena (Biblioteca sancta,
I, Venezia 1575, p. 31), da Cornelio a Lapide (Comm.
in Scripturam S., III, Ios. - III Reg., Parigi 1866, p. 251),
considerata favorevolmente, tra i moderni, da R. Cornely
(Rhisterica et critica Introductio in utriusque Test. libros sa-
cros, II, 1, 2ª ed., Parigi 1897, p. 293 sgg.), M. Hetzenauer
(Theologia biblica, I, Friburgo 1908, p. 351) e qualche
altro (cf. H. Höpf. - A. Miller - A. Metzinger [V. BIBLICA.]).
p. 167 sgg.), può spiegarsi per una certa analogia nel
modo di concepire e di giudicare tra i due libri dei R.
e quello di Geremia, ma specialmente per l'identità di
contenuto di II Reg. 24, 18-25, 21. 27-30 (25, 22-26
sono un riassunto del racconto di Ier. 40, 7-41, 18) e
di Ier. 52. Ma è più verosimile che un redattore degli
oracoli di Geremia abbia mutuato dal libro dei R. un
materiale che era una conveniente conclusione del libro
profetico, dimostrando l'avveramento dei vaticini.
Il rinvio costante alle fonti è già un buon criterio per giudicare dell'attendibilità delle informazioni. Il contenuto di R. trova, inoltre, un frequente controllo in altri libri storici, e in quelli profetici (cf. tra molti casi: Os. 7, 7; 8, 4 = II Reg. 15, 10, 14, 25; Os. 5, 13; 7, 11; 8, 9; 12, 2 = II Reg. 15, 17-20; Am. 7, 10; 4, 1-6 = II Reg. 14, 23-29; Is. 7, 1-12 = II Reg. 16, 5; Is. 36, 1-37, 38 = II Reg. 18, 13-19, 37, ecc.). I documenti e i monumenti egiziani, assiri, neobabilonesi, palestinesi offerti dagli scavi hanno dato spesso sorprendenti conferme del valore storico della narrazione biblica. Così, per limitarsi a qualche esempio, un'iscrizione del 'Tempio di Amon in Karnak ricorda le vittorie di Sösenk (945-924 a. C.) in Siria e in Palestina, con nomi di varie città o conquistate o sottoposte a tributo: è il Sésac che saccheggiò Gerusalemme secondo I Reg. 14, 25 sg. L'iscrizione di Salmanasar II (859-826 a. C.) - obelisco nero - pone tra i re che pagano tributo anche Iehud d'Israele. I documenti neo-babilonesi confermano il dato di II Reg. 25, 27 sg. circa il vitto fornito allo spostamento re Ioachin dalla mensa di Evimero dach (cf. E. F. Weidner, *Joachin, König von Juda, in babylonischen Keilschrifttexten*, in *Mélanges syriens offerts à R. Dussaud*, II, Parigi 1939, pp. 923-35; A. Bea, *König Joachim in Keilschrifttexten*, in *Biblia*, 23 [1942], pp. 78-82). L'iscrizione di Mesa, re di Moab, conferma II Reg. 3, 4-27. Molta luce, inoltre, è venuta ai libri dei R. dagli scavi di Samaria, di Lachis (lettere di Lachis = Tell ed-Duweir) e di Megiddo (Mageddo = Tell-el-Mutesellim). A Megiddo trova un'importante conferma I Reg. 9, 19 (stalle di Salomone). Cf. H. Lusseau-M. Collomb (v. BIBLICA), pp. 209-22; H. Höpf - A. Miller - A. Metzinger (v. BIBLICA), p. 169.
Vari problemi sorgono dai dati cronologici dai libri dei R., e numerose ipotesi furono avanzate per risolverli. Dal rapporto tra la durata dei singoli segni e l'anno di regno del congegnante re di Giuda o d'Israele nascono difficoltà, non coincidendo il numero degli anni in periodi che dovrebbero essere di uguale durata. Nei periodi che vanno da Roboam all'usurpazione di Athalia e da Ieroboam all'avvento di Iehud, che dovrebbero coincidere perfettamente, i re di Giuda regnano 95 anni e quelli di Israele 98. Per il periodo successivo, che va fino alla caduta di Samaria, gli anni dei diversi regni in Giuda assommano a 165, in Israele a 143. Tenendo poi conto che Iehud pagò il suo tributo a Salmanasar III, stando ai documenti assiri, ca. l'anno 842 e Samaria è caduta nel 721, dovrebbe ulteriormente ridursi questo periodo a 120 anni ca. Per risolvere queste e altre difficoltà, si è fatto ricorso all'ipotesi che in uno dei due regni si seguisse, nel computare gli anni del sovrano, il metodo della predatazione, mentre nell'altro si seguisse quello della postdatazione, attribuendosi, nel primo caso, tutto intero al nuovo sovrano l'anno della sua ascensione al trono, nel secondo, cominciando a contare i suoi anni di regno dall'inizio del nuovo anno civile. Si è pensato pure che in un regno si cominciasse il nuovo anno nel mese di nisán e nell'altro nel mese di tishri. Ci poterono essere dei correggi, con la conseguenza che gli stessi anni venissero computati due volte. Qualche errore può attribuirsi ai copisti e ad incauti correttori. Superando la sfiducia di S. Girolamo (Epist. 72 ad Vitalem: PL 22, 676), che considerava il compito di accordare le date dei libri dei R. come un'occupazione di sfaccendati, molti moderni si sono dedicati a questo lavoro ingrato, con risultati in parte soddisfacenti, ma assai lungi dall'essere definitivi.
Il testo ebraico dei R. è conservato relativamente bene, fatta eccezione dei capp. 6 e 7 di I Reg., dove la versione greca dei Settanta offre un testo assai più perspicuo e ordinato. In genere questa versione è uno strumento eccellente per correggere il testo masoretico, specialmente nella forma conservata dalla recensione luciana, che ha subito meno di quella originaria l'influsso del testo originale. Con la recensione luciana dei Settanta concorda quasi costantemente l'antica latina. La Volgata è il primo frutto della fatica di S. Girolamo traduttore della Bibbia dall'ebraico: traduzione fedele ed elegante.