RE, I e II (III e IV) LIBRO dei. - Due libri del Vecchio Testamento, che compendiano la storia del popolo ebraico dagli ultimi anni di David (m. nel 970 a. C.) all'esilio babilonese (587 a. C.), posti dagli Ebrei tra i «prophetae priores».
Nella Volgata portano il nome di «libri dei R.» (Libri Regum) quattro libri, detti nei Settanta «libri dei Regni» (Ἐκασιλεῖον) cf. il rilievo di S. Girolamo, nel Prof. Gal., contro questa denominazione) mentre nel testo masoretico i primi due di essi sono denominati «libri di Samuele» (v.) e gli altri «R. (libro dei) primo e secondo». È preferibile la denominazione dell'ebraico, per cui I e II dei R. rispondono al III e IV della Volgata (e Settanta). Originariamente i due libri dei R. ne formavano uno solo, come i due di Samuele. L'unità è mantenuta nella versione siriaca. La divisione in due libri, introdotta dai Settanta, è passata alle versioni latine, e, tardivamente (sec. XV), alla Bibbia ebraica, prima nei manoscritti, poi nell'edizione a stampa curata da Felice da Prato e pubblicata da Daniele Bomberg (Venezia 1516-17).
I libri dei R. abbracciano tre periodi ben distinti: a) il regno unito sotto David (ultimi giorni) e Salomone (I Reg. 1-11); b) i due regni d'Israele e di Giuda (I Reg. 12; II Reg. 17); c) il regno di Giuda dalla caduta d'Israele all'esilio di Babilonia (II Reg. 18-25).
I. ULTIMI GIORNI DI DAVID E REGNO DI SALOMONE, 970-930 (?) (I Reg. 1-11). - A David vecchio e infermo (I Reg. 1, 1-4) tenta sostituirsi Adonia, ma l'intervento tempestivo di Nathan, tramite Bethsabea, assicura il regno a Salomone (1, 5-53). Adonia desta nuovi sospetti chiedendo in moglie Abisag, e Salomone lo fa mettere a morte (2, 13-25). Poi viene destituito Abiathar, sommo sacerdote, e ucciso Ioab, entrambi favoreggiatori di Adonia: al primo succede Sadoc, al secondo Banaia (2, 26-35); per mano del quale finisce pure Semei (2, 36-46). Matrimonio di Salomone con la figlia del Faraone d'Egitto (3, 1 sgg.). Dio concede a Salomone la sapienza, che si manifesta subito nel noto giudizio (3, 4-28). Organizzazione del regno e altre manifestazioni della saggezza di Salomone. Costruzione del Tempio e della reggia, mobilio del Tempio (4-7). Traslazione dell'area, discorso e preghiera di Salomone, che benedice il popolo e offre sacrifici (8). Seconda apparizione divina con promesse e minacce; cessione di alcune città a Hiram, nuove imprese e nuovi gravami (9). Visita della regina di Saba (10, 1-13). Splendore e lusso di Salomone (10, 14-29), traviato dalle mogli e concubine pagane e riprovato da Dio, che gli suscita nemici, tra i quali Ieroboam; riepilogo del regno e morte di Salomone (11).
II. I DUE REGNI D'ISRAELE E DI GIUDA, 930-722-121 a. C. (I Reg. 12 - II Reg. 17). - Scisma, provocato dal malcontento delle tribù del nord, troppo gravate di tributi, e dall'imprudenza di Roboam; Ieroboam re delle dieci tribù dissidenti (I Reg. 12, 1-20). I rapporti tra i due Regni sono quasi sempre ostili, fuorché durante un periodo di accordo tra le due case regnanti (875-842 ca. a. C.), fino alla caduta di Israele (842-722-21 a. C.). La serie verte intorno ai sovrani dei due Regni (s'indica in questo prospetto la cronologia più probabile).
RE DI GIUDA
ROBOAM (17 anni: 930-914), tenta di sottomettere le tribù ribelli e subisce l'invasione di Sesac d'Egitto (I Reg. 12, 21-24; 14, 21-31).
ABIA (3 anni: 914-912) (15, 1-8).
ABA (41 anni: 912-872), re pio (14, 9-24).
RE D'ISRAELE
IEROBOAM (20 anni: 930-911; o 22: 932-911), dopo lo scisma politico consumò quello religioso, con il culto organizzato a Bethel e a Dan, attirando la condanna della sua casa per bocca del profeta Ahia (I Reg. 12, 25-14, 20).
NADAB (2 anni: 911-910), figlio di Ieroboam, fu ucciso da Baasa (15, 25-32).
BAASA (25 anni: 910-887), usurpatore, in guerra con Asa (15, 33-16, 7).
ELA (2 anni: 887-886), ucciso da Zimri (16, 8-14).
ZIMRI (7 giorni: 886), usurpatore, sopraffatto da Amri, si uccise (16, 15-20).
AMRI (12 anni: 886-875), fondò la capitale Samaria, diede prosperità al Regno (16, 21-28).
ACHAD (22 anni: 875-854), empio, sposò l'idolatra Iezabel, introdusse il culto di Baal, contrastato da Elia (16, 29-22, 40).
OCHOZIA (2 anni: 854-853), degno figlio di Achab (22, 52 sgg.; II Reg. 1, 1-2, 25).
IORAM (12 anni: 853-842), combatté contro Mesa di Moab e contro Benadad di Damasco, Attività di Eliseo (II Reg. 3, 1-27; 4, 1-8, 15).
IEHU (28 anni: 842-815), fece giustizia della stirpe di Achab e distrusse il culto di Baal; fu vinto da Hazael di Siria (9, 1-10, 36).
IOACHAZ (17 anni: 815-798), Israele, oppresso dagli Aramei, ebbe un salvatore (Adadnirāri?) (13, 1-9).
IOAS (16 anni: 798-783), vinse gli Aramei (13, 10-25).
IEROBOAM II (41 anni: 783-743), con lui Israele raggiunse la massima potenza ed estensione (14, 23-29).
ZACCARIA (6 mesi: 743), ucciso da Sellum (15, 8-12).
SELLUM (1 mese: 742), soppresso da Manahem (15, 13-16).
MANAHEM (6 [10] anni: 742-737), paga un forte tributo a Theglathphalasar III (15, 16-22).
PHACEIA (Pāqahjāh) (2 anni: 737-736), ucciso da Phacee (15, 23-26).
PHACEE (Peqah) (4 [20] anni: 736-732), soppresso da Osee (15, 27-31).
OSEE (9 anni: 732-724), ribellatosi all'Assiria, fu imprigionato; Samaria cadde dopo tre anni d'assedio, 722-21. Origine dei Samaritani (17, 1-41).
III. IL REGNO DI GIUDA DALLA CADUTA DI SAMARIA FINO ALL'ESILIO
EZECHIA, re pio, minacciato d'invasione da Sennacherib, liberato prodigiosamente; guarito da malattia mortale; imprudentemente mostrò i propri tesori a Merodach Baladan (II Reg. 18-20). MANASSE fu empio fin verso la fine dei suoi 55 anni di regno (697[696]-642) (21, 1-18). AMON, empio come Manasse, dopo due anni di regno (642[641]-640) fu ucciso da una congiura di corte; il popolo fece giustizia degli assassini e proclamò re il pio GIODA (31 anni: 640[639]-609) (21, 19-26), che restaurò il Tempio e promosse una radicale riforma religiosa; morì a Megiddo nel tentativo di resistere al faraone Nechao (22, 1-23, 30). IOACHAZ (tre mesi: 609) fu fatto prigioniero da Nechao, che pose sul trono Eliacim, con il nome di IOAKIM, che regnò undici anni (609[608]-598), tributario di Nabuchodonosor (23, 31-34, 7). Questi imprigionò pure il successore IOACHIN dopo tre mesi di regno (598) e creò re Matthania con il nome di SEDECIA (598[597]-587). Gerusalemme fu assediata nel 9° anno di Sedecia e cadde l'11° (587); EZECHIA (v.) vennero uccisi i figli e cavati gli occhi. Segui la deportazione del popolo, la depredazione del Tempio e l'uccisione dei notabili (24, 8-25, 21). Godolia, messo a capo dei rimasti in Giudea, fu ucciso e il popolo fuggì in Egitto per timore dei Babilonesi (25, 22-26). A Ioachin venne addolcita la prigionia da Evilmerodac (25, 27-30).Raccontati gli ultimi giorni di David e il regno di Salomone, la narrazione procede secondo uno schema costante, specialmente nella trattazione parallela dei re di Giuda e d'Israele. La formula introduttoria contiene: a) indicazione sincronistica dell'anno d'ascesa al trono in riferimento al conregnante re d'Israele (I Reg. 15, 1, 9; 22, 41 ecc.) o di Giuda (ibid. 15, 25, 33; 16, 8, 15, 23, 29; 22, 52 ecc.); b) durata del regno (ibid. 15, 2, 10, 25, 33; 16, 8, 15, 23, 29; 22, 42, 52 ecc.); c) giudizio sull'indole del sovrano sotto l'aspetto della fedeltà e meno alla religione. A questo riguardo i re d'Israele sono tutti paragonati a Ieroboam, che ha fatto peccare il suo popolo (ibid. 15, 26 sgg., 34; 16, 26 ecc.). I re di Giuda vengono giudicati sul modello di David, fedele per eccellenza. Sono pessimi alcuni: Abia (ibid. 15, 23 sgg.), Achaz (II Reg. 16, 2 sgg.), Manasse (ibid. 21, 9) ecc.; parecchi hanno praticato sostanzialmente la religione di David, ma usando tolleranza verso il culto degli alti luoghi (così anche Iosaphat: I Reg. 22, 44); ben pochi meritano un elogio incondizionato per aver praticata pura e semplice la religione di Jahweh (Ezechia: II Reg. 18, 3 sgg.; Giosia: ibid. 22, 2). La formula conclusiva contiene: a) indicazione della fonte, a cui anche il lettore viene rinviato per più ampie informazioni (I Reg. 14, 29; 15, 7, 25, 31; II Reg. 8, 23; 10, 34 ecc.); b) morte e successore (I Reg. 14, 31; 15, 8, 24; II Reg. 8, 24; 10, 35 ecc.). Elementi non costanti sono l'indicazione dell'età che aveva il sovrano all'inizio del suo regno (I Reg. 22, 42; II Reg. 14, 23); il nome della madre per i re di Giuda (II Reg. 8, 26); il luogo della sepoltura (I Reg. 16, 28; 22, 51).
IV. STORICITÀ
Il libro dei R. è, senza dubbio, un'opera storica; ma è una storia a tesi, in quanto mira a dimostrare con i fatti che la felicità del popolo eletto dipende dall'osservanza della legge divina, come dalla non osservanza derivano le sciagure della casa di Giuda e di quella d'Israele (cf. II Reg. 17, 7-23). Conseguentemente, occupa il primo piano in questa storia l'elemento religioso. L'azione dei profeti, poi, è lumeggiata con cura particolare (estese narrazioni che formano i cicli di Elia e di Eliseo: I Reg. 17-II Reg. 1; II Reg. 2-13), perché essi erano i difensori della religione, con autorità di richiamarvi sia il popolo sia i suoi re e i suoi sacerdoti. Altro carattere è quello dinastico, ossia la dimostrazione della legittimità dell'unica dinastia davidica che regna in Giuda, contro le molte sciamatiche che si susseguono in Israele. Lo stesso re prigioniero Ioachin, a cui Evilmerodac «risolleva il capo» (II Reg. 25, 27), acquista quasi il valore di un simbolo e di un pegno per l'avvenire del popolo deportato. Contro l'unica casa di David in Giuda (la parentesi di Athalia si chiude presto con l'avvento del superstite erede di David) stanno ben nove famiglie regnanti in Israele, nello spazio di duecento anni. I due libri dei R. portano evi-IOSAPHAT (25 anni: 872-849), buono ma debole, tanto da dare in moglie al proprio figlio Ioram la figlia di Achab, Athalia (22, 41-44, 47-51).
IORAM (8 anni: 849-842), re empio (II Reg. 8, 16-24).
OCHOZIA (1 anno: 842): combatté con Ioram, re di Israele, contro gli Aramei e fu ucciso da Iehu (8, 25-29; 9, 14-30).
ATHALIA (7 anni: 842-836), usurpatrice per eccidio di tutti i membri della casa reale; ma le sfugge Ioas; per ordine del sommo sacerdote Ioiada fu uccisa (11, 1-20).
IOAS (40 anni: 836-797), restaurò il Tempio; fu ucciso (12, 1-22).
AMASIA (15 [29] anni: 797-783): fu vinto da Ioas d'Israele e cadde vittima di una congiura (14, 1-22).
AZARIA (Uzzia, Ozia: 27 [52] anni: 783-757): buono, ma colpito da lebbra lascia il governo al figlio Ioatham (15, 1-7).
IOATHAM (16 anni: 757-742), re pio.
ACHAZ (16 anni: 741-736), re paganeggiante, ottenne l'aiuto dell'Assiria contro la coalizione Siria-Israele (16, 1-20).
EZECHIA (29 anni: 726 [725]-697).
denti i segni della compilazione. L'autore si è limitato talvolta a giustapporre i documenti senza curarsi di evitare duplicati, risultanti dal fatto che le diverse fonti contenevano le stesse notizie. Tra i vari casi del genere si notino: I Reg. 5, 1 e 5, 4 (estensione del dominio di Salomone); ibid. 5, 6-30 e 10, 23-36 (ricchezza e magnificenza di Salomone; tributi versati a lui); ibid. 9, 28 e 10, 11 (ricchezze importate da Ophir); II Reg. 13, 12 sg.
e 14, 16 sg. (fine di Ioas). Tuttavia ciò non toglie l'unità di composizione, testimonianza dallo schematismo che governa il libro, dallo spirito che lo anima e dai fini dimostrativi ai quali serve la narrazione. Indizio dell'unità di composizione sono pure certe formole ricorrenti, come: «peccato di Ieroboam» (otto volte in I Reg. e nove in II Reg.) «fare ciò che è male agli occhi del Signore» (trenta volte nei due libri); «a cagione di David mio servo» (I Reg. 13, 32, 34; 15, 4; II Reg. 8, 19; 19, 34; 20, 6); «mingens ad parietem» (I Reg. 14, 10; 16, 11; 21, 21; II Reg. 9, 8; altrove soltanto in I Sam. 25, 22, 34).
Sono citate esplicitamente le seguenti fonti: il Libro delle gesta di Salomone (I Reg. 11, 41); gli Annali dei Re di Giuda (15 volte, la prima per Roboam [I Reg. 14, 29], l'ultima per Ioachin [II Reg. 24, 5]); gli Annali dei Re d'Israele (18 volte, la prima per Ieroboam [I Reg. 14, 19], l'ultima per Phacee [II Reg. 15, 31]). Si di-
scute se queste fonti siano ufficiali o private. Se fossero ufficiali, si avrebbe un motivo di più per supporre in R. l'esistenza di altre fonti con le quali si spiegherebbe la relazione di fatti e di giudizi poco onorifici per i sovrani, che le fonti d'ispirazione aulica non potevano contenere; ma è più probabile che fossero compilazioni private che avevano utilizzato le fonti ufficiali.
Delle fonti non citate esplicitamente nel libro dei R. alcune dovevano essere d'origine aulica, da cui deriverebbero l'elenco dei ministri e dei prefetti di Salomone (I Reg. 4, 2-19), il panegirico della grandezza del medesimo (ibid. 4, 20-34), il racconto della visita della Regina di Saba (ibid. 10, 1-29); altre di origine sacerdotale, che narrano la costruzione del Tempio (ibid. 6, 1-7, 50), la rivolta contro Athalia, organizzata dal sommo sacerdote Ioiada (II Reg. 11, 1-20), i restauri del Tempio sotto Ioas (ibid. 12, 1-16), la riforma religiosa di Giosia (ibid. 22, 3-23, 27) ecc.; altre, infine, d'origine profetica, donde l'invettiva di un profeta contro Ieroboam e l'altare costruito da lui in Bethel (I Reg. 13, 1-23), il rimprovero
ad Achab (ibid. 20, 1-45). A quest'ultima categoria appartengono in blocco i cicli di Elia (I Reg. 17 - II Reg. 1) e di Eliseo (II Reg. 2-13), che hanno contorni ben definiti per lo stile e per lo spirito che li informa. Non tutte, forse, queste fonti furono scritte: alcune poterono giungere al compilatore per tradizione orale.
Che i libri dei R., come si presentano attualmente, siano posteriori d'alcune decine di anni alla caduta di
Gerusalemme (587 a. C.) si ricava dall'episodio narrato in II Reg. 25, 27-30. Evilmerodach (562-560 a. C.) fece grazia a Ioachin; re di Giuda, liberandolo dal carcere e assicurandogli un trattamento decoroso, con altri re spodestati; il che, dice il redattore, durò fino alla morte di Ioachin, onde si dovrebbe scendere vario tempo dopo l'avvento al trono di Evilmerodach. Ma può trattarsi di una nota redazionale, aggiunta assai dopo la prima compilazione, la quale, così, può essere non solo anteriore alla liberazione di Ioachin dal carcere, ma all'esilio e alla caduta di Gerusalemme. Di ciò si hanno indizi abbastanza chiari in I Reg. 8, 8 (sussiste ancora l'area dell'Alleanza nel Tempio); II Reg. 8, 22 (Edom è libero dal dominio d'Israele, fino al presente), nell'insistenza sulle promesse di una successione ininterrotta per la dinastia di David, troppo in contrasto con la caduta del regno di Giuda e la sorte toccata a Sedecia e alla sua famiglia (II Reg. 25, 7).
V. AUTORE
Nulla si può dire di positivo intorno all'autore. Sarebbe stato Geremia, secondo la tradizione rabbinica (Bābhā' Kathrā', 15 a), raccolta da s. Isidoro (De eccl. off., I, 12, 1; PL 85, 747), da Sisto da Siena (Biblioteca sancta, I, Venezia 1575, p. 31), da Cornelio a Lapide (Comm. in Scripturam S., III, Ios. - III Reg., Parigi 1866, p. 251), considerata favorevolmente, tra i moderni, da R. Cornely (Historica et critica Introductio in utriusque Test. libros sacros, II, 1, 2ª ed., Parigi 1897, p. 293 sgg.), M. Hetzenauer (Theologia biblica, I, Friburgo 1908, p. 351) e qualche altro (cf. H. Höpfl - A. Miller - A. Metzinger [V. BIBLICA.], p. 167 sgg.), può spiegarsi per una certa analogia nel modo di concepire e di giudicare tra i due libri dei R. e quello di Geremia, ma specialmente per l'identità di contenuto di II Reg. 24, 18-25, 21, 27-30 (25, 22-26 sono un riassunto del racconto di Ier. 40, 7-41, 18) e di Ier. 52. Ma è più verosimile che un redattore degli oracoli di Geremia abbia mutuato dal libro dei R. un materiale che era una conveniente conclusione del libro profetico, dimostrando l'avveramento dei vaticini.
RE. LIBRO dei - Explicit del I. III. Incipit del I. IV dei R. Miniatura della Bibbia di Borso d'Este, eseguita tra il 1455 e il 1461 - Modena, Biblioteca Estense, vol. I, f. 153 V.
Il rinvio costante alle fonti è già un buon criterio per giudicare dell'attendibilità delle informazioni. Il contenuto di R. trova, inoltre, un frequente controllo in altri libri storici, e in quelli profetici (cf. tra molti casi: Os. 7, 7; 8, 4 = II Reg. 15, 10, 14, 25; Os. 5, 13; 7, 11; 8, 9; 12, 2 = II Reg. 15, 17-20; Am. 7, 10; 4, 1-6 = II Reg. 14, 23-29; II. 7, 1-12 = II Reg. 16, 5; II. 36, 1-37, 38 = II Reg. 18, 13-19, 37, ecc.). I documenti e i monumenti egiziani, assiri, neobabilonesi, palestinesi offerti dagli scavi hanno dato spesso sorprendenti conferme del valore storico della narrazione biblica. Così, per limitarsi a qualche esempio, un'iscrizione del Tempio di Amon in Karnak ricorda le vittorie di Solenk (945-924 a.C.) in Siria e in Palestina, con nomi di varie città o conquistate o sottoposte a tributo; è il Sesac che saccheggiò Gerusalemme secondo I Reg. 14, 25 sg. L'iscrizione di Salmanassar II (859-826 a.C.) - obelisco nero - pone tra i re che pagano tributo anche Iehu d'Israele. I documenti neo-babilobesi confermano il dato di II Reg. 25, 27 sgg. circa il vitto fornito allo spodestato re Ioachin dalla mensa di Evilmerodach (cf. E. F. Weidner, Jojachin, König von Juda, in babylonischen Keilschrifttexten, in Mélanges syriens offerts à R. Dussand, II, Parigi 1939, pp. 923-35; A. Bea, König Jojachin in Keilschrifttexten, in Biblica, 23 [1942], pp. 78-82). L'iscrizione di Mesa, re di Mosb, conferma II Reg. 3, 4-27. Molta luce, inoltre, è venuta ai libri dei R. dagli scavi di Samaria, di Lachis (lettere di Lachis = Tell ed-Duweir) e di Megiddo (Mageddo = Tell-el-Mutesellim). A Megiddo trova un'imponente conferma I Reg. 9, 19 (stalle di Salomone). Cf. H. Lusseau-M. Collomb (v. BIBLICA), pp. 209-22; H. Höpfl - A. Miller - A. Metzinger (v. BIBLICA), p. 169.
Vari problemi sorgono dai dati cronologici dai libri dei R., e numerose ipotesi furono avanzate per risolverli. Dal rapporto tra la durata dei singoli segni e l'anno di regno del corregante re di Giuda o d'Israele nascono difficoltà, non coincidendo il numero degli anni in periodi che dovrebbero essere di uguale durata. Nei periodi che vanno da Roboam all'usurpazione di Athalia e da Ieroboam all'avvento di Iehu, che dovrebbero coincidere perfettamente, i re di Giuda regnano 95 anni e quelli di Israele 98. Per il periodo successivo, che va fino alla caduta di Samaria, gli anni dei diversi regni in Giuda assommano a 165, in Israele a 143. Tenendo poi conto che Iehu paga il suo tributo a Salmanassar III, stando ai documenti assiri, ca. l'anno 842 e Samaria è caduta nel 721, dovrebbe ulteriormente ridursi questo periodo a 120 anni ca. Per risolvere queste e altre difficoltà, si è fatto ricorso all'ipotesi che in uno dei due regni si seguisse, nel computare gli anni dal sovrano, il metodo della predazione, mentre nell'altro si seguisse quello della postdatazione, attribuendosi, nel primo caso, tutto intero al nuovo sovrano l'anno della sua ascensione al trono, nel secondo, cominciandosi a contare i suoi anni di regno dall'inizio del nuovo anno civile. Si è pensato pure che in un regno si cominciasse il nuovo anno nel mese di nisāu e nell'altro nel mese di ṭīrī. Ci poterono essere dei corregni, con la conseguenza che gli stessi anni venissero computati due volte. Qualche errore può attribuirsi ai copisti e ad incauti correttori. Superando la sfiducia di s. Girolamo (Epit. 72 ad Vitalem; PL 22, 676), che considerava il compito di accordare le date dei libri dei R. come un'occupazione di sfaccendati, molti moderni si sono dedicati a questo lavoro ingrato, con risultati in parte soddisfacenti, ma assai lungi dall'essere definitivi.
Il testo ebraico dei R. è conservato relativamente bene, fatta eccezione dei capp. 6 e 7 di I Reg., dove la versione greca dei Settanta offre un testo assai più perspicuo e ordinato. In genere questa versione è uno strumento eccellente per correggere il testo masoretico, specialmente nella forma conservata dalla recensione lucianea, che ha subito meno di quella originaria l'influsso del testo originale. Con la recensione lucianea dei Settanta concorda quasi costantemente l'antica latina. La Volgata è il primo frutto della fatica di s. Girolamo traduttore della Bibbia dall'ebraico: traduzione fedele ed elegante.
BBL.: tra i commenti più recenti; cattolici: N. Schlögl, Vienna 1911; E. H. Šanda, 2 voll., Münster 1911-12; M. Sales
(La S. Bibbia. Il Vecchio Test., 3), Torino 1924, pp. 5-236; S. Landersdorfer, Bonn 1927; A. Vaccari - A. Parenti (La S. Bibbia tradotta dai testi originali, 3, 1, I libri storici), Firenze 1947, pp. 311-479; A. Méchielle (La Sti Bible, di L. Pirot-A. Clamer, 3), Parigi 1949, pp. 563-800; R. De Vaux, ivi 1949; S. Garofalo, Torino-Roma 1951. Non cattolici: R. Kittel, Gottings 1910; J. Skinner, Londra 1904; W. E. Barnes, Cambridge 1908; F. H. Hennessy, ivi 1922; H. I. Carpenter, Londra 1927; J. A. Montgomery, Edimburgo 1951. Per l'introduzione: H. Lusseau - M. Collomb, Manuel d'études bibliques, II, Parigi 1934, pp. 193-228; H. Höpfl - A. Miller - A. Metzinger, Introductio specialis in Vet. Test., in Introductionis in sacro-utritique Testamenti libros compendium, II, Roma 1946, pp. 150-73. Per la cronologia cf., tra i molti studi: V. Coucke, Chronologie biblique, in DBs, I, coll. 1245-69; A. M. Kleber, The Chronology of 3 and 4 Kings and 2 Paralipomenon, in Biblica, 2 (1921), pp. 3-29, 170-205; F. X. Kugler, Von Mos: 3 bis Paulus, Münster 1922, pp. 134-200; J. Lewy, Die Chronologie der Könige von Israel und Juda, Giessen 1927; H. Händer, Die biblische Chronologie des 3. Jahrhunderts V. Chr., in Bibl., 10 (1929), pp. 257-74, 377-98; 11 (1930), pp. 63-80; S. Mowinckel, Die Chronologie der israelitischen und jüdischen Könige, Leida 1932. Teodorico da Castel San Pietro