PANTALEONE

PANTALEONE, santo, martire. - È ricordato nel Martirologio geronimiano il 28 luglio; in quello Romano e nei Sinassari greci il giorno precedente.
PANTALEONE, santo, martire. - È ricordato nel Martirologio geronimiano il 28 luglio; in quello Romano e nei Sinassari greci il giorno precedente.

Veneratissimo nell'antichità e nel medioevo, in Oriente ed in Occidente, è considerato il patrono dei medici. Il culto è attestato da documenti certi, ma la Passio è abbastanza leggendaria: nato a Nicomedia e studiata medicina, sarebbe stato chiamato a corte dall'imperatore Massimiano. Convertitosi al cristianesimo e accusato dai colleghi, Massimiano lo avrebbe fatto sottoporre a terribili tormenti dai quali P. sarebbe uscito illeso, finché non fu decapitato.

BIBL.: Acta SS. Julii, VI, Parigi 1868, pp. 397-420; C. Hulsen, Le chiese di Roma nel medioevo, Firenze 1927, pp. 410-412; Martyr. Hieronymianum, p. 400; A. Pazzini, I santi nella storia della medicina, Roma 1937, pp. 175-182; Martyr. Romanum, p. 308. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. PANTALEONI, Diomede. - Senatore, n. a Macerata il 21 marzo 1810, m. ivi il 3 maggio 1885. Medico di chiara fama, esplicò anche una notevole attività politica e nel 1848 fu deputato di Cingoli al Parlamento romano, dove sedette a destra, combattendo le intemperanze dell'estrema.

Caduta la Repubblica Romana, si adoperò perché la restaurazione pontificia continuasse sulla via delle riforme costituzionali. Condivise pertanto le idee del Minghetti e del Pasolini e, con essi, finì per aderire alla politica del conte di Cavour. Il quale, nel 1861, lo incaricò di appoggiare la nota missione del p. Passaglia, intesa a ottenere da Pio IX la pacifica rinunzia al potere temporale. Il tentativo naturalmente non approdò ad alcun risultato e il p. invitato a lasciare Roma, si ritirò a Parigi, donde proseguì, specie mediante un intenso carteggio con gli esponenti del partito moderato, i suoi sforzi per una soluzione diplomatica della Questione romana: l'intero epistolario del P. è conservato, tuttora inedito, nella Biblioteca civica di Macerata. La sua pubblicazione permetterebbe di conoscere meglio l'azione che egli «esercitò con una certa ampiezza nel 1860-61, e in modo più limitato negli anni successivi, durante i quali mantenne sempre notevole attività politica, e come privato e come membro del Senato, nel quale entrò il 6 nov. 1873». Un anno prima di morire diede alle stampe un volume su L'idea italiana nella soppressione del potere temporale dei papi (Torino 1884), che sollevò ampie discussioni.

BIBL.: M. Rosi, s. V. in Dizion. del Risorg., III, p. 776, con ulteriore bibl. Renzo U. Montini