PAOLO (IULIUS PAULUS)

PAOLO (Iulius Paulus). - Giurista romano del sec. III d. C., del quale si ignorano il luogo d'origine e le date di nascita e di morte. Allievo probabilmente di Papiniano (v.) quando questi era praefectus praetorio, fu magister memoriae, membro del consilium principis ed infine praefectus praetorio sotto Alessandro Severo, Ulpiano (v.).

Di questo scrittore infaticabile, per quanto non dotato di grande originalità, si conoscono, o direttamente o per citazione, 317 libri. Fra questi vanno particolarmente ricordati 16 libri ad Sabinum (trattazione generale del ius civile condotta avendo per base, oltre a quelle di Sabino, le opere di altri giuristi, specialmente Pomponio); 78 libri ad edictum (larga esposizione del ius honorarium cui sono aggiunte le trattazioni relative alla dote, alla tutela, alle manomissioni, all'uscupazione ed al possesso); 25 libri di quaestiones, 23 di responsa, 10 ad legem Iuliam et Papiam, oltre ad un gran numero di piccole monografie o libri singulares ed a riassunti dalle opere di giuristi precedenti (Alfeno Varo, Labeone, ecc.).

A P. si attribuisce anche un'operetta in cinque libri, le Receptae sententiae (di cui la maggior parte è riprodotta nella lex Romana Wisigothorum, mentre altri brani sono contenuti nei Digesta, nella Collatio legum Mosaiarum et Romanarum, nei Fragmenta Vaticana); in realtà le Sententiae, raccolta di massime eseguita per servire alla pratica, furono, secondo l'opinione prevalente, estratte dalle opere di P. da uno studioso dell'epoca di Diocleziano. P. fu, assieme con Ulpiano, uno degli scrittori maggiormente sfruttati per la compilazione dei Digesta giustinianei; ed è fra i cinque legge delle citazioni (v.).

Bibl.: P. Krüger, Geschichte der Quellen und Literatur des Reichs, Berlin 1925, p. 227 sqq.; P. de Francisci, Storia del diritto romano, II, 1, Milano 1938, p. 511 sqq.; E. Levy, Pauli Sententiae; a Palingenesia of the opening titles, Nuova York 1945; V. Arango-Ruiz, Storia del diritto romano, 6ª ed., Napoli 1950, p. 292 sq.