la caratteristica di mezzo efficace per conferire bellezza ed attrattiva ad un componimento letterario, oltre che a rendere più accessibile e perspicuo l'insegnamento morale.
Si agita ancora un'importante questione circa lo scopo proposto da Gesù nell'abbondante uso della p. Dalla diversa interpretazione di un testo famoso (Mt. 13, 10-15; cf. Mc. 4, 10-12; Lc. 8, 9 sq.) si ha la teoria di una giustizia vendicativa oppure quella della misericordia. Alcuni affermano che Gesù ricorre a tale linguaggio per castigare con una cecità morale ed intellettuale, causata dalla nebulosità o difficoltà della p., l'incredulità colpevole dei Giudei: avrebbe avuto di mira l'undramamento del loro cuore, predetto da Is. 6, 9 sq.; la luce, offerta sotto il velo di un linguaggio metaforico, in intelleti maldisposti avrebbe prodotto un accecamento sempre maggiore; così si esprimono non pochi eseguiti cattolici (Maldonato, Knabenhauer, Fonck, Durand, Skrinjar, ecc.). Tale interpretazione poggia sull'esegesi più probabile del testo di Isaia, ma sembra poco consona al carattere intrinseco della p., che mira ad una semplificazione di un concetto astruso, ed a tutta la missione di Gesù: per ciò M.-J. Lagrange, F. Prat, J. Huby, J.-M. Vosté, U. Holzmeister, H. Höpfl, L. Pirot, ecc., vedono nella p. un mezzo dettato da bontà e da intuito pedagogico, per illuminare le menti degli ascoltatori. L'oscurità dell'espressione sarebbe occasionata dalla difficoltà dell'idea da inculcare e dal desiderio di eccitare maggiormente la curiosità di quanti ascoltavano.
Gesù era sempre pronto a spiegare le sue p. a spiriti docili e desiderosi di apprendere (cf. Mt. 13, 36 sq.; Mc. 4, 10 sq.). Avrebbe adottato volentieri il medesimo metodo con tutti, ma a causa della indifferenza della folla la p., mezzo opportunissimo per illustrare una verità, produsse in pratica un accecamento intellettuale colpevole con la sua inevitabile oscurità. Quello che era una manifestazione di bontà e misericordia diviene, non di una volontà punitrice o vendicativa, solo per colpa degli ascoltatori si trasforma in occasione di tenebra spirituale e di peccato. Si tratta di una grazia divina respinta da una volontà perversa. È l'interpretazione dettata da tutto il contesto