PASTEUR, LOUIS. - N. a Dôle il 27 dic. 1822, m. a Villeneuve-l'Etang il 28 sett. 1895. Consegui il baccalaureato in lettere (1840) a Besançon ed in matematica (1842) a Digione. Nel 1843 fu nominato assistente in chimica all'Ecole Normale e nel 1848 fu chiamato quale supplente alla cattedra di chimica dell'Università di Strasburgo, ove successivamente divenne titolare (1852); nel 1854 fu preside della Facoltà di scienze a Lilla. Fu eletto membro de l'Académie de médecine (1873) e de l'Académie française (1882); fu apprezzato, ammirato ed onorato dai suoi contemporanei (Darwin, Bentham, Milne Edwards, Claude Bernard, ecc.). Fu bella anima di credente in un'epoca di scienza materialistica e positivistica.
Iniziò le sue ricerche in chimica cristallografica (1843) stabilendo i rapporti tra la forma cristallina dei corpi e le loro proprietà ottiche; queste ricerche lo portarono allo studio della chimica delle fermentazioni (1848-1877) in cui stabilì che ogni tipo di fermentazione è opera di speciali microrganismi viventi (fermenti); studiando l'origine dei fermenti, P. si trovò ad affrontare il problema della generazione spontanea: con esperienze ingegnosamente ideate e brillantemente realizzate, dimostrò che i microrganismi non possono provenire che da microrganismi presenti nell'ambiente; in seguito all'aspira polemica suscitata dalle sue esperienze (specialmente all'interpretazione datane da Charlton Bastian, un inglese sostenitore della generazione spontanea), P. affrontò il problema della distruzione dei germi con il calore, scoprendo i metodi di sterilizzazione e di asepsi. Per incarico del governo francese studiò la malattia del baco da seta (pebrina) e dettò norme per combattere e prevenire il flagello (1865). Nel campo dell'etiologia delle malattie infettive, benché preceduto da Davaine e da Koch, conquistò gloria e popolarità scoprendo lo streptococco pigione (agente della febbre puerperale) nel 1878, ed indicando i mezzi per impedirne le infezioni; il colera dei polli (1875), il mal rosso dei suini (1801), ecc. Studiando sul carbonchio ema-

per i preliminari della Pace di Utrecht (1712) e quale rappresentante del Papa nelle trattative fra l'Imperatore e la Francia prima e nell'
tico (1877), inoltre, scoprì che l'inoculazione di microbi
poco virulenti nell'organismo animale provoca una ma-
lattia benigna che preminisce contro la forma morbosa
maligna dei germi virulenti; P., dando base razionale al
principio della vaccinazione, già applicato empiricamente
da Jenner e da altri, ne permise la generalizzazione e
la divulgazione; insieme al suo collaboratore Roux pre-
parò vaccini contro il colera dei polli, contro il carbonchio
(1881) e contro la rabbia (1882).
A Parigi fondò l'Institut P.», famoso laboratorio
in cui si vanno compiendo ricerche preziose nel campo
delle scienze biologiche e della scioterapia. Le opere di P.
furono raccolte tutte insieme (Oeuvres de P., Parigi 1922).