PLINIO IL VECCHIO

PLINIO IL VECCHIO - P. nel suo studio e figurazione del mondo secondo lo stesso autore. Miniatura della Historia naturalis, cod. Vat. lat. 1956, fol. 30 (sec. XV) - Biblioteca Vaticana.

condanni perché non li fai processare? e se non li processi perché non li assolvi?») ma praticamente comprensibile data la diffusione del cristianesimo in Asia Minore all'alba del II sec.; detta norma circoscrive i casi di persecuzione, gettandone il peso sopra accusatori individuali e non anonimi.

BIBL.: cdd.: a cura di H. Keil, Lipsia 1870 (con indice di Th. Mommsen); M. Schuster, ivi 1933. Per le sole Lettere; E. T. Merrill, ivi 1922; A.-M. Guillemin, Parigi 1927-28. Per il solo Panegyricus: M. Durry, Parigi 1938. Th. Mommsen, Zur Lebensgeschichte des jüngeren P., in Hermes, 3 (1869), p. 31 sgg.; M. Pellisson, Les Romains ou temps de P. le jeune, Parigi 1882; G. Bersa, Le idee morali di P. il G., Zara 1895; E. Allain, P. le jeune et ses héritiers, 4 voll., Parigi 1901-1902; L. Frangioia, L'educ. morale di P. il G., in Riv. di sc. stor., Pavia 1904; M. Galdi, Il sentimento della natura e della gloria nell'epistolario di P. il G., Padova 1905; W. Otto, Zur Lebensgeschichte des jüngeren P., in Sitzungsberichte d. bayr. Akademie, Monaco 1919; A. M. Guillemin, P. et la vie littér. de son temps, Parigi 1929; L. Zenoni, P., Epist. scelte, Venezia 1929; G. Unità, Vita, valore letter. e carattere morale di P. il G., Milano 1933; P. De Labriolle, La réaction payenne, Parigi 1934. Per altre indicazioni cf. N. I. Herescu, Bibliogr. de la littér. latine, Parigi 1943, pp. 289-94.

Nicola Turchi

PLINIO il VECCHIO (Caius Plinius Secundus). - Erudito, n. a Como nel 23 d. C., m. presso Miseno il 24 ag. del 79 d. C. durante l'eruzione del Vesuvio che seppellì Stabia, Ercolano e Pompei. Studiò a Roma alla scuola del retore e tragediografo Pomponio Secondo, combatté in Germania, ricopri varie cariche nella pubblica amministrazione, fu da ultimo prefetto della flotta del Miseno.

Tipico rappresentante dell'età dei Flavi, alieno dalle lotte politiche, funzionario devoto all'autorità e spirito amante dell'erudizione, scrisse degli argomenti più vari: di tecnica militare (De iaculazione equestri), di retorica (Studiosi libri III e Dubii sermonis libri VIII), di storia (De vita Pomponii Secundi [Il suo maestro]; Bellorum Germaniae libri XX e A fine Aufidii Bassi libri XXXI

[opera che si ricollegava a quella perduta di Aufidio Basso, forse dalla fine del Regno di Tiberio fino al 71 almeno]; ma l'opera più importante, e l'unica conservata, è la Naturalis historia, dedicata all'imperatore Tito, pubblicata in 36 libri nel 77 e poi riedita postuma dal nipote Plinio il Giovane in 37 libri (è questa la redazione tramandata fino a noi). È un apparato immenso di notizie, ricavate, secondo lo stesso P., da 2000 voll. (rotoli, e cioè libri: le opere saranno state poco più di un centinaio), di cento autori diversi (P. ne cita però ca. 500, evidentemente di seconda mano): vi sono trattate la cosmografia e l'astronomia (I. II), la geografia (II. III-IV), l'antropologia (I. VII), la zoologia (II. VIII-IX), la botanica (II. XII-XIX), la medicina (II. XX-XXXII), la mineralogia e le arti figurative in ordine alle materie da esse utilizzate (II. XXXIII-XXXVII).

P. eccelle sui suoi predecessori (Catone, Varrone, Cornelio Celso) per la mole dei materiali raccolti, ma difetta di sistemazione organica: c'è in lui la curiosità dell'erudito, non la genialità del pensatore (anzi confluiscono in lui dottrine diverse, senza amalgamarsi), sicché la sua opera, ben lontana dalla poderosa sintesi dell'enciclopedia aristotelica, è preziosa essenzialmente come fonte di notizie, se anche non possa negarsi all'autore una certa personalità, soprattutto di stile. Nonostante il professore di disprezzo per la trascendenza, la Naturalis historia esercitò, più o meno direttamente, larghissima influenza sulla cultura antica da Solino (fine del sec. III) all'anonimo autore della cosiddetta Medicina Plinii (sec. IV), e per tutto il medioevo, CASSIANO (v.), Isidoro di Siviglia (v.) e sui vari Tesori dei secoli seguenti.

BIBL.: fonti: le notizie biograf. di P. ci sono fornite, a parte un frammento della Vita scritta da Svetonio (De grammat. et rhetor., ed. A. Reifferscheid, Lipsia 1860, p. 92) da due lettere di Plinio il Giovane (III, 5, e VI, 16). Edd.: J. Sillig, 8 voll., Gotha 1851-55; L. Jan-C. Mayhoff, 6 voll., Lipsia 1892-1909; J. Beaujeu, Parigi 1950 seg. (in corso). Studi: la critica pliniana si è rivolta soprattutto all'indagine delle fonti e all'attribuzione delle singole notizie: V. l'analisi in S. Ferri, P. il V. stor. delle arti antiche, Roma 1946. Elenco bibl. in N. I. Herescu, Bibliogr. de la littér. latine, Parigi 1943, p. 332 sg., cui si aggiunga A. Mazzarino, Una nuova pagina di P. il V., in Maia, 1 (1948), pp. 200-22, e 2 (1949), pp. 43-52. Alessandro Pratesi
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“PLINIO IL VECCHIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 980. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/plinio-il-vecchio.