PEIRESC, NICOLAS-CLAUDE FABRI de. - Umanista poligrafo, n. a Beaugensiers sul Varo il 1ᵒ dic. 1590, m. a Aix in Provenza il 24 giugno 1637.
Viaggiò per l'Italia fino a Malta, la Germania, la Austria, la Grecia, la Turchia, l'Egitto, l'Asia Minore; poi in Inghilterra, Olanda, nelle Fiandre. Nel 1607 divenne magistrato e quindi membro del Parlamento di Aix. Fu collezionista di monete, di manoscritti, di minerali, di copie di iscrizioni e di sarcofagi, anche cristiani; ebbe una cospicua biblioteca, dispersa dopo la morte, come le sue collezioni. Si occupò di tutte le scienze e fu in relazione con i dotti del tempo. Ph. Tamizev de Laroque ha pubblicato 7 volumi della sua corrispondenza nella Collect. de docum. inéd. de l'hist. de France (Parigi 1888-98). La Biblioteca nazionale di Parigi conserva molti disegni da lui raccolti, specie nel ms. franc. 9530 e nel ms. lat. 8958. Egli scoprì a La Gayolle il celebre sarcofago cristiano (Wilpert, Sarcofagi, I, p. 7 e tav. 1, 3), poi riadoperato per la sepoltura d'una Syagria, e l'altro usato per Ennadius Felix figlio di Magno, console nel 460, che P. acquistò e che ora è andato perduto (L. Chaillan, in Bull. archéol. du Comité, 1913, p. 317, tav. 25-26). Il calice di Sugerio dell'abbazia di St-Denis, portato al Louvre e ivi rubato nel 1804, fu identificato nella collezione di J. E. Widener in Filadelfia da Seymour de Ricci per mezzo della descrizione e del disegno di P. (Un calice du trésor de St-Denis, in Comptes rendus de l'Acad. des inscr. et belles lettres, 1923, pp. 335-39). P. descrisse a Girolamo Alendro, bibliotecario della Vaticana (cod. Barb. lat. 2154, foll. 104 f-109 v), il codice, ora perduto, contenente il cronografo del 354 (v.) da lui ottenuto in prestito da Cristoforo di Assonville di Arras e non restituito; la lettera in data 18 dic. 1620 da Parigi fu pubblicata da T. Mommsen (MGH, Auct. antiquis., IX, 1, Berlino 1892, pp. 19-29); i disegni del Calendario conservati parte in detto codice, parte tra le carte di G. Marini (cod. Vat. lat. 9135) furono editi da J. Strzygowski (Die Ka-

(Int. Audbert)
sostomo recitò un discorso. Da questo si rileva che P. era
una fanciulla di 15 anni; sorpresa sola in casa dai soldati
che volevano arrestarla, e temendo per la sua purezza, con
uno stratagemma riuscì ad eludere la loro sorveglianza e si
precipitò da una finestra, giungendo a terra cadavere.