PILLIO da MEDICINA. - Glossatore, civilista, n. nella prima metà del sec. XII, discepolo di Oderico, continuatore e, per alcuni, allievo di Piacentino. Si ha notizia di lui nel 1169; ritenuto maestro a Bologna da tale anno al 1182 ed a Modena dal 1182 al 1198, è ricordato un'ultima volta nel 1207 ad un processo in Bologna per il suo paese natio. Citato come Pilius, Pilius, Pileus, Pylius, Pyleus e con le sigle Pi., Py. Morto ca. gli inizi del sec. XIII, decade con la sua scomparsa lo Studio di Modena.
Autore di molte glosse, è il primo a raccogliere le proprie Questiones, dove ogni caso sembra riferirsi ad una disputa effettivamente tenuta (di sabato, donde questiones sabbatinae). E anche il primo autore di brocarda con il Libellus disputationum; primo espositore di quei Libri feudorum che aggiunge alle Autentiche; autore di una rara opera di procedura, la Summa de ordine indiciorum, in cui si citano Bulgaro, Martino, Piacentino, Giovanni Bassiano, ed anche il Decretum e le Decretales; terzo, dopo Rogerio e Piacentino, come autore di una Summa che dovrebbe terminare appunto quella di Piacentino ma rimane incompleta e, infarcita poi di aggiunte altrui, va come l'altra spesso sotto il nome di Azone; infine scrisse distinctiones, un trattato de testibus e vari consilia.
Cita il Corpus Iuris Civilis in tutte le sue parti con una frequenza ed una conoscenza sbalorditive; meno esperto forse nel Diritto canonico, rende di Diritto civile le questioni originariamente proprie del secondo, tranne che per la solutio; ricordato da Tancredi come legum doctor egregius, per Odofredo fuit valde bonus... et habuit hic magnum honorem.