
Fu dapprima avvocato alla Corte d'Appello di Parigi e diplomatico. Ordinato sacerdote, fu direttore del Piccolo seminario di Orléans, poi di quello di Parigi.
Vescovo di Marsiglia nel 1866, nell'imminenza del Concilio Vaticano, per le sue tendenze gallicane si mostrò contrario alla definizione dell'inalbilità pontificia, per cui il clero, che vi era favorevole, indirizzò una lettera al Pontefice, lamentandosi del fatto che «imperisse circostanze sembravano dover obbligare i sacerdoti della diocesi di Marsiglia a conservare un silenzio assai doloroso al loro cuore». Il P., venuto a conoscenza della lettera, ne rimproverò gli autori per averlo calunniato presso la S. Sede ed essersi rivolti, non per suo tramite, al Pontefice. Proclamata l'inalbilità nel Concilio il vescovo si rivolse ai propri diocesani il 4 ag. 1870, dichiarando che per conservare la pace della Chiesa e per non venir meno al proprio dovere, era necessario che «le costituzioni fossero accolte da tutti i suoi figli con docilità, rispetto e sottomissione». Alla morte del card. De Bonald, nel 1870, al P. era stato offerto l'arcivescovo di Lione, ma egli lo rifiutò e vani furono pure i tentativi dell'arcivescovo di Parigi, Guibert, di averlo come coadiutore. Il 15 luglio 1878 Leone XIII lo nominò arcivescovo di Rennes. Il nuovo arcivescovo riordinò ab imis la sua diocesi, ma il suo carattere autoritario lo mise in conflitto con parte del clero e dei suoi diocesani nel cosiddetto «affare dell'Oratorio». Nel Conciestro del 7 giugno 1886 fu creato cardinale. Nell'apr. 1890 il P. fu a Roma, chiamato da Leone XIII che intendeva con il suo aiuto contribuire ad una chiarificazione dell'atteggiamento dei cattolici francesi di fronte alla Terza Repubblica.
SILVIO FURLANI