POGGI, GIUSEPPE. - N. a Piozzano (Piacenza) il 21 ag. 1761, m. a Ruebelle, presso Montmorency, il 19 febbr. 1842.
Noto quale direttore degli Annali politico-ecclesiastici di Genova, la cui effettiva redazione spetta invece a Degola, ebbe la sua educazione a Roma, dove nel 1785 ricevette pure il suddiacono. Dall'ambiente romano giansenista derivò, più che una coscienza giansenistica, una singolare antipatia verso la S. Sede, Ospite e amico del vescovo Scipione de' Ricci, con lui collaborò. Nel 1789 pubblicò in Firenze in 3 tomi le Emende sincere di un che-rico lombardo alle annotazioni pacifiche che possono servire di risposta ad altri somiglianti libelli usciti sinora alla luce e le Lettere Traspadane di fra' Colombano al ch. mo autore dell'elogio sincerissimo, apparse nel I. della giansenistica Biblioteca ecclesiastica di Pavia nel 1790. Ma il P. più che ai solitari di Port-Royal si accosta a Rousseau e all'Enciclopedia, come dimostrano il Repubblicano Evan-gelico e L'Estensore Cisalpino, e se una fede egli professò, questa sembra più affine a quella del Vicario Savoiardo che alla teoria di Giansenio. Se mai aderì nella sua giovinezza al movimento giansenista, certo poi passò al gia-coinismo unitario, trapasso comune nel periodo della Rivoluzione Francese. Così si spiega il suo disprezzo per le discussioni teologiche, l'odio verso la Curia e la simpatia verso un deismo cristianeggiante; la difesa del' Ricci fu piuttosto un'occasione per dimostrare il suo risentimento illuministico contro la S. Sede che non una adesione teologica.