PIZARRO, FRANCISCO

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PIZARRO, FRANCISCO. - Conquistatore spagnolo del Perù, n. intorno al 1475 a Trujillo (Cáceres, Estremadura), m. il 26 giugno 1541 a Lima. Figlio naturale di Gonzalo P., non ebbe educazione alcuna, né imparò a leggere ed a scrivere e fu adibito dal genitore a fare il guardiano di maiali.

Le meravigliose storie sul nuovo mondo colpirono vivamente la sua fantasia e P. colse la prima occasione favorevole per recarvisi. Imbarcatosi a Siviglia (ma non si sa in quale anno), si ha notizia della sua residenza ad Hispaniola (S. Domingo) nel 1509, allorché lasciò quel'isola, insieme ad Alonso de Ojeda, per far via verso il continente, dove partecipò alla fondazione della colonia di S. Sebastiano, nel golfo di Uraba, rimanendovi quale capitano e luogotenente dell'Ojeda finché le malattie e l'ostilità degli Indios non lo costrinnero allo sgombero. Successivamente accompagnò il Balboa nella spedizione che portò alla scoperta dell'Oceano Pacifico, e Pedro Arias Davila a Veragua, e si stabilì a Panama. Avute quivi da Pascual de Andagoya, che aveva fatto un viaggio lungo le coste del continente sudamericano, notizie paragonò le saggeggiate su un Impero assai ricco in quelle regioni, P. si accordò con il capitano e collega Diego de Almagro e con il sacerdote Fernando de Luque per allestire una spedizione in quelle lontane contrade. Finanziato da Fernando de Luque, P. partì nel nov. 1524 da Panamá, ma dopo molte traversie ed accaniti combattimenti con gli Indios, dovette rinunciare all'impresa: tuttavia l'oro e l'argento, avuto in dono o sottratto agli indigeni, rese possibile una seconda spedizione nel 1526-27, che portò P. fino a Túmbez, ai confini dell'Impero degli Incas, del cui imperatore Huayna-Capac sentì magnificate le gesta e la potenza. Avuta la definitiva certezza dell'esistenza del ricco Impero, P. si recò nel 1528 in Spagna per ottenere l'appoggio di Carlo V per la conquista del paese. L'Imperatore, con la capitolazione di Toledo, gli conferì il 26 luglio 1529 il governatorato a vita e la capitania generale della Nuova Castiglia (nome con cui si indicò allora il Perù); all'Almagro fu concessa l'alcaidia della fortezza di Túmbez ed il diritto di successione al P. in caso di morte di quest'ultimo, a Fernando de Luque il vescovato di Túmbez e l'ufficio di protettore generale degli Indios della regione. Ritornato in America, salpò nel genn. 1531 da Panamá con tre navi alla conquista definitiva dell'Impero, che fu facilitata da una guerra civile che imperversava nel paese. Fatto prigioniero con uno strattagemma, a Cajamarca, Atahualpa, che usurpava il trono degli Indios, P. occupò Cuzco, la capitale dell'Impero, il 15 nov. 1533, facendovi ricchissimo bottino. Il 18 genn. 1535 P. si trasferì a Lima, dove stabilì la capitale della Nuova Castiglia. Sorte in seguito delle divergenze tra P. e l'Almagro, che rivendicava il diretto governo di una parte delle terre conquistate secondo gli accordi conclusi prima della partenza di P. per la Spagna, il fratello di P., Fernando, stroncò brutalmente le pretese dell'Almagro, facendolo condannare a morte ed impiccare. Questo sommario atto di giustizia attirò al P. l'odio dei numerosi seguaci dell'Almagro, i quali decisero di cogliere il momento opportuno per vendicarsi. Il 26 giugno 1541 i congiurati, guidati da Juan de Rada, riuscirono a penetrare nel palazzo di P. e lo uccisero malgrado la sua accanita difesa.

BIBL.: M. J. Quintana, Vidas de los españoles celebres: P., Madrid 1807; W. H. Prescott, History of the Conquest of Peru, Nueva York 1847; C. Garcia, P. o hist. del descubrimiento del Perú, Barcelona 1924; The Harkness Collect. in the Library of Congress. Docum. from Early Peru. The P.'s and the Almagros, 1531-78, Washington 1936; M. Ballesteros Gaibrois, F. P., Madrid 1940. Silvio Furiani