POLITI, LANCELLOTTO (AMBROGIO CATARINO)

POLITI, LANCELLOTTO (AMBROGIO CATARINO). - Teologo domenicano, n. a Siena ca. il 1484, m. a Napoli l'8 nov. 1553. Avvocato concistoriale sotto Leone X (1516), si orientò verso i problemi religiosi nell'assedia lettura delle opere del Savonarola.

Religioso a S. Marco di Firenze (5 apr. 1517), ingaggiò una decisa lotta contro la nascente eresia luterana: Apologia pro veritate catholicae et apostolicae fidei adversus impia et valde pestifera M. Lutheri dogmata (Firenze 1520); Excusatio disputationis contra Lutherum ad universas Ecclesias (ivi 1521). Nel 1528 a Siena polemizzò con il suo Ordine a favore della festa dell'Immacolata Concezione da introdurre nella chiesa di S. Spirito e poco dopo si pose in contrasto dottrinale con il Gaetano; pertanto ritenne opportuno recarsi in Francia nel 1532, ove frequentò vari centri di studio e con il favore della Sorbona stampò le Annotationes in excerpta quaedam Caietani (Parigi 1535); cui seguì poco dopo l'Oratio de officio et dignitate sacerdotum christianique gregis pastorum in synodo Lugdunensi habita (Lione 1537). Ritornato in Italia (1538), strinse amicizia con i personaggi che a Roma Colonna (v.). Recatosi di nuovo in Francia, stampò dodici Opuscola (Lione 1543) sopra i problemi più vivi della teologia (predestinazione, peccato originale, Immacolata Concezione, Novissimi, culto dei Santi). Al suo ritorno a Roma pubblicò due operette contro i protestanti italiani: Rimedio a la pestilente dottrina di B. Ochino (Roma 1544); Compendio d'erroi ed inganni luterani contenuti in un libretto (ivi 1544). Nel 1545 fu al Concilio di Trento quale teologo del Papa e vi si manifestò spesso pensatore indipendente, soprattutto nei contrasti con altri illustri confratelli (B. Carranza, D. Soto) presenti al Concilio o nella Curia Romana (B. Spina). Nominato il 27 ag. 1546 vescovo di Minori (Regno di Napoli), nel 1552 fu trasferito all'arcivescovo di Conza, e morì mentre si recava a Roma.

Durante il periodo tridentino pubblicò altre opere attinenti ai problemi ivi agitati: Tractatus quaestionis quo iure episcoporum residentia habeatur (Venezia 1547); controversa Carranza; Defensio catholicorum pro possibili certitudine Gratiae (Bologna 1547); contro Soto; De consideratione et iudicio praesentium temporum a superstis zizaniis in agro Domini (Venezia 1547); contro Lutero; Defensio contra schedulam a B. Spina Summo Pontifici oblatam (ivi 1547); autodifesa contro il maestro del S. Palazzo, che aveva presentato al Papa una raccolta di 50 proposizioni ritenute condannabili; Interpretatio noni capitis decreti de justificatione (ivi 1547); importante per comprendere la sess. VI del Concilio di Trento; ecc. Nei Tractatus theologici plures (Roma 1552) svolge la dottrina sul Matrimonio, sul Battesimo dei fanciulli giudei (sponte venientibus ad Baptismum), sull'intenzione del ministro nel conferimento dei Sacramenti, difendendo la nota tesi dell'intenzione esterna; sul valore indicativo delle parole Hoc est corpus meum, ritiene che la consacrazione avvenga per l'epiclesi antecedente Quam oblationem della Messa romana (fit ergo Corpus Christi propter orationem praemissam et ex vi pacti et sic defenditur mos Graecorum). L'opuscolo fu messo all'Indice.

Affrontò con scarsa preparazione tecnica (era autodidatta) i più gravi problemi teologici dell'agitato periodo tridentino, dandone soluzioni talora di tendenza scottista (Immacolata Concezione, motivi primari dell'Incarnazione, identità della Grazia con la Carità), molte volte personali, p. e s., sulla predestinazione, sul peccato originale (teoria del patto), sull'intenzione del ministro, sull'epiclesi. L'orientamento nuovo da lui impresso a certi settori della teologia (il catarinismo) riscosse per un secolo molti consensi; ma fu poi definitivamente eliminato. Dell'opera sua rimane l'accentuazione dell'importanza del magistero ecclesiastico nella costruzione teologica, il

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Ifti, Eut. Cait.i
P'oliti, Lancellotto - Siena protetta dalla Vargine. Silografia di L. P. premessa a La scunficta di Monte Aperto, Siena 1302. Esemplare della Biblioteca nazionale - Roma.

ritorno costante alle fonti della Rivelazione, l'agilità e l'eleganza del suo dettato teologico.

BIBL.: F. Lauchert, *Die Polemik des A. Catherinus gegen B. Ochino*, Innsbruck 1907; id., *Die italien. literar. Gegner Luther*, Fr. 1910, pp. 30-133; J. Schweizer, *A. Catherinus Politis*, *Sein Leben und seine Schriften*, Münster 1910; D. Scaramuzzi, *Le idee scottiste di un grande teologo*, *L'imm. Concez. nel pensiero del Gaetano e del Cattarino*, Firenze 1950.