POPPONE, SANTO

POPPONE, santo. - Abate benedettino, n. nel 978 da nobile famiglia fiamminga, m. a Marchiennes il 25 genn. 1048. Fu uno dei più validi collaboratori di Riccardo di St-Vanne nella restaurazione dei monasteri della regione renana e dei Paesi Bassi.

Dopo due pellegrinaggi (in Terra Santa ca. il 1000 e Roma nel 1005), rinunciò d'un tratto a un disegno di matrimonio e alla vita militare, alla quale lo destinava la sua nobile origine, per abbracciare la vita benedettina nel monastero di St-Thierry a Reims (ca. il 1008), diretto da Gilberto, fratello del vescovo di Cambrai, Gernardo I. Riccardo di St-Vanne ne riconobbe i meriti e lo inviò come priore nel monastero di St-Vaast d'Arras (1024), di cui poté, con l'aiuto del conte di Flandra, in recuperare i beni usurpati dai signori laici. P. è conosciuto soprattutto come abate di Stavelot-Malmédy, donde prese il diradare il suo influsso. Gli imperatori Enrico II, Corrado II ed Enrico III gli affidarono inoltre l'abbaia di S. Massimiano di Trèves e la cura di restaurare la vita monastica nei monasteri di St-Vincent di Metz, di Limburg, Hersfeld, S. Gallo, St-Gislain, St-Trond Marchennes. In cambio della protezione e della generosità imperiali, P. si prestò come negoziatore tra i sovrani tedeschi e la corte di Francia. Egli fu senza dubbio un tipo di abate imperiale, ma contribuì, anche con la sua vita religiosa intima e profonda, a preparare il terreno, da cui prese a fiorire la riforma di Cluny. Festa il 25 o il 28 genn.

BIBL.: Vita Popponis, in MGH, Scriptores, XI, pp. 293-316; P. Ladewig, Poppo V. STILO. die Klosterreform unter den ersten Saliern, Berlino 1883; E. Sackur, Die Cluniacenner bis zur Mitte des 11. Jahrh., II, Halle 1894, pp. 240-61, 290-96; A. Hauck, Kirchengesch. Deutschlands, III, Lipsia 1906, pp. 499-508; Maniatus, II, 361-64; E. de Moreau, Hist. de l'Eglise en Belgique, II, 2a ed., Bruxelles 1945, pp. 169-77. Guglielmo Mollat