del precedente, n. a Suno (Novara) ca. il 1434, m.
a Roma il 4 marzo 1493.
Entrò giovane nella carriera ecclesiastica e fu gover-
natore di varie città dello Stato pontificio. Nominato ve-
scovo di Aleria (Sardegna) nel 1475, Sisto IV lo mandò
presso il re Mattia d'Ungheria (1478) e poi presso l'im-
peratore Federico III. Tornato a Roma ebbe vari incarichi,
tra cui quello di trattare con gli ambasciatori esteri. Cardi-
nale del titolo dei SS. Giovanni e Paolo (9 marzo 1489)
ed amministratore di Olmütz (1489), ebbe probabilità
di essere eletto papa nel Concistoro del 1492, perché
appoggiato dal duca di Milano. Stanco della vita attiva,
voleva rinunziare al cardinalato per farsi frate, ma il S. Col-
legio si oppose. Il suo sarcofago è nelle Grotte Vaticane.
Renata Orazì Ausenda

degli elementi strutturali si riflette anche nella forma dei
portali. Sull'incorniciatura della p. si svolge l'arco, deter-
minando una lunetta, spesso decorata. Dentro l'arco
esterno si iscrivono archi concentrici, dapprima agget-
tanti. Creazione lombarda è la p. strombata, in cui una
serie di archi e cordoni si addentrano nella parete muraria,
a forma di imbuto, con grande abbondanza di decorazione
scultorea (p. del S. Michele a Pavia, 1ª metà del sec. XII).
I Cosmati dàmo alle p. dei loro edifici i tipici caratteri
di rigore geometrico e di vivezza musiva.
Nel periodo gotico, particolarmente in Francia, la p.
assume un valore grandissimo nella facciata, con l'accen-
tuarsi dello sguarcio e l'aggiunta di una cuspide forte-
mente aggettante, che inquadra la serie di archi divenuti
acuti. In Italia se ne hanno caratteristici esempi nel
S. Antonio di Ranverso, nel duomo di Chivasso e di
Pinerolo. L'abbazia di Fossanova iscrive un timpano nel
portale archiacuto.
Nel Rinascimento ricompaiono i caratteri classici della
p. Accanto al tipo di p. sormontata da un timpano, che
avvicinandosi al sec. XVI si fa curvilineo, e alla p. a tutto
sesto, è in uso il tipo della p. rustica, delineata da bugne,
senza aggetto, nel muro. La decorazione è di tipi varia-
tissimi. Spesso la p. è sormontata da una finestra, in
seguito da un balcone. Il timpano spezzato, il timpano
doppio, le membrature sempre più aggettanti, in relazione
con la ricerca dei pieni e dei vuoti e con le tendenze dina-
miche dell'architettura cinquecentesca, apportano, a co-
minciare da Michelangelo, notevoli modifiche alla forma
delle p.
Nel Seicento la p. diviene elemento di enorme impor-
tanza nella facciata, di cui seconda la struttura dina-
mica, adattandosi al suo andamento curvilineo (S. Carlino
alle Quattro Fontane) e con l'uso della colonna addossata
alla parete, e poi della colonna libera, in luogo delle lesene
(chiesa del Gesù, S. Marcello). Nel Settecento gli ele-
menti, press'à poco immutati, della p. barocca si adeguano
alla più svelta visione architettonica. Gli architetti neo-
classici si rifanno ad esempi classici o rinascimentali.
Vedi tav. CXXI.
Maurizio Calvesi
(1st. Bildarchiv d. Ö. Nationalbibliothek)
PORTA - P. principale dell'abbazia benedettina di Lambach
(Austria) costruita nel 1693 da G. Auer di Landegg.