PUDENTE e PUDENZIANA (Pudens, Πούδης o anche Σπούδης). - Fedele della comunità romana, menzionato da s. Paolo in II Tim. 4, 21, durante la sua seconda prigionia romana; Eubulo (v.), Lino (v.), Claudia e tutti i fratelli saluta Timoteo.
Pudente fu cognome in uso al tempo in cui visse il Pudente della II Tim., come attestano iscrizioni (CIL. VI, 15066; VII, 17), autori come Tacito (Hist., I, 24). Flavio Giuseppe (Bell. Ind., VI, 2, 10), Marziale (IV, 13; XI, 53). Pudens fu anche nome di liberti: Vibius Pudens fu officinatore nel 100; Q. Servilius Pudens nel 123 fu proprietario delle figline Neviane, nel 124 di quelle di Narni

(fot. Alinari)
(fot. Anderson)
e « titulus sanctae o beatae Pudentianae » e anche « Pudentis » nella vita di Leone III (I, p. 508; II, pp. 11, 34, 24). Pudentiana è detta anche Potenciana o Potentiana negli itinerari del sec. VII (R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 78, 116, 144). In una cappella di S. Pudentiana sono dipinte scene delle leggende di S. Paolo, di Pudente, Pudentiana e Prassede (Wilpert, op. cit., tav. 262). Le due immagini femminili nel musaico della basilica di S. Pudentiana non rappresentano Pudentiana e Prassede come ritennero G. B. De Rossi (Musaici cristiani, Roma 1872, foglio 9; J. P. Kirsch, Die römischen Titelkirchen im Altertum, Paderborn 1918, pp. 65-66 e Wilpert, op. cit., pp. 1066-68), ma le due chiese, ex gentibus e ex circumcisione (v. CHIESA, III, col. 1468).
H. Delehaye pubblicò una Vita Sancti Pastoris in cui questi, istruito insieme con Timoteo da S. Paolo, sarebbe stato ordinato prete dall'Apostolo, avrebbe vissuto fino al tempo di Antonino, e a richiesta di Pudente, padre di Pudentiana e Prassede, avrebbe costruito una chiesa in vico Latericio detta ancora titulus Pastoris al tempo del redattore della vita e ricordata fino al sec. XIII presso S. Clemente (Etude sur le légendae romain, Bruxelles 1936, pp. 139, 264-66). H. Delehaye propose di identificare con lo stesso Pastore il martire Pimenio o Pymenius o Παυξίν (op. cit., pp. 137-40), ricordato nel Martirologio geronimiano e nel calendario marmoreo napoletano al 18 febbr., al 18 marzo e meglio al 2 dic. La sua Passio lo indica quale presbitero tituli Pastoris vissuto al tempo dell'imperatore Giuliano (id., op. cit., pp. 259-63). Il martire Pimenio fu sepolto nel cimitero di Ponziano, come è indicato dalla notitia ecclesiarum e dal de locis (R. Valentini, e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 92-107) e ivi rappresentato insieme con i martiri Milix e Pollion (Wilpert, Pitture, pp. 453-520 e tav. 255, 1). Enrico Josi