RICCARDO DI SAN VITTORE

RICCARDO di SAN VITTORE. - Teologo e mistico, n. probabilmente nella Scozia all'inizio del sec. XII, m. a Parigi il 10 marzo 1173. Entrato tra i Canonici Regolari di S. Vittore (Parigi) ai tempi dell'abate Gilduino, fu discepolo di Ugo di S. Vittore (v.) e probabilmente gli successe nell'insegnamento della teologia nella scuola monastica.

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(per cortesia di mans. Pielanti) RICCARDO di SAN VITTORE - Ritratto. Dipinto del sec. XVII. Lucca, chiesa di S. Frediano.
Sottopriore dell'abbazia prima del 1159, nel 1162
divenne priore, ritenendo l'ufficio fino alla morte. Nel
1164 ospitò a S. Vittore il papa Alessandro III e nel 1170
s. Tommaso Becket; si provò con successo in quasi tutti
i campi della teologia. Tra le numerose opere, quelle ese-
getiche (Expositio difficultatum suborientium in expositione
tabernaculi foederis; In visionem Ezechielis; In Apoca-
lypsim; De Emmanuele, ecc.), sono di minor valore; invece
i saggi dogmatici lo rivelano pensatore robusto e perso-
nale, soprattutto il De Trinitate in 6 ll. Dopo aver in-
dicato il metodo, più sollecito della « profunda et subti-
lissima indagatio » che dei testi patriatici (l. I), tratta
prima della natura intima di Dio, mostrando il nesso
intimo dei suoi attributi (l. II), poi della trinità delle
Persone Divine (l. III), inoltrandosi in acute specula-
zioni per dimostrarne la non contraddizione con l'unità
della natura (l. IV); da ultimo tocca il problema delle
processioni divine (l. V) e ne illustra la differenza (l. VI).

Questo trattato è una delle sintesi più originali e più
sorprendenti del sec. XII, che per la sua spinta ricerca
delle « rationes necessariae », per mostrare la non ripu-
gnanza intrinseca dell'alto mistero, fece sorgere in tempi
più recenti (Pohle, Heitz) il sospetto di una tinta razio-
nalistica della teologia riccardiana; oggi la critica gli è
più favorevole, ma nell'età aurea della scolastica la sua
speculazione, di tendenza greca, fu più ammirata che se-
guita (cf. A.-M. Ethier, Le « De Trinitate » de Richard de
Saint-Victor, Parigi-Ottawa 1939); infatti, accolta da Ales-
sandro di Hales, venne trascurata da s. Bonaventura e
da s. Tommaso.

Ispirate allo stesso metodo delle rationes necessariae,
alla maniera di s. Anselmo e senza tinta razionalistica
sono: De tribus appropriatis personis in Trinitate; Liber
de Verbo Incarnato; Quomodo Spiritus Sanctus est amor
Patris et Filii; De superexcellenti Baptismo Christi; De po-
testate ligandi atque solvendi; Tractatus de Spiritus bla-
sphemia; De differentia peccati mortalis et venialis. Ma R.
si affermò soprattutto nella mistica, in cui condivise con
s. Bernardo un incontrastato primato in quasi tutto il

medioevo, per una serie di opere che costituiscono una
trattazione teoretica completa dell'argomento: De prae-
paratione animi ad contemplationem, liber dictus Beniamin
minor: indica nella mortificazione delle passioni e nel-
l'esercizio delle virtù la via per giungere alla contempla-
zione; De gratia contemplationis, seu Beniamin maior: è
il capolavoro di R., l'opera sua più celebre e più utilizzata
dai posteri.

Della carità tratta negli opuscoli: De gradibus ca-
ritatis, De quattuor gradibus violentae caritatis. Impor-
tante l'ampio trattato sulla vita interiore: De conditione in-
teriori hominis. Tra i numerosi opuscoli della stessa indole è
da segnalare l'Exit edictum o De tribus processionibus (ed.
I. Chatillon-W. J. Tulloch, in Richard de St-Victor,
Sermons et opuscules spirituels inédits, I, Parigi 1951, a pp.
XV-XVII bibl. completa). Sebbene R. si abbandonasse
more victorino, ad un allegorismo spinto e il suo stile
sia talora troppo carico di parole e di immagini, tuttavia
il suo pensiero è limpido, sorretto da una straordinaria
forza speculativa, che Dante gli riconobbe nel noto verso:
« Che a considerar fu più che viro » (Parad., X, 132).

BIBL.: opere: PL 106. Studi: E. Kulesza, La doctrine mystique de Richard de St-Victor, St-Maximin 1924; P. Pourrai, La spiritualité chrétienne, II, Parigi 1928, pp. 179-92 (dottrina mistica); C. Ottaviano, R. di S. V. vita, le opere, il pensiero, Roma 1933; G. Fritz, s. V. in DThC, XIII, II, coll. 2676-95; G. Manacorda, R. di S. V., in L'contralforti, Brescia 1933, pp. 125- 129; R. Lenglart, La théorie de la contemplation myst. dans l'oeuvre de R. de St-Victor, Parigi 1933; I. De Ghellinck, L'essor de la littérature latine au XIIe siècle, I, Bruxelles-Parigi 1948, pp. 58-60; J. Chatillon, Une ecclésiologie médiée: l'idée de l'Église dans la théol. de l'école de St-Victor au XIIIe siècle, in Irénikon, 22 (1949), pp. 115-38, 395-411; A. Fliche - V. Martin, Hist. de l'Église,
XIII, Parigi 1951, pp. 118-22. Antonio Pielanti
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“RICCARDO DI SAN VITTORE.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 505. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/riccardo-di-san-vittore.