ROBERTO DI COURSON. - Teologo e cardinale, n. presso Kedleston (Dirby, Inghilterra) ca. il 1155-60, m. presso Damiata il 6 marzo 1219. Pietro Cantore (v.), strinse amicizia con il futuro Innocenzo III.
Maestro e reggente in teologia, canonico di Noyon (1204), poi di Parigi (1210), nel 1212 fu creato cardinale da Innocenzo III, che lo costituì suo legato in Francia con lo scopo di preparare il Concilio Lateranense IV. R. pertanto presiedette vari Concili (Parigi, 1213; Bor-deaux, luglio 1214; Rouen, dic. 1214); nello stesso 1214 prese parte alla crociata contro gli albigesi confermando a Simone di Monfort le con- quiste fatte. Per uno speciale mandatum del Papa, R. nell'ag. 1215 promulgò il nuovo statuto dell'Università di Parigi, in cui, tra l'altro, fu proibito di leggere la meta-physica e la philosophia naturalis di Aristo-tele. Resosi impopolare, perdette il favore di Innocenzo e soprattutto di Onorio III. Do-po aver assistito al Concilio Lateranense nel nov. 1215, rimase a Roma fino al 1218, quando partì per la crociata non come legato (che fu il card. Pelagio) ma come predicatore. Come maestro parigino R. compose un commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, che è perduto; rimane, in numerosi codici, un'ampia Summa Theo-logica, composta tra il 1204 e il 1210, in cui, seguendo l'indirizzo pratico di Pietro Cantore, tratta in prevalenza di teologia mo- rale e sacramentaria.
ROBERTO DI COURSON
BIBL.: G. Lefevre, Le traité De usura de Robert de Courçon, Lilla 1902; Ch. Dikson, Le card. R. de C. Sa vie, in Arch. d'hist. doctrinale et litt. du moyen âge, 9 (1934), pp. 53-142; M. Grabmann, I diritti ecclesiastici di Aristotele sotto Innocenzo III e Gregorio IX, in Misc. Hist. Pontif., V. Roma 1941, pp. 37-42 e passim; P. Anciaux, La théol. du Sanctuaire de Pénitence au XIIe siècle, Lovanio-Gembloux 1949 (v. INDIA); Fliche-Martin, Hist. de l'Eglise, XIII, Parigi 1951, pp. 191-94.