ROBERTO DI GINEVRA (CLEMENTE VII), ANTI-PAPA

ROBERTO DI GINEVRA (CLEMENTE VII), anti-papa - Stemba di Rondi, e del Duca di Berry. Miniatura della fine del sec. XIV, dal II vol. della Bibbia appartenuta al Duca di Berry, come risulta dalle seguenti annotazioni del foglio 437: "Cette bible est au duc de Berry et d'auvergne conte de Poitou - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 51, f. 1".

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(fol. Enc. Catt.)

Roberto di Ginevra (Clemente VII), antipapa - Stemma di R. di G. e del Duca di Berry. Miniatura della fine del sec. xiv. dal II vol. della Bibbia appartenuta al Duca di Berry, come risulta dalle seguenti annotazioni del foglio $427^{2}$ : "Cette bible est au duc de Berry et dauner

Inviato quale legato in Italia (1376-78) comandò le bande bretoni che compirono il massacro di Cesena (19 febbr. 1377). Partecipò all’elezione di Urbano VI, ma si allontanò da lui, con i cardinali francesi che lo elessero pontefice, a Fondi, il 20 sett. 1378 con il nome di Clemente VII, dando così inizio allo sciagurato scisma d’Occidente. Fallitogli il tentativo d’impadronirsi di Roma (pattaglia di Marino del 30 apr. 1379) e visto impossibile il soggiorno sotto la protezione della regina Giovanna, lasciò l’Italia ed il 20 giugno pose la sua sede in Avignone. Le parentele e le aderenze di R., particolarmente quella di Carlo V re di Francia che aveva favorita la ribellione dei cardinali, poi quella di Carlo VI figlio di lui, furono i più forti sostegni dell’ubbidienza avignonese. Questa era formata, oltre che dalla Francia, dai Regni spagnoli, dalla Scozia e saltuariamente da qualche principe e vescovo tedesco e non ebbe mai con sé la maggioranza dalla cristianità. In Italia soltanto il Regno di Napoli, secondo le vicende dinastiche, si fece a tratti soggetto a Clemente VII. Questi comunicò il suo avversario, come questi aveva comunicato lui, ma fu costretto continuamente a ricorrere a ripieghi per tenersi fedeli i suoi aerei, che mal soffrivano le gravose imposizioni rese necessarie dalla mancanza di denaro, dalle continue lotte e dalle spese di una corte dispendiosa. Sin dal 1379 R. creò vassallo della S. Sede Luigi d’Angiò fratello di Carlo V, assegnandogli il «Regno di Adria» formato con i possessi della S. Sede. Nel 1382 lo costituì capitano della Chiesa per la conquista del Regno di Napoli. Morto nel 1384, diede quel regno a Luigi II suo figlio e ne aiutò i vanti tentativi di conquista. Non mancarono in Francia le pressioni su R. per la cessazione dello scisma, prima al momento della morte di Urbano VI (1389), poi da parte dell’Università di Parigi, che nel 1394 fece quasi diretta imposizione a R., che morì d’improvviso attaccò d’apoplessia il 16 sett. 1394.

Bibl.: Vitae Paparum Avenionensium, ed. G. Mollat, I, Parigi 1916, p. 469 sgg.; N. Valois, La France et le Grand Schisme d’Occident, I, Parigi 1896; Pastor, I, pp. 118-61; L. Salembier, Le Grand Schisme d’Occident, Parigi 1902, p. 35 sgg.; Hefele, Leclercq, V, II, pp. 1081-1153; P. Paschini, Roma nel Rinascimento, Bologna 1946, p. 18 sgg.