ROMANO, santo, martire. - È commemorato nel Martirologio geronimiano il 9 ag.
Gli Itinerari del sec. VII lo ricordano sepolto sulla Via Tiburtina nel cimitero di Ciriaca, longe in spelunca deorum. Secondo l'autore del Liber Pontificalis aveva l'ufficio di ostiario e peri insieme con s. Lorenzo. Secondo invece la leggendaria Passio s. Polychronii sarebbe stato un soldato convertitosi al martirio di Lorenzo, decapitato fuori della Porta Salaria e seppellito in una cripta dell'agro Verano.
ROMANO, santo, martire. - È commemorato nel Martirologio geronimiano il 17 nov., come martire di Cesarea, ed il giorno successivo come martire di Antiochia.
A questa seconda data lo commemorano i Martirologi orientali ed il Romano; il vero dies natalis è però il 17, come attesta Eusebio di Cesarea. Sul suo martirio esistono documenti quasi coevi e degni di fede. R., oriundo della Palestina, era diacono ed esorcista in una chiesetta presso Cesarea. Durante la persecuzione di Diocleziano trovandosi ad Antiochia, e vedendo come molti si affrettavano a sacrificare, prese a rimproverarli. Arrestato e condannato per ordine dello stesso Imperatore, ebbe tagliata la lingua, fu rinchiuso in carcere e strangolato dopo orribili tormenti.