ROSÁ D’ORO. – È un dono simbolico che i pontefici usano inviare, in segno di particolare stima e benevolenza, solo alle regine, quantunque nel passato essi fossero soliti onorare con tale distinzione sovrani, principi ed eminenti personalità quale ricom-
ROSA, SANTA – Macchina di s. R. del 1952 – Viterbo.
e al nastro di s. R. Ad accrescere il culto è valsa l’iconografia, che, per quanto non molto ricca, conta rappresentazioni felici (p. es., i dipinti di Benozzo Gozzoli sulle pareti della chiesa di S. R. in Viterbo) che illustrano i fatti più salienti della vita della Santa a seconda della venerazione tradizionale della vita. Altari a lei consacrati sorgono a Roma nella chiesa di S. Caterina, già detta di S. R., e in quella di Aracoceli (oltre a un oratorio comune alle due ss. vergini R. di Viterbo e Rosalia di Palermo), ed anche a Vitorchiano, Bolsena, Tivoli, Fabriano, Salerno e Foggia.
ROSA D’ORO. – Sulla protestante, che ebbe origine da un romanzo storico, inventato, sembra, dal teologo luterano Giovanni Valentino Andreà (1586-1654).
Nel 1614 apparve anonimo: *Professione di fede della Confraternita della R. Nel 1615: La Rivelazione della Confraternita del S. mo Ordine di R.* Infine nel 1616: *Die Chy-

Rosa, santa - Macchina di s. R. del 1932 - Viterbo.
pensa per importanti servizi, resi alla Chiesa ed alla società, nonché insigni santuari ed importanti città.
Consisteva talora in un semplice fiore senza stelo né foglie e, tal'altra, in un ramo fiorito, con foglie e spine, finché assunse, ai tempi di Sisto IV (1471-84), la sua forma attuale, cioè di un cespo di rose interamente d'oro ed adorno di pietre preziose, il cui fiore centrale, più grande degli altri, reca al centro, entro una piccola coppa, balsamo e muschio.
Non è possibile stabilirne con esattezza la prima origine. Si sa solo che nel 1049 Leone IX, in cambio dell'esenzione dalla giurisdizione dell'Ordinarie locale da lui accordata al monastero di S. Croce di Tulle nella Alsazia, impose a quelle religiose l'invio annuale al Papa di una r. d'o.; ma nel relativo documento lo stesso Leone IX parla della r. d'o. come di un fatto non nuovo. Il più antico ricordo, storicamente accertato, della concessione di una r. d'o. da parte del Papa, risale al 1096, quando Urbano II, di passaggio per Angers, durante la predicazione della prima Crociata, ne fece dono al conte Fulcone d'Angiò. Nel periodo avignonese prese poi a diffondersi l'uso di offrire la r. d'o. a diversi illustri personaggi di ambo i sessi, a chiese ed a città. Basti accennare, oltre ai vari imperatori, ai re di Francia Luigi VII, Carlo VI e VII, al re di Napoli e d'Aragona Alfonso, che la ricevette nel 1451 da Niccolò V per la vittoria sui Turchi, a Giovanni d'Austria, uno dei vincitori di Lepanto, cui fu donata da Gregorio XIII nel 1576, alla regina Casimira di Polonia nel 1684 per la vittoria di Vienna. Tra le principali chiese beneficiate della r. d'o. sono da ricordare le basiliche romane di S. Pietro (5 volte), S. Giovanni in Laterano (4 volte), S. Maria Maggiore (2 volte) e le chiese di S. Maria sopra Minerva e S. Antonio dei Portoghesi, nonché, fuori Roma, il santuario di Loreto, S. Maria del Fiore di Firenze, S. Domenico di Perugia e la basilica di Notre-Dame di Lourdes. Tra le città, invece, si debbono annoverare Venezia, che la ricevette più volte, Bologna, Siena, Savona e Lucca.
Ultimo di sesso maschile a ricevere la r. d'o. fu il doge di Venezia Franc. Loredan, che l'ebbe da Clemente XIII nel 1759; da allora, eccetto qualche chiesa, essa venne riservata esclusivamente alle sovrane, tra cui

Rosalba, santa - Iscrizione, supposta autografa, di s. R., disegno trasmesso ai padri Bollandisti dal principe di Belmonte Giuseppe Emanuele Ventimiglia - Palermo, Serra Quisquina.
L'ebbero l'ex-regina di Sardegna Maria Teresa (1825), le regine Isabella (1868) e Maria Cristina di Spagna (1886), le imperatrici Eugenia di Francia (1856) ed Elisabetta del Brasile (1888), le regine Amelia del Portogallo (1892) e Maria Enrichetta del Belgio (1893).
La cerimonia della benedizione della r. d'o. avveniva anticamente in S. Croce in Gerusalemme; ma quando l'imperatore trovava a Roma, per esservi incoronato, essa veniva a lui destinata e la cerimonia della benedizione avveniva in S. Maria in Cosmedin. Attualmente la r. d'o. viene benedetta dal Papa nella domenica Laetare (IV di Quaresima), prima della Messa nella Sala dei paramenti alla presenza di molti cardinali, e portata poi da lui stesso nella Cappella Sistina, ove l'affida ad uno dei cardinali diaconi, e posta quindi sull'altare. Quando la persona cui la r. d'o. è destinata si trova a Roma è il Papa stesso che gliela consegna, all'uscita dalla Cappella Sistina, al- trimenti viene nominato un portatore ufficiale, scelto tra i Camerieri di spada e cappa partecipanti soprannumerari.
La tradizione dell'offerta della r. d'o., interrotta ai tempi di Pio X e di Benedetto XV, fu ripresa da Pio XI, che la conferì nel 1923 alla regina di Spagna Vittoria Eugenia, nel 1925 a Elisabetta, regina dei belgi, e nel 1937 ad Elena, regina d'Italia (m. il 28 nov. 1952).