Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Folklore

ROSALIA (RUSOLIA), SANTA

Festa: 4 settembre

English Cita

Noto anche come: la santuzza

ROSALIA, santa - Iscrizione, supposta autografa, di s. R., disegno trasmesso ai padri Bollandisti dal principe di Belmonte Giuseppe Emanuele Ventimiglia - Palermo, Serra Quisquina.
ROSALIA, santa - Iscrizione, supposta autografa, di s. R., disegno trasmesso ai padri Bollandisti dal principe di Belmonte Giuseppe Emanuele Ventimiglia - Palermo, Serra Quisquina.

ROSALIA (RUSOLIA), santa. - Patrona di Palermo dal sec. XVII, la « santuzza », così è chiamata dal popolo, condusse vita eremitica nella 2ª metà del sec. XII in spelonche della serra Quisquina e del Monte Pellegrino nei pressi della città; gli storici locali la fanno morire in giovane età nel 1160.

Prima del sec. XVII si hanno solo poche notizie sul suo culto che ebbe una straordinaria diffusione dopo l'invenzione del corpo (15 luglio 1624) e la cessazione della peste che infieriva nella città di Palermo (luglio 1625) e nell'isola (giugno 1626) per intercessione della Santa. Le notizie relative alla vita di s. R. sono posteriori a quella data e non hanno valore storico. L'iscrizione trovata, 40 giorni dopo la scoperta del corpo, nella grotta della serra Quisquina, supposto autografo della Santa, la dice figlia del duca Sinibaldo che visse al tempo di Ruggero II (m. nel 1154). Urbano VIII fece inserire

43. - ENGICLOPEDIA CATTOLICA. - X.

ROSALIA, santa - Interno del santuario di S. R. sul Monte Pellegrino - Palermo.
ROSALIA, santa - Interno del santuario di S. R. sul Monte Pellegrino - Palermo.(fot. Enit)

nel Martirologio romano (1630) la data dell'invenzione del corpo (15 luglio) e quella, presunta, della morte (4 sett.). Le spelonche abitate da R. furono trasformate in cappelle riccamente ornate (secc. XVII-XVIII) e il suo corpo riposa in una sontuosa cappella del Duomo palermitano, rinchiuso in una ricca cassa reliquiario, eseguita da vari artisti nel 1631. Gli emigrati siciliani ne hanno diffuso il culto in tutte le regioni del mondo da essi frequentate.

Bibliografia5 opere
BIBL.: R. Pirzi, Notitiae Sicilensium Ecclesiarum, Palermo 1630, pp. 198-201; Acta S.S. Septambria, II, Anversa 1748, pp. 278-414 (studio corredato da numerose illustrazioni del p. J. Stillingh); D. M. Spàracio, «La Santuzza cui diede nome i fiori», ossia 1, R., Foligno 1924; 2ª ed. Palermo 1924 (cf. Anal. balland., 43 [1925], p. 457); Martyr. Romanum, pp. 290, 380.

A. Pietro Frutza

FOLKLORE

Un'immagine, davanti alla quale s'inginocchio anche il Goethe (Viaggio in Italia, lettera del 6 apr. 1787), che si venera nella cappella di S. R. sul Monte Pellegrino ed è variamente riprodotta nelle stampe popolari, rappresenta la Santa giacente come in estasi entro il vano d'una grotta, vestita con il saio della penitenza, illuminata da un fascio di luce dall'alto, avendo accanto un teschio, un libro e una ciotola, simboli della vita eremitica, mentre un angioletto le sta a lato con rami di giglio in mano e all'ingresso dell'antro si affaccia un giovane cacciatore: questi è, spiega la leggenda, il cacciatore Vincenzo Bonello che scopre le reliquie della Santa. A ricordo di questo ritrovamento e della traslazione che avrebbe fatto cessare nel 1625 una terribile peste, si celebra in Palermo a metà di luglio un solenne festino, entusiasticamente descritto nei secoli scorsi da scrittori italiani e stranieri tra le manifestazioni più caratteristiche della Sicilia e dell'Italia tutta: del quale oggi il più rimane soltanto nella memoria e nel detto «Mi cunti li cincu jorna di lu Fistinu». Tirato da lunghe file di buoi o mule (fino a 24 paia!) percorreva le vie principali della città il trionfale carro, costruito a forma di nave su disegno che si rinnovava ogni anno (i disegni sono conservati nel Museo nazionale di Palermo), sfarzosamente illuminato e addobbato con ghirlande di fiori, abbellito con figurazioni della leggenda, in cima al quale splendeva, sospesa su di una nuvola, la statua della «santuzza», dal capo coronato di rose, più alta dei tetti delle case: «la muntagnedda d'oru» chiamavano i popolani della provincia questa poderosa macchina, che a ogni 50-60 passi si fermava per il canto della frottola, inno sempre nuovo in onore di s. R. Altri elementi che davano vita e carattere scenico al rito festivo erano la «beneficiata» in piazza Marina, ch'era una lotteria con premi in denaro, drappo e quadri raffiguranti Palermo e s. R.; la corsa dei berberi, ossia di cavalli ora liberi ora montati da fanciulli di 12-14 anni, ricoperti di foglie di sambuco, con il premio di un'aquila in legno dorato; la processione con l'urna d'argento contenente le reliquie della Santa, trasportata per antico privilegio dai muratori e preceduta dalle bare degli altri santi, al suono di molti tamburi; i fuochi d'artificio e la splendida illuminazione del Cassaro, della Marina e della Cattedrale. La Santa è anche celebrata il 4 sett., giorno della sua commemorazione liturgica, con un pellegrinaggio alla grotta cui prendono parte tutti i fedeli della provincia e con particolare devozione gli Albanesi della Piana: i palermitani preferiscono fare il pellegrinaggio in maggio, ed esso assume allora i caratteri di un rito primaverile. Dei tre principali motivi della leggenda (nascita, infanzia, ritiro in solitudine; tentazioni; liberazione di Palermo dalla peste) ripresi poeticamente dal popolo, il contrasto tra la vergine penitente e il demonio tentatore è quello più ricorrente e più vivo nei canti popolari, che sono in metri narrativi (storie siciliane in ottave di endecasillabi; anche il Fullone compose un poema epico su s. R.) e in metri lirici (quartine o sestine di ottonari), diffusi, in quest'ultima forma, anche in Calabria, Lucania, Puglia, Campania, Abruzzo e Marche. Ancora più estesi sono i confini areali del culto, che si è propagato in Spagna (celebre la «Fiesta del Cuadro» del 15 luglio a Torredembarra), Francia, Belgio, Germania, Polonia, Ungheria, Portogallo, Malta e persino in Africa e Sudamerica: s. R. è ovunque invocata contro la peste.

Dal punto di vista critico-comparativo giova rilevare che alcune manifestazioni del culto di s. R. si ricollegano con quello di s. Rosa (v.): oltre alla comune data della festa al 4 sett., sono da segnalare la somiglianza delle due macchine, la frequente sostituzione nei canti popolari del nome di Rosa a quello di R., e riguardo alla leggenda il comune motivo dell'invenzione delle ossa e della liberazione dalla peste.

ROSALIA, santa - Riproduzione del carro di S. R. - Palermo, Museo etnografico Pitrè.
ROSALIA, santa - Riproduzione del carro di S. R. - Palermo, Museo etnografico Pitrè.(fot. Enit)
Bibliografia11 opere
BIBL.: G. Pitrè, Canti popolari sicil., Palermo 1871, pp. 314-329; id., Spettacoli e feste, ivi 1881, pp. 365-77; id., Feste patronali, ivi 1900, pp. 1-48; M. Pitrè, Le feste di s. R. in Palermo e dell'Assunta in Messina, ivi 1900; B. Rubino-G. Cocchiara, Usi e costumi, novelle e poesie del pop. sic., ivi 1924, pp. 116-18; G. Naselli, Guida del Monte Pellegrino colla storia del monte, di s. R. e del santuario, ivi s. a. [1924?], p. 41 sgg.; R. Corso, I carri sacri in Italia, in Folklore ital., 10 (luglio-dic. 1935), pp. 139-40; R. Rovira y Oliver, S. R., 4 ed., Tarragona 1935; P. Toschi, La poesia pop. religiosa in Italia, Firenze 1935; M. Savarese Savoca, in Lares, 10 (1939, 1), pp. 54-55; P. Toschi, S. R., in Ecclesia, 5 (1946, IX), pp. 438-40.

Giovanni Bronzini

Informazioni sulla voce

Di Giovanni Bronzini, Amato Pietro Frutaz

Fonte Giovanni Bronzini: firma a stampa; Amato Pietro Frutaz: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1346–1349.

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Altre voci di Giovanni Bronzini: ROSA DA VITERBO, SANTA · ROMAGNA · ROMA · SARDEGNA · SETTIMANA SANTA (MAJOR HEBDOMADA, HEBDOMADA SANCTA, HEBDOMADA AUTHENTICA)

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Bronzini, Giovanni, and Amato Pietro Frutaz. “Rosalia (Rusolia), santa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1346–1349. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/rosalia-rusolia-santa.

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Bronzini, Giovanni, and Amato Pietro Frutaz. “Rosalia (Rusolia), santa.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1346–1349. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/rosalia-rusolia-santa.

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