Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Diritto canonico e civile Questioni particolari

ROTA

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ROTA. - Agli inizi del sec. XVI si può constatare, sia nello Stato pontificio come in altre regioni d'Italia, una fioritura di tribunali civili che si fregiano del nome di Ruota o R., nome certamente originato dalla S. Romana Rota (v. TRIBUNALI DELLA S. SEDE, II), che sussisteva già da qualche secolo ed era ormai famosa nel mondo cattolico.

Non tutte le R., però, furono istituite dai romani pontefici, quasi tutte invece ebbero competenza per lo più soltanto nel foro civile. Sarebbe interessante scoprire la ragione dell'origine quasi simultanea di tanti tribunali simili; indagare perché sia stato scelto quel determinato nome; investigare inoltre quali eventuali rapporti siano intercorsi con la R. romana, e determinare infine tutti gli elementi comuni, ponendo in rilievo anche quelli particolari di ciascuna. Per ora si può dire soltanto che non consta ci sia stata alcuna relazione tra la S. Romana R. e le altre particolari R.; non risulta alcuna relazione di dipendenza, pur dovendosi riconoscere alla R. romana un campo di giurisdizione universale, mentre le altre

R. ebbero un territorio limitato e una competenza determinata e ristretta.

Le R. locali, di cui nessuna ebbe mai la qualifica di sacra, vollero assumere, e in genere con il beneplacito papale, un nome ormai di fama mondiale, per una certa vanità; tuttavia è necessario riconoscere che dopo il 1500 vi fu un sostanziale mutamento negli istituti giudicanti. Non più un singolo giudice, arbitro assoluto, ma un tribunale collegiale composto di tre, quattro o cinque membri, con facoltà per le parti di appellarsi presso lo stesso tribunale: in ciò si può notare un influsso della S. R., con l'effetto di una maggiore garanzia di giudizio. Per tutelare meglio l'indipendenza dei giudici, questi non venivano scelti sul luogo, ma fatti venire per lo più da altre regioni: si ricorda come le due città di Macerata e di Perugia si scambiassero gli uditori per le loro rispettive R.

La prima R., che, in ordine di tempo, sorge nello Stato pontificio è quella di Perugia, chiesta dalle stesse autorità del luogo al papa Clemente VII e da questo concessa il 28 marzo 1530 con il breve Exponi nobis nuper fecistis. Ai primi del sett. 1532 il nuovo Collegio diede inizio alla sua attività che durò, salva la breve interruzione sotto Paolo III, fino al 1798, cioè fino alla invasione delle truppe francesi nello Stato pontificio. In seguito, si ha poi la R. di Bologna, istituita da Paolo III con la bolla dell'11 luglio 1535 Ex iniuncto nobis. Al tribunale furono assegnati cinque giudici, da scegliersi fuori della città di Bologna, con incarico per cinque anni. Le cause civili vi potevano essere giudicate in qualsiasi istanza, senza quindi che vi fosse la necessità di ricorrere, per gli appelli, a tribunali estranei. Anche questa R. ebbe vita fino alla Rivoluzione Francese. A Macerata la R. fu eretta da Sisto V, per tutte le province delle Marche, con la bolla Romanus Pontifex supremi Iudicis in terris vicarius del 15 marzo 1589. La competenza fu allargata oltre il foro civile, comprendendo anche le cause ecclesiastiche e quelle miste e in parte quelle criminali. Il tribunale poté considerarsi quasi pontificio, perché lo stesso Pontefice si riservò la nomina di quattro dei cinque giudici. Anche costoro, come quelli di Bologna, non dovevano essere nativi del luogo ed erano eletti per cinque anni: uno per anno, a turno, assumeva le funzioni di presidente. I rotali godevano di tutti i privilegi già concessi a quelli della R. bolognese. Il 22 marzo dello stesso anno Sisto V aggiunse alla R. di Macerata un collegio di cinque notari e uno di otto cursori. Anche a Ferrara, con la bolla di Clemente VIII del 29 maggio 1599 In supremo iustitiae throno, fu eretta una R. parimenti composta di cinque giudici, eletti per cinque anni.

Fuori dello Stato pontificio, ma sempre in Italia, sono degne di menzione le R. di Firenze e Genova. Quella di Firenze, che è la prima di tutte, nacque sotto i Medici nel 1502, per limitare i poteri del podestà e per ricevere gli appelli; tuttavia rimase sempre aperta in Toscana la via di ricorso al principe, che si riservava di modificare qualsiasi sentenza. Anche a Lucca e a Siena sorsero due R., simili a quella fiorentina. Questa ultima ebbe vita fino al 1833 e a causa dei suoi valenti giuriati ebbe molta reputazione e numerose decisioni furono anche stampate. È degno di nota ricordare che la R. fiorentina fu il primo tribunale a motivare le proprie sentenze (dal maggio 1542); in ciò fu ben presto seguita da quasi tutti i tribunali, compresa la R. romana. Nel 1528 ebbe luogo a Genova una grande riforma che fece mutare la costituzione, e in quell'anno sorse la R. civile come supremo tribunale, composto di uditori, scelti fuori della regione. Riceveva, per competenza, gli appelli e le domande di revisione; le sue decisioni in materia commerciale e marittima ebbero grande reputazione e in numero di 215 furono stampate in due edizioni, a Genova nel 1581 e a Venezia nel 1582, con il titolo Decisiones Rotae Genemnis de mercatura et rebus pertinentibus ad eam.

Del tutto distinta dalle precedenti è l'origine della R. di Madrid. Fin dal 1500 presso la nunziatura apostolica della Spagna si cominciarono a trattare cause speciali, che non potevano essere risolte dai comuni tribunali. Ufficialmente la R. di Madrid, detta anche Tribunale della R. della nunziatura apostolica di Madrid, fu eretta con il breve Administrandae iustitiae aelus di Clemente XIV del 26 marzo 1771. Il re di Spagna Carlo III con altro decreto del 26 ott. 1773 diede vita al nuovo tribunale. Composto di sette giudici, esso trattava in genere le cause in appello in seconda e in terza istanza, formando nel suo seno turni di tre giudici. La sua autorità era davvero considerata eminente, perché non fu mai permesso l'appello dalla R. di Madrid a quella romana; la sua competenza si estendeva ai cosiddetti affari ecclesiastici, cioè a quelle questioni civili e criminali Regularium aliorumque Sanctae Sedi subiectorum in regno Hispaniarum. Varie furono le vicende della R. madrilenia, a causa dei molti rivolgimenti politici, essendo un tribunale sovvenzionato dallo Stato e a lui in gran parte soggetto. Di tutte le R. menzionate è l'unica ancora superstite, in virtù del motu proprio di Pio XII del 7 apr. 1947 (AAS, 39 [1947], pp. 155-63).

Bibliografia5 opere
BIBL.: V. La Mantia, St. della legislae. ital., Torino 1884; R. Foglietti, Cenni stor. sul Tribunale super. di Macerata, Macerata 1886; G. Salvioli, St. della procedura civ. e crimini. (St. del Dir. ital. diretta da P. Del Giudice, III), Milano 1925-27; L. Picanyoli, De Tribunali Rotae Nuntiaturae ap., Roma 1932; R. Frattigiani, Il Tribum. della R. perugina, Perugia 1951.

Pietro Santini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1393–1396.

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Santini, Pietro. “Rota.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1393–1396. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/rota.

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Santini, Pietro. “Rota.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1393–1396. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/rota.

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