ROTA (SIGNUM PAPAE)

ROTA (signum Papae). - Leone IX (a. 1048) introdusse nella subscriptio dei privilegi una innovazione che doveva conservarsi nei secoli e dura ancora oggi; in luogo del segno di croce che Bene valete (v.), ridotta ora a monogramma, ne pose uno più complesso, comunemente detto r. dalla forma. Essa è costituita da una croce circondata da due cerchi concentrici che formano un anello circolare adatto a contenere una leggenda: nei quattro quadranti interni è segnato il nome del papa (L-E-O-P.) e nell'angolo un motto scritturale (Misericordia Domini plena est terra). Questa leggenda è autografa del Papa, così il signum acquista il valore di subscriptio.

Nei successori immediati di Leone IX la r. ebbe varietà di forme e di leggende; ma da Pasquale II (1099) si fissò il tipo che dura al presente: nei quadranti superiori sono i nomi degli Apostoli SCS PETRUS e SCS PAULUS,

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negli inferiori il nome del papa PASCHALIS PP II e nell'anello il motto scritturale, che ogni papa muta come divisa personale, preceduto da una piccola croce. Nei privilegi, durati fino al sec. XIV, la piccola croce era sempre autografa e talvolta anche il motto; in seguito (dal sec. XV) le lettere concistoriali ripresero l'antico signum, posto ora al centro sotto il testo, ma la croce e la leggenda non sono più autografe.

Sull'esempio dei papi, usarono la r. nel sec. XI gli arcivescovi di Ravenna, di Benevento e di Trani, e i duchi normanni di Sicilia; l'uso pure in Spagna l'arcivescovo di Compostella Diego (a. 1101) e ad essa s'ispirò la rueda o signo rodado dei re di León (dal 1158), che porta al centro l'emblema del leone in luogo della croce. La rueda, a colori dopo il 1252, fu usata dai re di León-Castiglia fino a Ferdinando il Cattolico e Isabella (a. 1479).

Bibl.: L. Schmitz-Kallenberg, Lehre von den Papsturkunden, in A. Meister, Grundriss der Geschichtswissenschaft, I, II, Lipsia 1913, p. 91 sgg.; B. Katterbach e W. M. Peitz, Die Unterschriften der Päpste und Kardinäle in den Bullae maiores vom 11. bis 14. Jhd., in Miscell. Fr. Ehrle (Studi e testi, 40), Roma 1924, pp. 177-274, con 6 tavv.; V. inoltre P. Kehr, Die Urkunden der normannisch-sizilischen Könige, Innsbruck 1902; A. Ettel, Rota u. Rueda, in Archiv. für Urkundenforschung, 5 (1913), pp. 299-336.