RUSCA, NICCOLÒ. - Sacerdote, n. nell'apr. del 1560 a Bedano nel Canton Ticino, allora in diocesi di Como, di nobile famiglia comasca, m. in seguito a torture a Thusis il 4 sett. 1618.
Studiò a Pavia e a Roma, poi al Collegio elvetico da poco istituito a Milano da s. Carlo Borromeo. Ordinato sacerdote il 23 maggio 1587, fu parroco di Sessa-Monteggio (Canton Ticino) dal 1588 al 1590, quando
divenne arciprete di Sondrio, allora sotto il dominio dei Grigioni. Teologo valente, partecipò a varie dispute con i protestanti, delle quali le più celebri furono quelle di Tirano (1595; V. Acta disputationis Tiraniensis, Como 1597) e di Piuro (1597). Lo zelo e la fermezza con cui compì il suo apostolato gli valsero, con l'amore dei cattolici, l'odio spietato dei calvinisti. Falsamente accusato nel 1608 di essere il mandante del tentato assassinio di un «predicante», dovette lasciare la città dove ritornò sei mesi dopo (genn. 1609), assolto dal tribunale di Coira. Nel 1617 si oppose all'apertura di un collegio calvinista a Sondrio: ciò fu la causa occasionale di violente agitazioni protestanti. Il R. fu imprigionato (24 luglio), sotto pretese accuse, per lo più di carattere politico, e processato dal famoso Strafgericht di Thusis. Morì dopo due giorni di torture. È in corso la causa di beatificazione.