RUREMONDA, DIOCESI DI

RUREMONDA, DIOCESI di - Suffraganea di Utrecht; coincide con la provincia civile del Limburgo olandese con una superficie di 2205 kmq. e 684.105 ab., dei quali 646.717 cattolici, ovvero 94,5% (censimento 1947); questi sono distribuiti in 300 parrocchie con 808 sacerdoti secolari e 94 regolari. La parte più popolata è quella meridionale, dove si trovano le miniere di carbon fossile. Circa l'inizio del nostro secolo questo centro si venne mutando da regione rurale in industriale. Una tempestiva ed intensiva attività sociale fece che il cambiamento potesse realizzarsi senza perdite per il cattolicesimo. A prendere l'iniziativa fino alla sua morte fu mons. Enrico Poels, morto il 7 sett. 1948. Oggi i minatori nella massima parte aderiscono al sindacato cattolico.

Quasi tutto questo territorio fece parte della diocesi di Liegi, suffraganea di Colonia fino al 1559; in quell'anno Paolo IV con la bolla Super universes dette una nuova organizzazione ai Paesi Bassi e fondò la diocesi di R. quale suffraganea di Malines. Il 7 ag. 1561 Pio IV nominò il primo vescovo e provvide alla dotazione e alla circoscrizione territoriale della diocesi. Questa era politicamente poco omogenea e non con lo stesso aspetto geografico dell'attuale, perché composta da vari territori, separati l'uno dall'altro da zone della diocesi di Liegi, situazione che rendeva assai difficili le comunicazioni e Maastricht restava fuori della nuova diocesi. Primo vescovo fu il decano dell'Aya, Guglielmo Lindanus, che occupò la sua sede solo nel 1569 per la resistenza di quei vescovi che dovevano cedere parti del loro territorio e di abati, le cui abbazie vennero incorporate come dotazione, ed anche della stessa popolazione che considerava il nuovo vescovo, proposto dal re di Spagna, Filippo II, un esponente della potestà reale, temendo l'introduzione dell'Inquisizione spagnola. Anche i due successori furono ottimi vescovi: Cuyckius e Castro. Dopo di loro durante il sec. XVII e XVIII in seguito ad agitazioni politiche ed anche per la povertà della diocesi la sede fu più volte vacante. Però mentre nelle diocesi settentrionali la « riforma » protestante ebbe il sopravvento, in R. la gerarchia poteva continuarsi e la popolazione rimase cattolica. Il Concordato napoleonico del 1801 soppresse la diocesi, e la incorporò per la maggior parte nella diocesi di Liegi. Dopo la separazione dell'Olanda dal Belgio, il Limburgo diventò nel 1839 una provincia olandese. Il re Guglielmo I fece insistenze perché le zone del Limburgo, ancora sotto giurisdizione di vescovi belgi, ne fossero sottratte. Così il 2 giugno 1840 Gregorio XVI eresse il vicariato di R. e nel 1853, quando fu restituita tutta la gerarchia olandese, divenne diocesi con l'attuale superficie. Primo vicario e poi vescovo fu Giovanni Paredia decano di R., il quale fin dal 1841 aveva aperto un seminario maggiore nell'antica certosa di R. (celebre per i suoi 12 martiri del 1572 e per la dimora di Dionisio Cartusiano, detto il « doctor extaticus ») e nel 1843 quello minore a Rolduc, abbazia medievale di Canonici Regolari, fondata nel 1104 da Alberto, con bella chiesa romanica del sec. XII. Il Capitolo cattedrale fu eretto nel 1850.

I centri più antichi del cristianesimo in questo territorio sono: Maastricht (v.); Susteren (già Suestra) dove

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RUSCA. NICCOLÒ - Ritratto.
(da anon., Iconografia di N. dei nobili R. di Bedano, Como 1933, p. 3)
s. Willibrordo, il missionario dei Frisoni, fondò un monastero sotto Pipino di Heristal; St-Odilienberg, vicino a R., dove i missionari inglesi Wiro, Otgero e Plechelmo fondarono una chiesa in onore di s. Pietro all'inizio del sec. VIII.
La stessa città di R. oltre la sua cattedrale gotica, distrutta durante l'ultima guerra ma ora restaurata, ha una magnifica chiesa monastica in stile romanico del sec. XI-XII.
BIBL.: J. Habets-W. Goossens, Geschiedenis van het tegenwoordige bisdom Roermond, 4 voll., Ruremonda 1888-92; P. Albers, Geschied, van het herstel der hierarchie in de Nederlanden, Nimega 1903; M. Dierickx, De oprichting der nieuwe bisdommen in de Nederlanden onder Filips II, 1559-70, Anversa-Utrecht 1950. Pietro van den Baar

MARTIRI DI R. - Gruppo di religiosi e sacerdoti secolari ivi massacrati dai calvinisti nel 1572.

Nell'aspra rivolta dei Paesi Bassi, le truppe calviniste di Guglielmo il Taciturno, essendosi impadronite con un colpo di mano, il 24 luglio 1572, della città di R., infierirono sul clero locale, facendo morire tra atroci tormenti i sacerdoti Erasmo di Utrecht, Vincenzo di Herch, Mattia di Colonia, Giovanni di Liegi, Guglielmo Wellen, Giovanni Leewis, i diaconi Enrico Wellen, Giovanni Gresserich e i fratelli laici certosini Stefano Alberto Winsemio, Giovanni Sittard.

Insoluta è la questione della convivenza dell'Orange alla carneficina; egli però non intervenne per la salvezza dei seviziati, né prese provvedimenti contro gli assassini.

BIBL.: J. Habets-W. Goossens, Geschiedenis van het tegenwoordige bisdom Roermond, II, Ruremonda 1890, p. 67 agg.; G. Hesse, De martelaren van R., Limburgo 1911. Piero Sannazzaro
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“RUREMONDA, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 861. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ruremonda-diocesi-di.