SAINTES

SAINTES. - Antica diocesi e città sede della sottoprefettura della Charente maritime in Francia. È l'antica «Mediolanum Santonum», capitale dei Santoni (donde il suo nome attuale), una delle città più ricche di monumenti romani dell'antica Aquitania (arco di trionfo in onore di Tiberio, detto arco di Germanico; anfiteatro romano).

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Saint-Flour, diocesi di - Castello di Sailhant (sec. xiv) nei dintorni di St-Flour.

Fu distrutta dai barbari, ricostruita venne conquistata da Pipino, passò poi ai re di Francia. Saccheggiata nel 1330 da Carlo d'Alençon, venne ceduta agli Inglesi col Trattato di Bretigny nel 1360 e ripresa nel 1371 da Du Guesclin. Soffrì durante le guerre di religione, la Rivoluzione e i bombardamenti del 1944.

Il cristianesimo a S. è attestato dalla lista dei suoi vescovi che comincia con Eutropio, il quale sembra appartenere alla seconda metà del IV sec. Sul suo sepolcro sorse ben presto, con la venerazione, un oratorio, restaurato nel VI sec. dal vescovo Leonzio II di Bordeaux, come è ricordato da Venanzio Fortunato (Carm., I, 13). Alla fine dello stesso secolo il vescovo Palladio cresce in città una basilica in cui trasferì le reliquie di S. Eutropio. In tale occasione due abati nell'aprire il sarcofago ritennero di riconoscere tracce d'un colpo di scure sul cranio del vescovo. Gregorio di Tours (In gloria Martyrum, 55) mette in rilievo che fino allora non aderì a storia passioni. Il sarcofago con l'epigrafe evtroportis riscoperto a S. nel 1843 non può essere quello visto da Gregorio di Tours (E. Le Blant, Inscriptions chrétiennes de la Gaule, I, Parigi 1856, n. 579).

La redazione della sua passione si ha in un manoscritto del XIII sec. che ripete le notizie di Venanzio Fortunato e Gregorio di Tours (Catal. Hagiograph. Paris., II, p. 223), e in un altro manoscritto di cui i Bolandisti hanno riprodotto alcuni frammenti, un pio romano proveniente dal Liber Calixinus o S. Jacobi del XII sec. Questa Passio senza valore storico, è più o meno influenzata direttamente da quella di S. Dionigi (cf. B. De Gaiffier, Les sources de la Passion de St Eutrope de S. dans le Liber sancti Jacobi, in Anal. Bolland., 69 [1951], pp. 57-66).

Dopo Eutropio sono elencati: Ambrogio; Bibiano, ricordato il 28 ag. nel Martirologio geronimiano: a lui il vescovo Eusebio tra il 533-50 cresce una basilica finita da Leonzio II di Bordeaux (Venanzio Fortunato, Carm., I, 12); Pietro, che fu al Concilio di Orléans del 511; Troiano, sepolto presso Bibiano, noto a Gregorio di Tours (In gloria confessorum, 58); Eusebio che intervenne ai Concili di Orléans del 533 e 549; di Emerio parla pure Gregorio di Tours (Historia Francorum, IV, 26). Il vescovo Palladio nel 586 inviò un prete a Roma per avere religione e Gregorio Magno gli inviò una lettera (Jaffé-Wattenbach, 1430-31); Odeberto fu al Concilio di Parigi del 614; Leonzio al Concilio di Clichy del 628; Agneberto al Concilio di Bordeaux (673-75); Ato, che fu prima abate di S. Ilario di Poitiers, alla fine del sec. VIII; Freculfo fu vescovo ca. l'a. 864.

Più tardi si ricordano tra i vescovi di S. i cardd. R. Peraud (1503-1505), F. Soderini (1516-44), C. di Borbone (1548) poi arcivescovo di Rouen, P.-L. de La Roche-foucault-Bayers (v. 1782-92) ucciso dai rivoluzionari a Parigi il 2 sett. 1792, beatificato nel 1926, il quale chiude con il suo sacrificio la lista dei vescovi di S. poiché la diocesi fu soppressa dalla Rivoluzione e nel Concordato il suo territorio passò La Rochelle (v.).

La chiesa di S. Pietro, antica cattedrale, fu ricostruita dopo un incendio tra il 1117-27 dal vescovo Pietro de Confolens, se ne iniziò una ricostruzione nel 1450 che fu devastata nel 1568 dagli ugonotti; la nave centrale venne rifatta tra il 1585-95. La facciata, della fine del sec. XV, ha un portale gotico con statuette di S. Eutropio. Luigi, ecc., e la torre campanaria è della stessa epoca; l'interno è diviso in tre navate da pilastri cilindrici, sul deambulatorio si aprono nove cappelle e a sud della chiesa resta una parte del chiostro del sec. XIII. La chiesa di S. Eutropio fondata alla fine del sec. VI dal vescovo Palladio fu ricostruita nel sec. XI e consacrata nel 1096 dal papa Urbano II; Luigi XI nel 1478 vi fece molti restauri e costruì la torre campanaria. La navata fu distrutta nel 1803; l'attuale è costituita dall'antico coro romanico, mentre quello attuale del sec. XV ha sostituito l'abside originaria. La cripta si estende sotto il transetto e il coro, l'abside è circondata da un deambulatorio con tre cappelle. In una bolla di Niccolò V del 1451 è detto che la cattedrale di S. è la seconda chiesa dedicata a S. Pietro. La chiesa di S. Palladio è del sec. XII-XIII. Una caserma occupa il luogo del monastero dell'antica abbazia «des Dames», fondata nel 1047 da Goffredo Martel conte d'Anjou sulle rovine di un precedente edificio monastico fondato da Palladio alla fine del sec. VI. Sussiste l'antica chiesa abbaziale Ste Marie-des-Dames, restaurata, oggi parrocchia. La facciata del sec. XII è a due piani, con un portale decorato con la rappresentazione della mano divina portata dagli angeli. L'agnello divino con i simboli degli Evangelisti, i 24 seniori, la strage degli innocenti. La torre campanaria quadrata del sec. XII si eleva all'altezza del transetto. Si conserva un fonte battesimale circolare del sec. XII. Dietro un altare moderno è il sepolcro di S. Eutropio e vicino quello di S. Eustella. La facciata fu eretta nel 1831.

BIBL.: L. Audiat, Docum. pour l'hist. des dioc. de S. et de la Rochelle, Parigi 1882; id., Abbaye de Notre-Dame de S., hist. et docum., Parigi 1884; id., Le dioc. de S. au XVIIIe siècle, Parigi 1894; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancien. Gaule, II, 2 ed., Parigi 1910, pp. 73-74, 138-39. Enrico Josi