SAINTE-BEUVE, CHARLES-AUGUSTIN de. Ritratto.
da s. Romaric, monaco di Luxeuil; vi fu un monastero di monaci ed uno di monache. Lendino Bodo vescovo di Toul fondò a sud di Etival il monastero di Bonmoutier.
L'abbazia benedettina di Senones fu fondata nel 640 da s. Gondeberto, arcivescovo di Sens, che le dette il nome di Senoria. Fu soppressa dalla Rivoluzione; la chiesa abbaziale trasformata in parrocchia fu ricostruita in stile romanico nel 1860; l'edificio monastico, ricostruito nel sec. XVIII, è oggi una proprietà privata. Uno degli ultimi abati fu d. Calmet m. nel 1757. Al monastero appartenne il monaco Richer che nel sec. XIII scrisse la cronaca detta di Senones. L'abbazia di Moyenmoutier fu fondata da s. Idulfo, vescovo di Treviri alla fine del sec. XII. Il nome deriva dalla sua situazione tra le quattro abbazie di St-D., Bonmoutier, Etival e Senones. Etival è situata allo sbocco del vallone della Valange; fu in origine un priorato dell'abbazia di Ardlau (v. STRASBURGO), nel 1146 divenne abbazia premostratense soppressa nel 1790. L'antica chiesa abbaziale ha molto sofferto nell'ultima guerra; è in stile cistercense del sec. XII; l'abside fu rifatta nel 1516, le navate sono divise da pilastri.
Nel sec. XVI, dato il lungo periodo di sede vacante nella diocesi di Toul, gli abati di questi monasteri presero una giurisdizione quasi vescovile e, nel sec. XVIII, l'erezione di ciascuna di esse ad abbazia nullius.
La diocesi fu creata dal papa Clemente XIV nel 1777 per amembramento dalla diocesi di Toul, con gli antichi territori monastici di St-D., Etival, Senones e Moyenmoutier. Soppressa nel 1801, fece parte della diocesi di Nancy; fu ristabilita da Pio VII nel 1822. Fu prima suffragana di Treviri; dal 1822 è sotto la metropolitana di Besançon. Vescovo di St-D. dal 1849 al 1876 fu mons. L. Caverot, poi cardinale arcivescovo di Lione.
La Cattedrale detta « Grande-Eglise » fu fatta saltare con la dinamite nel nov. 1944 dai Tedeschi; rimase indenne la facciata con le due torri erette nel 1711. L'interno è a tre navate, le due minori erette dopo l'incendio del 1155, con pilastri romanici; l'abside è a 5 cappelle, il coro e il transetto sono del sec. XIV, le cappelle laterali dei secc. XV e XVI. Gli affreschi che decoravano le pareti erano del sec. XVI e sono andati distrutti. Il chiostro adiacente risale al sec. XIV; a sud di esso si trova la chiesa di Notre-Dame detta « Petite-Eglise », tipica chiesa romanica di stile renano del sec. XII in pietra calcare rossa. È a tre navate; nella facciata il portico e il campanile sembrano anteriori. La chiesa di S. Martino, incendiata nel 1895, è stata ricostruita. Notevole è la Biblioteca municipale formata con le collezioni delle comunità religiose sia della città che della regione, specie di Etival, Moyenmoutier e Senones e con donazioni di Taurant, Elbel e Baldensperger. Possiede 132 manoscritti, alcuni miniati, 139 incunaboli e oltre 60.000 voll.
Ca. il 1495 venne costituito da alcuni dotti in St-D. il Gymnasium Vogesiense e fondata una delle prime stamperie della Lorena, donde uscì la Cosmographiae intro-
ductio, nella quale fu per la prima volta dato al nuovo mondo il nome di America.
Enrico Josi
SAINTE-BEUVE, CHARLES-AUGUSTIN de. - Scrittore francese, n. a Boulogne-sur-Mer il 23 dic. 1804, m. a Parigi il 4 ott. 1869, dov'era vissuto quasi sempre. Cominciò con lo studio della medicina, che ben presto abbandonò per la letteratura, attratto nel cerchio delle nuove idee romantiche dall'entusiasmo verso V. BALL, HUGO, da lui esaltato in alcuni articoli critici sul Globe come l'alfiere delle nuove tendenze letterarie.
Esordì come critico (Tableau de la poésie française au XVIe siècle, 1827-28) e come poeta (Poésies de Joseph Delorme, 1829; Consolations, 1830). Fu per un momento sansimoniano sotto l'influenza di P. Leroux, poi, dopo aver difeso l'ateismo settecentesco, subì l'influenza di Lamennais e dell'ab. Gerbet. L'eco di questi contrasti spirituali si ha nel romanzo Volupté (1834), con il quale, praticamente, S.-B. dava l'addio alla sua sfortunata carriera di poeta e romanziere, per riserbarsi quella del critico. La sua attività fu multiforme e rinnovatrice: contro il dogmatismo dei classicisti, alzò il vessillo della critica liberale, non più su schemi moralistici o tradizionali, ma sulle ricerche storiche e psicologiche. Devoto all'idea della verità, per giungervi oltrepassa anche il dato estetico; è suo il pensiero: « Le vrai, le vrai seul; et que le beau et le bien s'en tirent ensuite comme ils pensent ». Ma, quanto più egli esercita la sua curiosità e il suo spirito d'indagine sulla vita e sulla storia, tanto più è costretto a tralasciare le idee e rivolgersi all'uomo, al carattere, l'unica realtà che veramente lo interessi. Così, nella sua opera più vasta ed organica (Histoire de Port-Royal, 5 voll., Parigi 1840-60), dedicata allo sviluppo del giansenismo, mentre segue il filo della narrazione storica, indugia variamente su questa o quella figura, dandoci in definitiva una galleria di personaggi la cui fisionomia è ritratta in modo indimenticabile. Nata da un corso di lezioni tenute all'Università di Losanna nel 1837, e arricchita da successive ricerche, questa storia di Port-Royal appartiene, senza dubbio, ai grandi monumenti storici del secolo scorso. L'altra opera unitaria di S.-B. è quella Chateaubriand et son groupe littéraire (1860), frutto anch'essa di un corso di conferenze tenuto a Liegi nel
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B. non si accingerà più ad alcuna opera unitaria. Professore al Collège de France, poi alla Ecole Normale, e nominato senatore (1865), egli restò per quasi 40 anni legato al giornalismo letterario, passando dal Globe al Constitutionnel, che pubblicò la serie delle Causeries du lundi, dal Moniteur al Temps. Gli articoli furono riuniti a poco a poco in numerosi volumi: Portraits littéraires (1832-64); Portraits de femmes (1844); Portraits contemporains (1846); Causeries du lundi (1851-72); Nouveaux lundis (1863-70). Da ricordare anche lo studio su Virgilio (1857). Come Balzac, a cui si può in certo senso paragonare per la fecondità degli interessi umani, egli tentò di instaurare non una comédie, ma una histoire naturelles des esprits, tentando di « répandre » secondo la sua espressione - dans cette infinie variété de la biographie littéraire quelque chose de la vue lumineuse et de l'ordre qui préside à la distribution des familles naturelles en botanique et en zoologie. Ma a tanto sforzo programmatico e scientifico non doveva rispondere la parte migliore dello spirito di S.-B. che si ribellò sempre alle catalogazioni, quanto più tendeva a riconoscerle necessarie. Perciò la vasta opera - alla quale bisogna aggiungere i postumi Mes poisons (1896) e la vastissima Correspondance, ancora incompleta - rimane tutta sul terreno fertile e imprevisto della curiosità, della scoperta geniale, dell'entusiasmo critico e umano.L'Histoire de Port-Royal fu posta all'Indice con decr. del 13 genn. 1845 per le false idee che espone e difende contro la religione e la Chiesa cattolica e per la falsa visuale
sotto cui considera il giansenismo, prospettandolo come una reazione ascetica e morale in favore di un ritorno alla Chiesa primitiva.