SAINTE-BEUVE, CHARLES-AUGUSTIN de. - Scrittore francese, n. a Boulogne-sur-Mer il 23 dic. 1804, m. a Parigi il 4 ott. 1869, dov'era vissuto quasi sempre. Cominciò con lo studio della medicina, che ben presto abbandonò per la letteratura, attratto nel cerchio delle nuove idee romantiche dall'entusiasmo verso V. Hugo, da lui esaltato in alcuni articoli critici sul Globe come l'alfiere delle nuove tendenze letterarie.
Esordì come critico (Tableau de la poésie française au XVIe siècle, 1827-28) e come poeta (Poésies de Joseph Delorme, 1829; Consolations, 1830). Fu per un momento sansimoniano sotto l'influenza di P. Leroux, poi, dopo aver difeso l'ateismo settecentesco, subì l'influenza di Lamennais e dell'ab. Gerbet. L'eco di questi contrasti spirituali si ha nel romanzo Volupté (1834), con il quale, praticamente, S.-B. dava l'addio alla sua sfortunata carriera di poeta e romanziere, per riserbarsi quella del critico. La sua attività fu multiforme e rinnovatrice: contro il dogmatismo dei classicisti, alzò il vessillo della critica liberale, non più su schemi moralistici o tradizionali, ma sulle ricerche storiche e psicologiche. Devoto all'idea della verità, per giungervi oltrepassa anche il dato estetico; è suo il pensiero: « Le vrai, le vrai seul; et que le beau et le bien s'en tirent ensuite comme ils pensent ». Ma, quanto più egli esercita la sua curiosità e il suo spirito d'indagine sulla vita e sulla storia, tanto più è costretto a tralasciare le idee e rivolgersi all'uomo, al carattere, l'unica realtà che veramente lo interessi. Così, nella sua opera più vasta ed organica (Histoire de Port-Royal, 5 voll., Parigi 1840-60), dedicata allo sviluppo del giansenismo, mentre segue il filo della narrazione storica, indugia variamente su questa o quella figura, dandoci in definitiva una galleria di personaggi la cui fisionomia è ritratta in modo indimenticabile. Nata da un corso di lezioni tenute all'Università di Losanna nel 1837, e arricchita da successive ricerche, questa storia di Port-Royal appartiene, senza dubbio, ai grandi monumenti storici del secolo scorso. L'altra opera unitaria di S.-B. è quella Chateaubriand et son groupe littéraire (1860), frutto anch'essa di un corso di conferenze tenuto a Liegi nel 1848. S.-B. non si accingerà più ad alcuna opera unitaria. Professore al Collège de France, poi alla Ecole Normale, e nominato senatore (1865), egli restò per quasi 40 anni legato al giornalismo letterario, passando dal Globe al Constitutionnel, che pubblicò la serie delle Causeries du lundi, dal Moniteur al Temps. Gli articoli furono riuniti a poco a poco in numerosi volumi: Portraits littéraires (1832-64); Portraits de femmes (1844); Portraits contemporains (1846); Causeries du lundi (1851-72); Nouveaux lundis (1863-70). Da ricordare anche lo studio su Virgilio (1857). Come Balzac, a cui si può in certo senso paragonare per la fecondità degli interessi umani, egli tentò di instaurare non una comédie, ma una histoire naturelles des esprits, tentando di « répandre » secondo la sua espressione - dans cette infinie variété de la biographie littéraire quelque chose de la vue lumineuse et de l'ordre qui préside à la distribution des familles naturelles en botanique et en zoologie. Ma a tanto sforzo programmatico e scientifico non doveva rispondere la parte migliore dello spirito di S.-B. che si ribellò sempre alle catalogazioni, quanto più tendeva a riconoscerle necessarie. Perciò la vasta opera - alla quale bisogna aggiungere i postumi Mes poisons (1896) e la vastissima Correspondance, ancora incompleta - rimane tutta sul terreno fertile e imprevisto della curiosità, della scoperta geniale, dell'entusiasmo critico e umano.
L'Histoire de Port-Royal fu posta all'Indice con decr. del 13 genn. 1845 per le false idee che espone e difende contro la religione e la Chiesa cattolica e per la falsa visuale sotto cui considera il giansenismo, prospettandolo come una reazione ascetica e morale in favore di un ritorno alla Chiesa primitiva.
Bibliografia9 opere
Giacinto Spagnoletti