STRASBURGO, DIOCESI DI

STRASBURGO, DIOCESI di - Cattedrale, il grande rosone (sec. XIV).

Particolari garanzie, di estensione oggettiva e soggettiva non sempre pacifica, spettano agli appartenenti alle rappresentanze diplomatiche, in virtù di norme internazionali, consuetudinarie e convenzionali, nonché, di recente, agli appartenenti a determinati uffici di enti ed organi internazionali. Gli s., investiti di uffici ecclesiastici cattolici in Roma, godono delle stesse garanzie personali dei cittadini (Trattato Lateranense, art. 19).

BIBL.: F. Pergolesi, Dir. costituzionale, 8a ed., Bologna 1952. Ferruccio Pergolesi

STRASBURGO, DIOCESI di - Diocesi e città situata in Francia alla confluenza della Bruche e dell'Ill, tra i Vosgi e il Reno da cui dista 4 km., al punto di giunzione dei canali della Marna al Reno e del Rodano al Reno. La diocesi comprende attualmente i due dipartimenti civili dell'Alto Reno e del Basso Reno. Sopra un totale di 1.215.490 ab. si contavano, nel 1935, 893.899 cattolici, 262.437 protestanti, 20.684 israeliti e 39.470 persone che non avevano dichiarato la loro religione.

Ne 1952 si contavano, su una superfici di 8294 kmq., 1.200.000 ab. dei quali 890.000 cattolici, 1198 sacerdoti, incardinati nella diocesi, ripartiti in 725 parrocchie. Il clero regolare era rappresentato da 20 tra Ordini e congregazioni maschili e da 37 congregazioni femminili. È direttamente soggetta alla S. Sede. Centri importanti di pellegrinaggi sono il Monte S. Odila (dove visse Herrad di Landsberg [v.]), la basilica di Marienthal, le Trois-Epis.

Punto strategico di grande importanza, ai confini di due civiltà, S. ha una storia movimentata e complessa; d'origine celta (Tolomeo, II, IX, 9) divenne poi un campo fortificato romano con colonia al sec. I d. C.; nel 357 Giuliano l'Apostata vi dette battaglia agli Alemanni; nel 453 la città fu saccheggiata dagli Unni; nel 498 fu occupata da Clodoveo; Etico, duca d'Alsazia, stabilì la curtis regia presso S. a Königshoffen. Nel

sec. VI il vescovo Arbogasto fa costruire una chiesa dedicata alla Vergine, sostituita da una basilica nell'età carolingia, quando la città fiorisce per il suo commercio attraverso tutto l'Impero franco. Nell'842 i figli di Ludovico il Pio prestano il famoso giuramento di S. Nell'870, con il trattato di Merse, l'Alsazia è sottratta a Luigi il Germanico e nel 925 viene unita al S. Romano Impero, ma nel 982 S. si stacca dal Ducato di Alsazia e passa sotto l'autorità vescovile al tempo del vescovo Erchembaldo. Nel 1262 i borghesi di S. si liberano da tale tutela, il vescovo si trasferisce a Saverne e S. diventa città libera dell'Impero, con una costituzione aristocratica che dal 1339 diviene democratica. Dopo il Trattato di Francoforte (1871), l'Alsazia e S. sono unite alla Germania, come territorio dell'Impero; la città tornò ad essere francese alla fine della guerra 1914-18; venne annessa di fatto alla Germania hitleriana nel 1940 e restituita alla Francia il 23 nov. 1945.

Mancano tracce di cristianesimo prima del sec. IV, e fino al sec. VII si hanno soltanto alcune vaghe indicazioni: il vescovo S. Amando è citato nei Concili di Sardica (343) e di Colonia (346). Molto noto è il vescovo S. Arbogasto (673-78); il suo successore Florenzio (678-93) fondò il monastero femminile di S. Stefano (ne fu prima badessa S. Attala). Nel 728 vennero fondate le abbazie di Murchbach e di Ettenheimmünster. Con l'aiuto di Carlomagno il vescovo Eddo introdusse la riforma di Bonifacio e fondò il Capitolo. Durante la guerra per le investiture i vescovi di S. si schierarono con l'imperatore Enrico IV. Il territorio civile di S. si costituì ca. il 1244-60. Giovanni II (1353-65) fu vescovo molto più, ma i suoi successori non ne seguirono l'esempio e ciò spiega la facilità di penetrazione della Riforma luterana. Giovanni IV (1569-1592) iniziò il movimento di controriforma chiamando i Gesuiti a Molsheim; sotto di lui avvenne nel 1583 la questione del gran Capitolo. L'ornata S. alla Francia, l'influsso cattolico divenne sempre più forte al tempo del vescovo Francesco Egon di Fürstenberg (1663-82). Dal 1704 alla Rivoluzione nel 1789, si successero quattro cardinali della famiglia di Rohan, l'ultimo dei quali, Renato, fu coinvolto nella questione del collare della Regina.

Simbolo della città resta la Cattedrale, gioiello e compendio dell'architettura e della scultura medievale. Della Basilica a tre navate, del sec. VII, non resta alcuna traccia. L'edificio attuale fu iniziato nel 1015 sotto il vescovo Werner I e di quel tempo restano tracce nella cripta e nel transetto. Il coro, la cupola e le due braccia del transetto appartengono all'architettura romanica dal 1176 al 1245. Le tre navate a sette campate in stile gotico furono costruite tra il 1252-75. La cattedra in pietra scolpita fu eretta nel 1485, in onore del celebre predicatore Geiler di Kaysersberg. Le vetrate appartengono a diverse epoche, dal sec. XII in poi. La facciata fu iniziata nel 1277 da Erwin de Steinbach e condotta fino all'altezza dello splendido rosone. Nel 1318, con una modifica al piano primitivo, vi si aggiunse un terzo piano; l'unica torre a nord, alta 142 m., vero ricamo in pietra, fu terminata nel 1449. La Cattedrale è ricca di celebri sculture gotiche, di cui si ricordano la Madonna con il Bambino, la lotta tra i vizi e le virtù, le vergini prudenti e le stolte. Nel medioevo S. fu un notevole centro di cultura; vi fiorirono Goffredo di S. (sec. XII), Closener (sec. XIV) autore di una cronaca in tedesco; più tardi fu un attivo centro di umanesimo (Wimpfeling, Brant). Pur ostacolata dagli sforzi dei cattolici, tra cui Geiler di Kaysersberg, la Riforma luterana vi si insediò rapidamente per opera di Zell, Bucer e Capito, appoggiati da Sturm, fondatore dell'Accademia. Nel 1529 vi fu abolita la Messa e soppressi i conventi. Dopo la conquista dell'Alsazia, di cui non faceva parte S., questa città fu annessa nel 1681 da Luigi XIV che restituì la Cattedrale al culto cattolico. Durante l'antico regime il Capitolo nobile di S. fu molto potente ed ebbe 24 canonici e 24 prebendari. Nel periodo della Rivoluzione dal 1791 la sede di S. fu occupata da un vescovo costituzionale (Brendel), mentre il clero rimase fedele a Roma.

Altre chiese notevoli sono: St-Pierre-le-Vieux del sec. XV; S. Guglielmo, del sec. XIII con vetrate del sec.

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(da R. Schilling, L'Alsace, Paris 1919)
Strasburgo, diocesi di - Cattedrale, il'grande rosone (sec. xiv).

xv; S. Stefano, in stile romanico, della fine del sec. XII ma in gran parte rovinata dai bombardamenti; S. Tommaso dei secc. XIII-XIV. L'episcopio attuale è del sec. XVIII, caratteristico sono: la casa Kammerzell del sec. XV; i ponti coperti con le loro torri medievali; il Palazzo dei Rohan, ecc.; notevole è il Museo archeologico in un edificio del sec. XIV. Dal 1949 S. è sede del Consiglio d'Europa. L'Università di S. ha due facoltà teologiche, una cattolica e l'altra protestante.

La diocesi di S. possiede numerosi centri artistici, ricchi di ricordi storici sia religiosi che profani. Si notano: Colmar, prefettura del dipartimento dell'Alto Reno, artistica città nella pianura alsaziana con ca. 100.000 ab. È ricordata per la prima volta in Notkero il Balbulo, monaco di S. Gallo, nell'opera De bellis Caroli Magni, II, 5 (genitium Columbrense). Fu patria del pittore e incisore Martino Schoengauer (1440-1488); di Corrado Pfeffel, direttore dell'Accademia militare di Colmar (1736-1809); del chimico Haussmann; dello scultore Bartholdi. La collegiata di S. Martino, detta la cattedrale di Colmar, deve la sua origine a una cappella dedicata a S. Martino, fondata nel sec. IX dall'abbazia di Münster, nella Valle dei Vosgi (carta dell'823 con privilegi di Ludovico il Pio). Nel sec. XIII la cappella fu convertita in coro, vi si aggiunse un transetto a pilastri romanici che forma la parte più antica dell'attuale edificio; nel sec. XIV vi si aggiunsero una basilica gotica a 3 navate, per opera dell'architetto maestro Umberto, e il coro attuale, lavoro di Guglielmo di Marburg.

Il convento dei Domenicani detto «Unterlinden» (S. Johannis sub tilia) fu costruito tra il 1252-89; devastato sotto la Rivoluzione Francese nel 1793, venne nel 1840 trasformato in museo con pitture di Schoengauer e di Grün nella nave centrale; vi si conservano gli Archivi e la Biblioteca pubblica. Nell'antica chiesa dei Francescani, del sec. XIII, con vetrate del sec. XV, si insediò nel 1575 la chiesa protestante. Notevoli artisticamente sono l'antica dogana, detta Kaufhaus, edificio gotico del sec. XV, e il Palazzo di giustizia del sec. XVIII.

Haguenau, sottoprefettura del Basso Reno presso la grande foresta demaniale omonima, deve la sua origine a un posto di caccia, trasformato in palazzo dall'imperatore Federico Barbarossa (1152-90); nel 1255 Haguenau divenne città imperiale e più tardi capitale della decapoli. La chiesa di S. Giorgio venne eretta nel sec. XII dagli Hohenstaufen; la nave è romanica, il coro e il transetto gotici. La chiesa di S. Nicola del sec. XIV conserva una torre ottagonale dell'epoca romanica.

Saverne, situata ai piedi dei Vosgi, sul canale tra la Marna e il Reno, conserva l'antico Palazzo dei vescovi di S., costruito nel 1780 dal card. principe di Rohan, ora ridotto però a caserma: ha inoltre una chiesa che offre vestigia di costruzioni dei secc. XIII-XV, con una torre a cinque piani del sec. XII; un castello del sec. XII è oggi adibito a museo. A Wissembourg, nel Basso Reno, presso la chiesa gotica del sec. XIII, restano avanzi dell'abbazia benedettina del sec. VII. La piccola città vinicola di Egisheim si gloria di essere stata la patria, nel 1002, di Brunone di Dabo, Leone IX (v.).

L'abbazia benedettina di Murbach fu fondata nel 729 da S. Pirmino, devastata nel 929, venne restaurata più volte; fu secolarizzata nel 1794; la chiesa abbaziale è del sec. XII ed offre uno degli esempi più preziosi dell'architettura religiosa in Alsazia. Nel 1515, Beato Renano vi scoprì il manoscritto delle opere di Velleio Patercolo. Attualmente gli archivi abbaziali sono conservati a Colmar, i manoscritti invece a S. (Cottineau, II, coll. 2016-18). Presso Saverne è l'antica abbazia di Neuweiler o Neuweilers dedicata ai ss. Apostoli Pietro e Paolo, fondata da Sigibaldo vescovo di Metz (716-41) con monaci inviati da S. Pirmino (A. Langel, Origines des abbayes de Neuweiler et de Marmoutier, in Revue d'Alsace, 57 [1919], pp. 25-36, 186-203

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; Cottineau, II, coll. 2063-64). Nella diocesi tre chiese parrocchiali sono state elevate alla dignità di basiliche minori, cioè nel Basso Reno la Basilica dedicata alla S.ma Vergine a Marienthal; nell'alto Reno la basilica del S. Cuore a Lutterbach e quella della S.ma Vergine a Thierenbach. Vedi tavv. XCVIII-XCIX.

BIBL.: L. Duchesne, Fastes épisc. de l'ancien. Gaule, III, Parigi 1915; H. von Srbik, Wien und Versailles (1692-97). Zur Gesch. von S., Elsass und Lothringen, Monaco 1944; M. Burg, Hist. de l'Eglise d'Alsace, Parigi 1948. Per la vita spirit. ed eccle. siast. V. Ch. Schmidt, Hist. litter. de l'Alsace (XVe et XVIe), 2 voll., ivi 1879; N. Paulus, L'Eglise de S. pendant la Revolution, Rixheim 1890; R. Reuss, Hist. de S. depuis ses orig. jusqu'à nos jours, Parigi 1922; H. Haug, Les Musées des beaux-arts de S., ivi 1926; G. Delabrache, S., 2a ed., ivi 1931; J. Walter, La cathédr. de S., ivi 1933; P. Fr. Kehr, Germ. Pont., III, Berlino 1935, pp. 4-87; L. Pfleger, s. V. in LTHK, coll. 853-88; P. Sittler-P. Stinzi, St Léon IX, le pape alsacien, Colmar 1950; Eubel, I, p. 105; II, p. 106; III, p. 130; IV, pp. 93-94; V. p. 98. Cirillo Vogel.