SARBIEWSKI, MATTHIAS KASIMIERZ

SARCOFAGI - Parte anteriore di s. di tipo ravennate (sec. VI) - Ferrara, Pinacoteca comunale.
SARCOFAGI - Parte anteriore di s. di tipo ravennate (sec. VI) - Ferrara, Pinacoteca comunale.

SARCOFAGI - fianco di s. del sec. IV, con il ratto di Elia - Parigi, Museo del Louvre.

scene poco sviluppate, se non addirittura di figure isolate. Le stesse speculazioni e ripercussioni d'ordine costruttivo si notano nelle scene e figure che ornano l'attico dei coperchi, ove di preferenza la tabella centrale viene inquadrata da scene a largo sviluppo orizzontale: corse di delfini, vasi fra geni delle stagioni sdraiati, scene di caccia, banchetti, Adorazione dei Magi, I tre fanciulli nella fornace, Le evoluzioni stilistiche della plastica dei s. seguirono le grandi curve della scultura in genere, passando come essa dalla forma pittorica ricca di reminiscenze classiche all'impressionismo realistico; dalla forma positiva a quella negativa; dall'idealismo all'espressionismo; e conoscendo poi gli eclettismi di una rinascita classica, per passare ad una calligrafia convenzionale e stereotipica che la condurrà in linea retta ad un'arte fortemente improntata di gusto decorativo. Tali evoluzioni, la cui successione è ormai in gran parte definita, aiutano efficacemente a chiarire anche la cronologia dei s. Sebbene si esiti ancora sulla cronologia assoluta dei primi s. cristiani (fine del sec. II, a. 220 o 250 ca.), basta un confronto tra le forme artistiche più evolute per costituire i gruppi successivi: severiano, gallienico, tetrarchico, costantiniano e post-costantiniano, teodosiano, ecc., pur dovendosi sempre tener conto, per studi più particolari, degli inevitabili scambi tra una corrente e l'altra, e tra una regione e l'altra. È valso tuttora come mezzo d'indagine principale l'uso o meno del trapano, di cui in certi periodi ci si servì come mezzo più pittorico che scultoreo per ottenere effetti di chiaroscuro; ma una serie di criteri stilistici si trova pure nel modo d'impostare le figure, nel raggrupparle, nei gesti ed atteggiamenti, nell'analisi del concetto che lo scultore aveva di una data forma anatomica e del modo di evocarla nel marmo, nel modo di drappeggiare le vesti, negli elementi spaziali e nelle proporzioni delle figure e del s. stesso.

Altri mezzi cronologici vengono forniti da confronti con monumenti già datati, dall'analisi delle acconciature dei capelli e della barba, dallo studio dell'evoluzione dei temi iconografici.

Il repertorio iconografico dei s. è più esteso di quello delle pitture cimiteriali e, per alcune scene, che ogni tanto formano veri cicli, rivela tradizioni figurative esclusivamente proprie. Ciò non impedisce che per il resto dell'evoluzione dei suoi temi sia parallela a quella degli altri generi d'arte. Non rinnegando mai i suoi intenti fondamental-

mente simbolici, intesi cioè a servirsi delle immagini per comunicare concetti o sentimenti più reconditi e spirituali, ha cambiato più volte l'indirizzo generale al quale s'ispira la scelta del genere delle figurazioni. In un primo tempo predomina il tema prettamente simbolico di carattere idilliaco tutto fatto per evocare un'atmosfera paradisiaca; in seguito è il fatto storico che diventa simbolo per essere evocato come paradigma di salvezza eterna; poi, per nuove tendenze di carattere allegorico e rappresentativo, la persona storica diventa motivo principale, trasferita in zone ultraretrere dove regna il clima dell'apoteosi; infine, il simbolo si fissa, per via d'ulteriore astrazione, in segni convenzionali a servizio di un'arte decorativa. Più in particolare, i primi s. ricorrono volentieri ad uno dei motivi già conosciuti, almeno formalmente, dall'arte profana: il *Buon Pastore* (eventualmente Orfeo), l'Orante, la scena della vera Dottrina ed il clipeo con il ritratto del defunto. Questi temi, secondo le composizioni prescelte, possono prestarsi come motivo principale se non addirittura esclusivo; ma possono anche combinarsi tra loro e formare insieme misti, cui subentrano anche nuove figure come il *Pescatore*, il *Leone divorante*, il *Genio della morte*. Nella seconda metà del sec. III si allarga il quadro pastorale e le scene bibliche cominciano a penetrare negli insiemi esistenti: *Giona*, *Noè nell'arca*, *Daniele tra i leoni*, il *Pescato dei protoparenti*, il *Battesimo*, la *Risurrezione di Lazzaro*, la cui scelta, insieme con quella dei motivi simbolici, rivela che, sin dall'inizio, l'arte cristiana conobbe le due vie dell'armonia e del contrasto. Un breve periodo, a cavallo del sec. III-IV, e documentato da pochi esemplari (Wilpert, *Sarcofagi*, tavv. 65,5; 220; 287, 1; 38,3), inaugura, con scene simmetriche largamente sviluppate, la serie dei s. ornati esclusivamente con scene bibliche, che nel periodo costantiniano avranno la loro più ricca fioritura.

Non che in questo periodo sparisca il s. strigliato; anzi si manterrà fino alla fine del secolo, conservando perfino i suoi vecchi motivi. Ma la grande maggioranza dei s. dispone ora le scene del Vecchio e del Nuovo Testamento spesso in due registri sovrapposti e talvolta secondo un programma ideologico ben studiato, intorno a nuovi motivi centrali come la *Defunta* (non sempre orante) o il *Defunto tra due Apostoli*, la cosiddetta *Negazione* di *S. Pietro*, la *Moltiplicazione dei piani*, l'*Ingresso in Gerusalemme*, il clipeo con i ritratti, mentre alle estremità del fregio si trovano frequentemente il *Miracolo della fonte*, la *Risurrezione di Lazzaro*, il *Sacrificio di Abramo*. Sebbene in qualche caso siano i rapporti tra i due Testamenti a regolare la distribuzione delle scene, queste di solito vengono adoperate piuttosto promiscuamente. Le scene del Nuovo Testamento, tra le quali primeggiano il *Ciclo di S. Pietro*, le *Guerigioni del cieco nato e del paralitico*, i *Miracoli di Cana e della moltiplicazione dei piani*, sono più frequenti di quelle del Vecchio Testamento ove ritornano più sovente il *Sacrificio di Abramo*, *Daniele tra i leoni*, il *Pescato dei protoparenti*. Tra quelle di recente scoperte, non ancora entrate nei manuali, bisogna annoverare la *Cacciata dal Paradiso*, il *Ciclo di Lot* e di *Giuseppe Ebreo*, il *Profeta Balaam fermato dall'angelo*.

Verso il 340 nuove vie si aprono con l'introduzione delle scene della *Passione* (di Cristo prima, degli apostoli Pietro e Paolo in seguito) messe in contrasto con scene tipologiche e con temi di apoteosi, quale l'insieme allegorico del trionfo sulla morte o il Cristo in trono portato dall'allegoria del Cielo. Simultaneamente si vedono apparire i primi esempi della *Traditio legis*. Nasce così l'idea del Cristo glorioso e della trionfale continuazione della sua missione in seno alla Chiesa.

Mentre si diffonde l'uso di due nuovi tipi di s., quello chiamato di *Bethesda* e quello con il *Passaggio del Mar Rosso*, l'arte preteodosiana e teodosiana, tranne i casi ove continua a servirsi delle scene bibliche, si servirà sempre più delle figure degli Apostoli per formare una corte intorno a Cristo, sia che si trovino riuniti con lui in concilio, sia che l'acclamino, sia che gli portino le corone della vita. Cristo stesso, ormai anche con barba e lunghi capelli, è seduto in trono come Maestro o in piedi nella *Traditio legis*, sul monte con i 4 fiumi, o regge la Croce trionfale come scettro. Le palme del Paradiso, la *basilica coelestis*, le mura della Gerusalemme celeste formano l'ambiente, nel quale vengono ormai introdotti anche i semplici fedeli.

Il fregio allegorico dei 12 agnelli disposti intorno all'Agnello divino sul monte con i 4 fiumi; i due cervi che inquadrano il *signum Christi*; il *chrismon* o la Croce monogrammatica tra colombe, ecc., mostrano già in quale senso andrà l'ulteriore sviluppo dei temi iconografici, documentato anzitutto nei secc. v-VI dai s. ravennati. A Ravenna infatti, anche se sembra tuttora difficile mettersi d'accordo sulla cronologia dei s. locali, è chiaro che il motivo ornamentale prende sempre più sopravvento. I s. figurati non solo sono in nume

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Sarcofagi - Parte anteriore di s. di tipo ravennate (sec. v-vi) - Ferrara, chiesa di S. Francesco.

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