SARBIEWSKI, MATTHIAS KASIMIERZ. - Gesuita, umanista, detto « l'Orazio polacco », n. a Sarbiawo, castello di famiglia presso Plonsk, il 24 febbr. 1595, m. a Varsavia il 2 apr. 1640.
Entrato nell'Ordine nel 1612, fu a Roma dal 1622 al 1625, chiamatovi da Urbano VIII per la riforma degli inni del Breviario; ma in questo non ebbe gran parte (gli si attribuiscono: Superne regum rex bone e Rex magne, rex altissime e le correzioni all'Ad regias Agni dapes); indi insegnò retorica, filosofia e teologia a Polozk e a Wilno; nel 1635 fu predicatore e confessore del re Ladislao IV.
Oltre a prediche in latino e in polacco, lasciò grande fama di poeta lirico con una serie di carmi latini sullo stile e la forma di Orazio, in cui celebra avvenimenti patriottici o religiosi: Lyricorum libri tres (Colonia 1625), diventati nelle successive edizioni quattro, con inoltre l'aggiunta di Epigrammatum liber unus ed Epodon liber unus. Incompiuto e inedito rimase il poema epico (10 canti) calcato sull'Eneide di Virgilio: Lachiades, in cui celebra il fondatore del Regno di Polonia. Così classico e fine egli si dimostra nella fluida vena poetica, che il libro delle sue odi venne per lungo tempo usato come testo scolastico in luogo di Orazio.
IBBL.: ed. completa e critica: Poëmata omnia, a cura di J. Wall, Starawies 1892, che contiene anche il poemetto Silviudia. Studi: Sommervogel, VII, coll. 627-46; J. B. Diel, M. K. S., der Vorgänger Balde's, in Stimmen aus Maria-Laach, 4 (1873), pp. 159-73, 343-57; 5 (1874), pp. 63-76, 365-77; A. Baumgartner, Gesch. der Weltliteratur, IV, Friburgo in Br. 1900, pp. 642-56; T. M. Müller, De M. C. S. polonus S. I. Horatii imitatore, Monaco 1917; J. Oko, M. K. S. poeta uwiehczony, Wilno 1923; J. Swierzowicz, M. K. S. Próba wizerunku psychologicznego, ivi 1932. Celestino Testore