SAREKTA (ebr. Šarčpahát; Settanta Ščpštátza). Già città della Fenicia, 15 km. SINDONE (v.). È rimasta celebre perché Elia profeta, passando di là moltiplicò farina e olio ad una vedova cui guarì il figlio (I Reg. 17,9-24). Il fatto fu ricordato da Gesù nella sinagoga di Nazareth per mostrare la cura presa dai pagani per i profeti a differenza di Israele (Lc. 4,24-26). Nel periodo bizantino la città era allineata lungo il mare per quasi 2 km., si da chiamarsi Macracome (« villaggio lungo »).
Il ricordo di Elia era annesso ad una chiesa che attualmente è sostituita da un well del Hadir (« verdeggiante »), nome che i musulmani attribuiscono ad Elia, mentre i cristiani lo danno spesso a s. Giorgio. Nel tempo crociato fu sede vescovile ed era rinomata per i suoi giardini. Caduto il Regno latino, la città fu abbandonata e gli abitanti si portarono su di un colle verso est, fondando l'attuale villaggio di Sarfand, che conta 1300 ab. Il ricordo di Elia fu sempre venerato dai pellegrini, come anche oggi nel sito dell'antica città.