SARTIGES, EUGÈNE de. - Diplomatico, n. a Gannat il 18 genn. 1808, m. a Parigi il 3 ott. 1892.
Iniziò la carriera diplomatica nel 1830 a Roma come uditore dell'ambasciata; fu poi plenipotenziario dell'Impero francese a Washington e all'Aja, quindi (dall'ott. 1862 al nov. 1863) presso la corte di Torino, ove mostrò molto tatto nella questione dell'« Aunis ». Sulla nave francese di tal nome, il prefetto di Genova aveva fatto arrestare il brigante La Gala, su cui pendava una severa condanna; il governo imperiale ne voleva l'immediata liberazione. Dopo lunghe trattative, il brigante venne sottoposto a nuovo processo, condannato alla pena capitale e successivamente graziato, giusta gli impegni fra Vittorio Emanuele II e Napoleone III. Poche settimane più tardi il S. fu inviato ambasciatore a Roma ove riuscì discaro a Pio IX ed al card. Antonelli. Insistette a lungo presso il proprio governo per il ritiro delle truppe francesi dallo Stato pontificio e indusse l'Imperatore e il ministro degli Esteri, Drouyn de Lhuys, a stipulare con il Convenzione di settembre (v.).
Negli anni successivi il S., che era legato a filo doppio con i Comitati segreti novatori, reiterò i propri rapporti a Parigi in senso sfavorevole al governo pontificio. Nel 1867, al momento dell'invasione garibaldina nel Lazio, premeditatamente si trovava in congedo e non ebbe parte in quelle vicende: dichiarò però che se si fosse trovato a Roma non avrebbe richiesto l'intervento delle forze imperiali come aveva Armand (v.). Ai primi del 1868 venne richiamato in patria, con il pretesto della sua nomina a senatore. Con la caduta del secondo Impero (1870), si ritrasse a vita privata.