SARTORIO, GIULIO ARISTIDE. - Pittore, n. a Roma l'11 febbr. 1860, m. ivi 3 ott. 1932.
Scolaro del padre Raffaele, il S. fece larghe esperienze nei musei e nelle gallerie romane, sebbene crescesse e s'affermasse fra il 1880 e il '90 in quel fervido ambiente intellettuale romano ove le pose letterarie dannunziane e le indagini veristiche stranamente si accoppiavano. I soggetti dei suoi primi quadri, successivi ad una fugace esperienza alla Fortuny, quali Malaria del 1882 esposto a Roma, i Figli di Caino esposto a Parigi nel 1889, e quindi la Gorgona e gli Eroi e la Diana di Efeso, esposti all'Internazionale di Venezia del 1897 ed ora nella Galleria romana d'arte moderna, mostrano il frutto di quegli orientamenti del gusto. Ma il S., che ha lasciato il meglio di sé in alcuni paesaggi della campagna romana, tentò anche la grande composizione e non solo nel fregio della Camera dei deputati con la Storia d'Italia dai Comuni al Risorgimento, ma in dipinti di carattere sacro, quali Cristo benedicente l'umanità nella chiesa di Lucinico ed i cartoni per i musaici della cattedrale di Messina, opera quest'ultima interrotta dalla morte del pittore.