SAUL (ebr. Ša'ál = ottenuto con la preghiera)». Primo re d'Israele (ca. il 1040-1000 a. C.). Con suo padre Cis (Qš), della tribù di Beniamin, abitava in Gabaa. Andò a consultare Samuele (v.) per ritrovare le asine smarrite; il veggente intuì in questo uomo dalla prestanza eccezionale il re scelto da Dio. Accompagnandolo al ritorno, gli comunicò la sua vocazione di primo re d'Israele.
Israele era di nuovo caduto sotto il dominio filisteo (I Sam. 10, 5; 13, 3); S. fu scelto da Dio come liberatore e fu unito in segreto da Samuele, ormai vecchio, quale duce (nāghīdh) d'Israele (ibid. 9, 16 sgg.). Convocato poi le tribù a Maspha, Samuele elesse e con il tiro delle sorti S., che tutti acclamarono, ad eccezione di pochi che S. finse di ignorare. Modestamente ritornò ai suoi campi, aspettando che le circostanze lo costringessero ad assumere il comando degli uomini d'Israele (ibid. 9, 1-10, 16). Da sua moglie Achinoam S. GIONA (v.), Abinadab, Iessui, Isboseth (v.), Michol (v.) ibid. 14, 49; 31, 2; I Par. 8, 33). Dalla concubina Respha Miphiboseth (v.). ABENESRA (v.), figlio di Ner fratello di Cis, era un valoroso capo militare.
Quando gli abitanti di Iabes inviarono a chiedere aiuto in Gabaa contro gli Ammoniti, S. chiamò il popolo alle armi e a Bezeci in Ephraim organizzò le truppe; il nemico, attaccato di sorpresa prima dell'alba, fu sgommi
nato. Samuele profittò dell'entusiasmo popolare per intronizzare il re a Galgal e trasmettergli la sua autorità (I Sam. 11-12). Secondo Act. 13, 121, il regno di S. durò 40 anni. S. organizzò ed equipaggiò un esercito permanente (I Sam. 13, 2. 19-22), un terzo del quale affidò al suo giovane figlio Gionata. Una sortita di Gionata spinse i Filistei alla rivincita; gli Israeliti temevano l'imminente offensiva filistea, aspettando Samuele a Galgal per l'offerta di un sacrificio prima della battaglia; ma dopo 7 giorni di vana attesa. S. ordinò che si compisse il sacrificio; arrivato, Samuele gli rimproverò la sua mancanza di fede e gli predisse in punizione l'esclusione dei suoi figli dal trono (ibid. 13, 3-14). Sconfisse, per l'eroismo di Gionata, i Filistei presso Machmas, ma per la sua imprudenza non sfruttò appieno la vittoria; i Filistei ripresero vigore, specie nella valle di Socho, ove David abbatté Goliath (ibid. 13, 15-14, 46; 17, 1-18, 4). La lotta contro i Filistei non ebbe sostate. S. combatté anche Moab, Ammon, Edom e Soba (ibid. 14, 47, 52). Tra l'altro, S. ebbe ordine CAMITI (v.), votati all'anatema (v. CHEREM), persone e beni; ma regno (v.) e le bestie migliori dei loro armenti. In punizione di questo secondo fallo, S. fu rigettato da Dio dal trono di Israele (ibid. 15, 1-15). Docile al comando divino, Samuele si recò a Betlemme per ungervi re, ad insaputa di S., DAVIDE (v.).
Dopo la riprovazione dovuta ai suoi due falli, S. cadde di errore in errore. Minato da nevrastenia, colto crisi furiose, chiamò alla sua corte David, che suonando l'arpa lo calmava. Lo fece suo scudiero e suo genero (ibid. 16, 14-23; 18, 17-30). Ma, accecato da morbosa invidia per le acclamazioni che riscuoteva David. S. tentò due volte di trafiggerlo con la sua lancia, e lo costrinse a fuggire e nascondersi; lo mandò infine a guerriggiare alla testa di mille uomini, sperando sbarazzarsi in tal modo di lui, ma David vinse dovunque; mentre S. lo inseguiva per ucciderlo, due volte David lo sorprese nel sonno, ma lo risparmiò magnanimamente; infine S. si riconcilia con lui (ibid. 19, 1-27, 12). Essendo immittente un decisivo attacco dei Filistei nella pianura di Iszreel, non avendo potuto ottenere un responso da Dio, S. consultò una negromante a Endor, la quale evocò l'ombra di Samuele, che predisse la sconfitta (ibid. 28, 8-23). Il giorno dopo Israele fu sgommato dai Filistei ad Aphec sul Gelboe, e con molti altri cadavero 3 figli di S. (Gionata, Abinadab, Melchisua); S. si gettò sulla sua lancia (ibid. 29, 1, 31, 1-13). David lo pianse molto (II Sam. 1, 1-27). Un altro figlio di S. Isboseth (v.), sostenuto da Abner, regnerà poi due anni su Israele.
Il nome S. fu portato anche da un re di Edom (Gen. 36, 37), da un antenato di Samuele, della famiglia levitica di Caath (I Par. 6, 24; questo S. è probabilmente identificato a Iohel di I Par. 6, 36), e infine da S. Paolo (Act. 7, 57-13, 9), beniaminita come il re S. - Vedi tav. CXXX.