SEBENICO (ŠIBENIK), diocesi di. - Città e diocesi nella Dalmazia settentrionale, in Croazia (Jugoslavia). La diocesi ha una superficie di 3625 kmq. con una popolazione di 176.570 ab. dei quali 135.826 cattolici, distribuiti in 60 parrocchie, servite da 60 sacerdoti diocesani e 35 regolari; ha un seminario, 6 comunità religiose maschili e 15 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 372).
La diocesi fu creata dal papa Bonifacio VIII il 1º maggio 1298 quale suffraganea di Spalato, per smembramento da quella di Traù. Fu ingrandita con i territori delle diocesi soppresse di Knin (1688) e di Scardona (1828). Da tale anno la diocesi fu suffraganea di Zara fino al 1920, in cui divenne immediatamente soggetta. È l'unica fra le più importanti città dalmate che non ha avuto un'origine antica. S. sorse nell'alto medioevo e viene ricordata per la prima volta nel 1666, facendo parte del Regno croato di Cressimiro IV. Nel 1107 S. riconobbe la sovranità del re d'Ungheria Colomano, alla quale si susseguono quelle di Venezia, di Ungheria-Croazia, di Bisanzio, di Ungheria-Croazia. Nel 1221 furono riconosciute a S. da Andrea, re d'Ungheria e Croazia, le prerogative che gode-


S. si sottomise con le altre città dalmate a Venezia nel 1412, rimanendovi fino alla caduta della Repubblica (1797). Dal 1797 al 1805 passò sotto l'Austria e dal 1805 al 1814 fece parte della nuova provincia francese creata da Bonaparte, dopo la cui disfatta tornò sotto l'Austria per ca. cento anni. Dal 1918 fa parte dello Stato iugoslavo.
Famoso è il suo Duomo (S. Giacomo), ricostruito dopo l'incendio del 1382, fra il 1431 e il 1555. Alla fabbrica presero parte gli architetti Giorgio Orsini da S. Niccolò Fiorentino, Giovanni Pribislavljić, Andrea Alessi, Fr. Laurana. È una imponente costruzione a croce greca, a tre navate, in stile Rinascimento, eccetto il basamento con due magnifici portali, eseguiti in stile gotico-veneziano; il battistero è a cupola. Fra gli altri edifici sacri della città vanno ricordati: la chiesa di S. Maria di Valverde (1502, opera di Niccolò Fiorentino); la chiesa e il convento (fondato nel 1229) di S. Francesco, distrutti nel 1321 e poi rifatti; la chiesa di S. Giovanni Battista con una bella scalea, opera del Pribislavljić, allievo di Giorgio Orsini.
S. fu patria di molti uomini illustri, come il pittore e incisore Martino Rota (Kolunić), il musicista fra Giovanni Lukačić (sec. XVI-XVII), l'umanista Giorgio Sisgoreo (Šižgorić) «primas Hungariae», lo statista Antonio Veranzio (Vrančić, sec. XVI), lo scrittore Francesco Diphnicus (Divnić, sec. XVII), il vescovo e scrittore Antonio Fosco (sec. XIX), Nicolò Tommaseo ed altri. A S. nacque anche B. Nicolò (Nikola) Tavilić, martire gerosolimitano (1391).
di S., ivi 1883; A. G. Fosco, La cattedrale di S., Sebenico 1893; A. Alacevich, Pagine della storia di S., ivi 1920; K. Stošić, Katedrala u Šibenika, ivi 1926; U. Inchiustri, Cod. ined. di stor sebenicense, in Arch. stor. per la Dalmazia, 7 (1929), pp. 211-18; A. Dudan, La Dalmazia nell'arte ital., 21 voll., Milano 1921-22, passim; C. M. Ivković, Dalmatient Architektur und Plastik, 8 voll., Vienna 1910-27 (passim); Li. Karaman, Umjetnost u Dalmaciji, XV-XVI, Zagabria 1933; Eubel, I, p. 449; II, p. 260; III, p. 317; IV, p. 314; V, p. 356. Vincenzo Brajević