SECCHI, ANGELO. - Gesuita e astronomo, n. a Reggio Emilia il 18 giugno 1818, m. a Roma il 26 febbr. 1876. Entrato nel 1833 nella Compagnia di Gesù e nel 1835 nel Collegio Romano, passò poi temporaneamente a insegnare matematica e fisica nel Collegio dei Gesuiti a Loreto (1841).
Allorché i Gesuiti furono allontanati da Roma e dal Collegio Romano (1848) per la breve parentesi della Repubblica romana, il S. seguì nell'esilio i suoi antichi maestri del Collegio Romano, il p. Francesco De Vico, direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano, e il p. G. Pianciani, recandosi a Stonyhurst in Inghilterra e poi a Georgetown in America. Quivi egli conobbe ed entrò in grande amicizia con il celebre idrografo F. M. Maury, i cui studi ebbero poi grande influenza sul S. Rientrati in Roma i Gesuiti, alla fine del 1849, al S. venne affidata la direzione dell'Osservatorio astronomico del Collegio Romano. La sua prima cura fu quella di migliorare le condizioni della specola che lasciavano alquanto a desiderare, ed anzi egli costruì un vero e proprio nuovo osservatorio accanto all'antico, installando in modo degno tre strumenti astronomici, di notevole efficienza per quei tempi, sui pilastri solidissimi dell'erigenda cupola della chiesa di S. Ignazio a Roma (per questo rimasta poi sempre senza cupola). Per merito del S. il nuovo Osservatorio
(per cortesia di V. Brajevic)
SEBENICO, DIOCESI di - Portale laterale del Duomo, proveniente dalla chiesa preesistente (sec. XIV).

L'attività del S. è stata immensa. Nel 1852 rintracciò in cielo i due frammenti della cometa di Biela. Nel 1859 si occupò dell'osservazione di Marte, scoprendone due canali oscuri (anzi è appunto al S. che si deve il nome di canali, accettato più tardi dallo Schiaparelli e diffusosi in tutto il mondo). Dedicatosi poi alla fisica solare, compì numerose e importanti indagini e scoperte, raccolte nella sua opera Le soleil (Parigi 1875-77, ed. II. Firenze 1884); osservò le due eclissi solari del 1860 in Spagna (dove eseguì le prime fotografie della corona solare; i famosi dagherrotipi si conservano ancora al Museo dell'Osservatorio di Monte Mario a Roma) e del 1870 in Sicilia. Sulle protuberanze solari fece numerose e geniali osservazioni, iniziando poi nelle Memorie della Società degli spettroscopisti italiani (fondate da lui e da P. Tacchini), la lunga e ininterrotta serie di immagini spettroscopiche del bordo solare (la prima del mondo), che viene attualmente continuata con collaborazione internazionale.

Tra le sue opere, oltre le numerose note e memorie, sono: Le stelle (Milano 1877); L'unità delle forze fisiche (Roma 1864; ristampa in 2 voll. Milano 1874); Le recenti scoperte astronomiche (Roma 1868).
Le rév. p. S., sa vie, ses observatoires, ses travaux, Parigi 1879; J. Poble, P. A. S. Ein Lebens u. Kulturbild., 2e ed., Colonia 1904 (con bibl. completa delle opere); G. Castellani, Dieci lettere ined. del p. A. S. a sua madre Luigia Belgieri, in Arch. hist. Soc. Jesu, 1 (1932), pp. 85-89; id., Il p. A. S. e le sue missioni, in Cro. Catt., 1933, IV, pp. 606 sgg. Lucio Gialanella