Il titolo S. ricorre nel Gelasianio antico (cod. Vat. Reg. lat. 316, della metà del se. VIII) e già un mezzo secolo prima nel cosiddetto Messale di Bobbio (Parigi, Bibl. naz., lat. 1324) si ha collettivo secreta, forse un segno della provenienza gallicana. Lo Jungmann spiega il nome dall'uso gallicano di recitare questa orazione a voce bassa, mentre nel rito romano primitivo e tuttora nel rito ambrosiano l'orazione viene detta ad alta voce. La differenza tra l'antico uso romano e quello nuovo gallicano-franco si vede nell'avviso dell'Ordo XV, 35 (Andrieu, 102): "... dicit orationem super oblationes" (oppure oblatas secrete; cf. Ordo V, 58), "... ita ut multis praeter Deum et ipsum audiat"; similmente nell'Ordo XVII, 46 (Andrieu, 181); ciò si faceva a cagione di un silenzio rigoroso, imposto a questo punto nella liturgia gallicana, sotto influsso orientale. Dell'uso di recitare a voce bassa la S. si ha una testimonianza del se. VII-VIII in COMMODIANO (v.). Il Righetti invece lo spiega per mezzo di due azioni liturgiche concomitanti - anch'esse nel rito orientale - l'una compiuta dal celebrante in segreto, l'altra dal diacono ad alta voce (il diacono recita i nomi degli offerenti, mentre il sacerdote dice, per economia di tempo, l'orazione sulle offerte). Altre derivazioni, p.es., da secernere o secretio (i fedeli dai catecumeni, le offerte per la consacrazione da quelle per la sola benedizione) o da un equivalente di benedictio o di consacratio (Batiffol) o da una orazione preparatoria al Prefazio o all'azione di consacrazione, detta S. (Brink-trine), sono meno verisimili.
La S. entrava nell'ordinario della Messa assieme con le Collecta, Postcommunio, Super
populum. Al tempo della lettera di Innocenzo I a Decenzio, nel 416, non vi si trovavano. Come la Colletta, s'indirizza di solito al Padre ed è una formula di oblazione: «Accetta sint...»; «Offerimus...»; domanda la consacrazione delle offerte ed implora le grazie sacramentali; spesso in relazione con la festa relativa. L'ultima parte della conclusione si canta ad alta voce.