SEDULIO SCOTO (il GIOVANE). - Scrittore del sec. IX, letterato e teologo, detto Scotus o Scottus dalla sua patria di origine, l'Irlanda, e Junior, per distinguere dal poeta cristiano del sec. V. Alcuni lo considerano un laico, altri, con maggiore probabilità, un monaco.
Ca. l'848 è a Liegi, bene accolto con i suoi compagni dal vescovo Artagaro (840-54), e vi crea la scuola di S. Lamberto, formandovi il « Circolo di S. », focolare di cultura, che diede rinomanza alla città. Si fece amico di tutte le personalità del tempo e compose versi elogiatori a vari membri della famiglia reale e della nobiltà, mo-
strandosi « un buon tipo medievale di cortigiano istruito ». Dopo l'858 si perdono le sue tracce. Secondo G. Morin si sarebbe recato a Milano, sotto il vescovo Tado (860-68), ove avrebbe fatto, sul testo greco, la revisione del Salterio ambrosiano che si conserva nel ms. 343 di Monaco.
Poeta, grammatico, filosofo ed esegeta, S. svolse multiforme attività letteraria. Scrisse: In grammaticam Eutichii, un Commentum super Priscianum e forse una Expositio categororum; ha lasciato un vasto Collectaneum o raccolta di estratti da autori pagani e cristiani, un'antologia di massime morali e di modelli letterari, tra i quali un Liber proverborum graecorum (lettera dedicatoria, a cura di E. Dümmler, in MGH, Epist., VI, p. 206). Più importanti sono i suoi Carmina, criticamente editi da L. Traube (MGH, Poét. Lat. aevi Carol., III, pp. 151-240), che impiegano una grande varietà di metri classici, e fanno considerare S. come il « Virgilio di Liegi » (cf. ibid., p. 153). Celebre il suo trattato De rectoribus christianis et de convenientibus regulis quibus res publica rite gubernanda, nell'esempio dei tradizionali Specula principis, diviso in 20 capp., in fondo a ciascuno dei quali vi è un carme riassuntivo (PL 103, 291-332; ed. Hellmann, cit. in bibl., pp. 1-91); i carmi, riuniti dal Traube, danno l'intero trattato in versi (MGH, Poét. Lat. aevi Carol., III, pp. 154-66, in 21 poemetti). Secondo Hellmann sarebbe stato dedicato a Lotario II, ma più probabilmente a Carlo il Calvo. S. stima l'arte del governare una delle cose più difficili, ma non formula una tecnica politica. Lavori teologici: Collectanea in omnes b. Pauli epistolas (PL 103, 9-270), l'opera maggiore e più nota di S.; Collectaneum in Matthaeum (manoscritto); Liber de artibus Prophetarum (manoscritto); diverse Explanations introduttive ai Vangeli, secondo la lettera di s. Girolamo a papa Damaso (PL 103, 271-90 e 321-52). Di S. si conserva l'esemplare del Salterio greco, scritto in caratteri onciali da lui stesso con versione latina interlineare e firmato Σχ. Βόλος σκόττος ἕγιο ἐγάρεσε (Parigi, Bibl. de l'Arsenal, ms. 8407). Come esegeta, S. utilizza autori antichi, specie s. Girolamo e s. Agostino, ed anche Pelagio, ma si distingue per una esegesi filologica e accurata, dando importanza al greco e all'ebraico, e ponendo particolare cura nell'ordinare il testo (PL 103, 15 A) e le circostanze (ibid., 273 D). Onde la sua importanza nella storia dell'esegesi biblica, anche perché S. era uno degli uomini più colti del suo tempo.
Bim.: E. Dümmler, Aus Handschriften, in Neues Archiv, 3 (1878), pp. 187-89; id., S. S., ibid., 4 (1879), pp. 315-20; id., Epist. breves, quae ex Scotorum colonia Leachensi oriri videntur, in MGH, Epist., VI, pp. 195-97; G. Morin, Une révision du Pautier sur le texte grec par un anonyme du IXe siècle, in Rev. bénéd., 10 (1893), pp. 193-97; S. Hellmann, S. S., Monaco 1906; G. M. Deves, An. Hymn., t. L. Lipsis 1907, pp. 229-36; Manitius, I, pp. 315-23; F. Raby, Hist. of christ. latin poetry, Oxford 1927, pp. 193-96; J. F. Kenney, The sources for the early hist. of Ireland, I, Nuova York 1929, pp. 553-69; A. J. Carlyle, A hist. of mediaeval political theory, I, 3ᵃ ed., Edimburgo e Londra 1930, V. indice; L. K. Born, The Specula Principis of the Carolingian renaissance, in Rev. belge philol. hist., 12 (1933), pp. 538-612; G. Martini, Un codice iconoscol. del « De rectoribus christianis » di S. S., in Bull. dell'Ist. star. ital. per il m. e. Arch. murat., 50 (1935), pp. 49-62; C. Spicq, Esquisse d'une hist. de l'exégèse lat. au moyen âge, Parigi 1944, p. 15. Igino Cecchetti