SEGNI, DIOCESI di. - Esterno della chiesa di S. Pietro, costruita nel sec. XIII sulla cella mediana di un tempio romano a tre celle, dedicato alla Triade Capitolina.
zione di 32.000 ab., tutti cattolici, distribuiti in 14 parrocchie, servite da 35 sacerdoti diocesani e 10 regolari; ha un seminario, 3 comunità religiose maschili e 11 femminili (Ann. Pont. 1932, p. 373). È immediatamente soggetta alla S. Sede. Protettore della diocesi è s. Brunone.
È l'antica Signia, in forte posizione strategica, sulla via obbligata per le popolazioni Erniche verso Roma. L'antica tradizione, conservata da Livio, la ricorda come colonia di diritto latino. I Signini rimasero sempre fedeli a Roma, anche durante la guerra anniblica. Con il nome di opus signinum è ricordato uno speciale intonaco, impermeabile, formato con cocci frantumati uniti con calce di monti locali. S. conserva ancora quasi tutto il circuito delle mura di tipo ciclopico, di ca. 2 km. più ampio del perimetro dell'odierna città, che costituiscono un esempio di fortissima difesa di città e acropoli; e sono le più imponenti del Lazio: notevole la Porta Saracena, che presenta la speciale caratteristica di restringersi verso l'alto e di sostenere cinque enormi monoliti. S. a causa della sua posizione e delle fortificazioni non fu molto danneggiata nel periodo delle invasioni; al tempo della dominazione bizantina fece parte del Ducato romano; nei primi anni del sec. VIII passò alla Chiesa; quindi, nel 1333, alla famiglia dei Conti di S.; in seguito, per matrimonio, pervenne agli Sforza, come feudo; fu elevata a ducato nel 1639; acquistata poi dai Barberini, ritornò agli Sforza e finalmente agli Sforza-Cesarini. Nel 1557, durante la guerra tra il papa Paolo IV e Filippo II di Spagna, fu saccheggiata dagli Spagnoli del duca d'Alba, per esservisi raccolti gli abitanti dei paesi vicini.
Il cristianesimo fu predicato in S. fin dai primi secoli; la città era sede vescovile già nel sec. V. Il primo vescovo di cui si ha memoria è Santulus, che fu presente in Roma al Concilio di Simmaco del 499; ma per lui, impedito, sottoscrisse i decreti Fortunato vescovo di Anagni; segue il vescovo Giusto, che sottoscrisse il III Sinodo romano dal 501, il IV del 502, il VI del 504. Nella storia della Chiesa di S. ha la più grande importanza s. Brunone da Solero (Alessandria [v.]). Lucio III con la lettera «Et ordo rationis expostulat» del 4 nov. 1182, al vescovo Pietro (nominato da Alessandro III, e presente al Concilio Latera-
