SELLIN, ERNST. - Archeologo biblico ed esegeta protestante di tendenza critica moderata, avversario di J. WELLHAUSEN, JULIUS (v.) e della Scuola comparata delle religioni di W. BOUSSET, WILHELM (v.) e seguaci, n. il 26 luglio 1867 in Altschwerin (Mecklenburg), m. ad Epichenellen (Turingia) il 31 dic. 1945. Studiè teologia e orientalismo a Rostock, Erlangen e Berlino, dopo di che fu professore al Gymnasium di Ratzeburg (Mecklenburg). Nel 1894 si abilitò come libero docente di Vecchio Testamento a Erlangen e fu poi professore straordinario a Vienna. Ordinario dal 1899, divenne direttore dei primi scavi austro-tedeschi in Palestina, a Tell Ta'annak (v. THABRACA) nel 1902-1904, Gerico (v.) nel 1907-1909, più tardi a Sichem (oggi Tell Balāṭah) nel 1913, 1914, 1926, 1927, 1934, 1935). Trasferito nel 1908 a Rostock, nel 1913 a Kiel, nel 1921 a Berlino, vi svolse un'attività letteraria importante. Durante il 1944 per i continui bombardamenti si rifugiò a Epichenellen presso Eisenach, dove restò fino alla morte.
S. propone nella sua esegesi una critica unita alla fede. In quattro direzioni ha considerevoli meriti: a) insistendo sulle relazioni tra il Vecchio Testamento e l'ambiente orientale antico; b) promuovendo gli scavi archeologici (in tal campo può dirsi un pioniere sfortunato per la triste sorte politica della Germania e per dissidi con collaboratori, p. es., con G. Welter quanto agli scavi di Sichem; pur essendo più perfetti i metodi odierni e benché abbia adottato, p. es., negli scavi di Gerico una falsa cronologia, dovuta a ricordi biblici, e non abbia valutato pienamente l'importanza della ceramica detta «orologio archeologico», i suoi meriti sono incontrastati; c) contribuendo notevolmente a chiarire la storia d'Israele, specialmente la restaurazione dopo l'esilio babilonese; d) investigando anche la storia della religione d'Israele, salendo da essa alla teologia del Vecchio Testamento. Questi pregi, con libertà per i singoli collaboratori, caratterizzano anche la Sellenibbel, cioè il Kommentar zum Alten Testament (Lipsia 1913 sgg.), commento erudito che si sforza di mettere in rilievo le idee religiose.
Oltre varie opere sulla grammatica, metrica, letteratura, archeologia veterotestamentaria, pubblicò: Beiträge zur israelitischen Religionsgeschichte (1896-97); Reubabel (Lipsia 1898); Studien zur Entstehung der jüdischen Gemeinde nach dem babylonischen Exil (vi 1901); Tell Ta'annek (in Denkschriften der K. Akad., Vienna 1904); Biblische Urgeschichte (Berlino 1905); Nachlese auf dem Tell Ta'annek (Vienna 1906); Die alttestamentliche Religion im Rahmen der altorientalischen (1907); Das Rätsel des deuterojewishischen Buches (1907); Die israelitisch-jüdische Heilanderswartung (Berlino 1909); Ein
letting in das Alte Testament (Lipsia 1910; 7a ed. 1935); Zur Einleitung in das Alt. Test. (ivi 1912); Der altest. Prophetismus (ivi 1912); Jericho, Ausgrabungsbericht (ivi 1913); Gilgal (ivi 1917); Das Alt. Test. und die evangelische Kirche der Gegenwart (ivi 1921); Das Zwölfprophetenbuch (ivi 1921; 2a ed. 1929); Sichem (ivi 1922); Moses (ivi 1922); Geschichte des israelitischen-jüdischen Volkes (2 voll., ivi 1924-31); Das Hiobproblem (Berlino 1931); Abschaffung des A. Test. (ivi 1932); Altest. Theologie, I.: Israel. Jüd. Religionsgeschichte; II.: Theologie des A. Test. (Lipsia 1933; 9a ed. 1935-36); Das A. Test. im christlichen Gottsdienst und Unterricht (Gütersloh 1936). Sugli scavi archeologici di Sichem pubblicò numerosi articoli in Zeitschr. d. Deutschen Palästinavereins dal 1926 al 1941 e in Zeitschr. f. Altest. Wissen. 51 (1933), pp. 156-69.