SENS
Filippo IV. La torre che si ergeva sopra il portale crollò nel 1267; venne rifatta nel 1535; essa contiene 10 statue rappresentanti i principali arcivescovi di S. All'angolo opposto la torre campanaria si eleva a 78 m. di altezza; il portale sinistro contiene i bassorilievi della Prodigalità e dell'Avarizia, mentre nel timpano sono episodi della vita di s. Giovanni Battista. I portali del transetto sono opera di M. Chambiges (1490-1513); le statuine portano ciascuna il nome d'un personaggio del Vecchio e del Nuovo Testamento. L'interno a tre navate misura m. 113,50 per 24,40 di altezza; la nave centrale è larga m. 15,50 con pilastri e colonne binate alternate; di grande valore sono le vetrate che vanno dal XII al XVI sec.: esse raffigurano nel transetto episodi della vita di Abramo e di Giuseppe, santi patroni della diocesi, il Paradiso, leggende di s. Stefano, di s. Nicola. L'albero di Jesse, il Giudizio finale (sec. XVI). Nel corso, separato da un artistico cancello donato dal card. De Luynes (1678), le vetrate rappresentano scene della Passione, della vita della B. Vergine e del martirio di s. Stefano (sec. XIII). Nella cappella dell'abside le vetrate rappresentano gli apostoli s. Pietro, s. Paolo e s. Giovanni Evangelista (sec. XIII). Del sec. XII sono le vetrate nel deambulatorio con la storia di s. Tommaso di Cantorbery, la leggenda di s. Eustachio, parabole del Figliuol prodigo e del Samaritano.
Il Tesoro della Cattedrale conserva una preziosa serie di tessuti in seta, tra cui si ricordano: frammenti di un tessuto in seta con scene relative alla storia di Giuseppe, con iscrizioni dichiarative in greco (E. Chartrave-M. Prou, Note sur un tissu byzantin à personnages et inscriptions du trésor de la cathédrale de S., in Mémoires de la Société des antiquaires de France, 58 [1897], pp. 258-70); una stoffa in seta con anitre e grifoni datata ca. l'a. 500 (H. Peirce-R. Tylor, L'art byzantin, I, Parigi 1932, p. 103, tav. 181); una stoffa in seta con busti, anteriore al sec. VI (ibid., pp. 102-103, tav. 180); un frammento di stoffa serica con testa di bualo (ibid., tav. 162 b), e un altro frammento con una menade, tutti e due del sec. V (ibid., tav. 162 c); il Sudario detto di s. Colomba e di s. Lupo, con sette zone sovrapposte con quattro medaglioni in ciascuna, con leoni affrontati e intorno cani, volpi, alberi (E. Chartraire, Les tissus anciens du Trésor de la cathédrale de S., in Revue de l'art chrétien, 61 [1911], pp. 372-76); il Sudario detto di s. Potenziana tolto nel 1896 da reliquie (ibid., p. 378); il Sudario detto dei ss. Innocenti, che avrebbe contenuto reliquie portate da s. Ursicino; secondo E. Chartraire risalirebbe al vescovo Ansegiso (879-83) che trasportò le dette reliquie dalla chiesa di S. Leone all'abbaia di St-Pierre-le-Vif (ibid., pp. 376-378, n. 21 e fig. 21). Inoltre, una stoffa di seta con medaglioni, cavalli e volatili affrontati, opera persiana del sec. IX (L. Duthuit - F. Volbach, L'art byzantin, Parigi [1932], p. 74, tav. 89 a); un tessuto in seta damascata con grifoni, detto sudario di s. Viardo, lavoro bizantino del sec. X o XI (ibid., p. 77, tav. 97); un sudario in seta detto di st. Victor con un uomo che stringe alla gola due leoni, attribuito al sec. VIII (ibid., pp. 73-74, tav. 86-87); arazzo dell'adorazione dei Magi in seta e oro, opera della seconda metà del sec. XV, donato dal card. Carlo di Borbone (1535-57); paramenti sacri dell'arcivescovo P. De Charny (sec. XIII), di s. Tommaso Becket che dimorò dal 1166 al 1170 nel monastero di S. Colomba; una pianeta bizantina attribuita a s. Ebbone arcivescovo di S. (m. nel 750); paramento d'altare detto «des Trois Couronnement» del sec. XV, rappresentante la B. Verrine incoronata dalla S.ma Trinità, Betsabea incoronata da Salomone ed Ester da Assuero; uno scrigno in avorio detto la «Sainte Chasse» con episodi della vita di Giuseppe di David; un pettine liturgico e un anello episcopale attribuiti a s. Lupo (sec. VII). Si conservano pure una pisside in avorio del sec. VI, con scene di caccia al leone (H. Peirce - R. Tylor, op. cit., I, Parigi 1932, p. 94 e tav. 160 c); un dittico pure in avorio con scene del trionfo di Dioniso e di Selene, opera orientale attribuita alla metà del sec. V (ibid., pp. 78-79, tav. 121).
Nella cappella della Madonna è la venerata statua della b. Vergine donata nel 1334.
SENS, ARCIDIOCESI di - Facciata della Cattedrale (sec. XII-XIII).
Nel 1791 la Rivoluzione sovverti l'antica organizzazione religiosa locale, imponendo una nuova disposizione dipartimentale. Ma il Concordato del 1801 soppresse la circoscrizione diocesana della Yonne, incorporandola nella diocesi di Troyes. Con breve del papa Pio VII del 4 sett. 1821 la sede di S. venne ricostituita con il territorio attuale. Le diocesi di Troyes, Nevers e Moulins divennero le suffragane della restaurata metropoli; solo venne soppressa la diocesi di Auxerre e il suo territorio. Lo stesso papa Pio VII con breve del 3 giugno 1823 concesso all'arcivescovo di S. di aggiungere al suo titolo quello di vescovo di Auxerre.
Personaggi illustri dell'arcidiocesi. - Si ricordano s. Lupo taumaturgo, reso popolare dalla Legenda aurea, m. nel 623; l'arcivescovo G. Cornut, m. nel 1241; il card. Duprat, m. nel 1536, a cui si deve il Concordato del 1516; il card. L. De Bourbon, m. nel 1557; il card. L. di Loredana, m. nel 1562; il card. de Pellevé, m. nel 1592; il card. J. Du Perron, m. nel 1618; il card. De La Fare, m. nel 1828.
Renato Fourrey
II. Archeologia e Arte
La Cattedrale dedicata a S. Stefano è un tipico esempio dell'arte gotica; iniziata nel 1130 dall'arcivescovo Enrico Sanglier, fu rimaneggiata nei secc. XIII e XIV, e completata tra il 1490 e il 1520 con il transetto, al tempo dell'arcivescovo Tristano Da Salazar. La facciata (sec. XII) presenta nel portale centrale la scena delle vergini prudenti e delle stolte; nel timpano episodi della vita di s. Stefano, la cui statua si erge sul pilastro centrale; al di sopra della grande finestra statue di Cristo e due angeli. Le 70 statuine d'angeli e santi decoranti l'inquadratura furono decapitate il 7 nov. 1793, come nel portale destro le 22 statuine di profeti e angeli, i quattro bassorilievi con la morte, la sepoltura, l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine e la statua di
Sens. arcidICES: di - Facciata della Cattedrale (secc. xil-xili).
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Il Palazzo arcivescovile fu eretto tra il 1510-65. Nel Palazzo sinodale o dell'Officialità del sec. XIII, restaurato da Viollet-le-Duc, si ammirano un grande araccio con la storia di Giuditta e Oloferne decorato con gli stemmi del card. Wolsey (1515-20); il mausoleo del cardinale arcivescovo Duprat (1525-35); statue medievali del Rinascimento e una serie di musica romani. Il Museo municipale è ricco di sculture, stelle, iscrizioni galloromane, collezioni di quadri e mobili; accoglie anche la Biblioteca municipale ricca di oltre 30.000 voll. e 300 manoscritti, tra i quali il Messale contenente la festa della Circoncisione con una caratteristica composizione in prosa attribuita a Pietro de Corbeil, arcivescovo di S. dal 1191 al 1221. Nella legatura è il dittico in avorio con il trionfo di Diana e di Bacco. La chiesa di St-Pierre-le-Rond è del sec. XIII; la chiesa di St-Saviniens (sec. XII-13) conserva la cripta dell'inizio del sec. XII. L'abbazia di S. Colomba fu istituita da Clotario II nel 620; la chiesa fu ricostruita nel sec. XII e demolita nel 1792. Degli edifici antichi resta il refettorio del sec. XIII incorporato negli edifici moderni occupati dalle Suore della S. Infanzia. Due reliquiari in pietra furono ritrovati presso l'altare della cripta di S. Saviniano (J. Perrin). Les châses de pierre antiques des martyrs sénonais dans la crypte de St-Saviniens, in Bull. de la Société archéol. de S., 1927-28, p. 734). Un museo rappresentante due cervi affrontati ad un cantaro fu pubblicato dal Martigny (Mosaïque chrétienne trouvée à S., in Gazette archéologique, 3 [1877], pp. 189-94). Nel 1909 nel luogo dove sorse la chiesa abbaziale di St-Pierre-le-Vif si scoprì un sepolcro contenente una fubula merovingica d'oro (P. Deschamps, Note sur une fubule d'or trouvée à S., in Bull. archéol. du Comité, 1913, pp. 17-20, tav. 2 e fig. 1). Dal 1844 S. ha una Société archéologique.
Auxerre. - L'antico territorio della diocesi di Auxerre corrisponde a quello delle due diocesi di Auxerre e di Nevers prima della Rivoluzione. Ca. la fine del sec. XVIII in seguito alle divisioni politiche tra il Reame franco e quello di Borgogna, con il territorio di quest'ultimo venne costituita la diocesi di Nevers. Vanto di Auxerre è s. Germano, m. a Ravenna nel 448. Durante il medioevo la storia della diocesi fu più volte turbata da vescovi feudali troppo spesso avidi di ingrandire i loro dominii. La regione venne saccheggiata durante la guerra del Cent'anni e poi dalle guerre di religione. La diocesi fu riorganizzata solo nel sec. XVII. Purtroppo però nel secolo seguente fu danneggiata dal giansenismo e la Rivoluzione ne volle la soppressione. Auxerre contava 217 parrocchie; era divisa nei due diaconi di Auxerre e Puisaye, a loro volta divisi il primo nelle arcipresti di Auxerre e di Vergy, il secondo in quelle di Puisaye e di St-Bris. Ebbe un Capitolo cattedrale composto di 59 canonic; la diocesi contò 9 collegi dei quali nella stessa Auxerre Notre Dame de la Cité. La chiesa di Auxerre possedette alla fine del sec. VI un calendario che passò nella compilazione del Martirologio geronimano. Due canonic di Auxerre, Rainogala e Alagus, con l'aiuto di Enrico, monaco di S. Germano, composero al tempio del vescovo Wala, ca. 1875, il Liber episcopalis della diocesi fino a Crastiano, noto sotto il titolo Gesta pontificum Antisiador. (ed. Duru, in Bibliothèque historique de l'Yonne, 1) sul tipo del Liber pontificalis di Roma; esso fu continuato in seguito. Il 123 della Biblioteca di Auxerre del sec. XIII contiene le biografie prima da s. Pellegrino fino a Ugo abate di Pontigny (m. nel 1151), poi fino a Erardo di Lésigne (m. nel 1278). Il primo vescovo s. Pellegrino è indicato come martire nel Martirologio geronimano al 16 maggio; la sua Passio sembra ispirata da quella dei ss. Andoco e Tirso della diocesi di Autun della prima metà del sec. VI; anche il successore Martelliano è nel Geronimano al 12 maggio; così pure al 6 maggio Valeriano, attestato nel 346; Elladio l'8 maggio e Amatore (m. nel 418) al 10 maggio; di esso il vescovo Annacario fece scrivere la vita dal prete Stefano, d'origine africana (Acta SS. Maii, I, p. 53). Segue poi s. Germano, che è ricordato nel Sacramentario geronimano al 31 luglio; nel 1429 fu inviato in Bretagna dal papa Celestino per combattere i pelagiani. La sua vita fu scritta da Costanzo prete di Lione, amico di Sidonio Apollinare, per suggerimento del vescovo Paziente (BHL, I, p. 515). Segue Elladio (nel Geronimano al 28 sett.), Fraterno (nel Geronimano al 29 sett.), Censurio (nel Geronimano al 10 giugno; a lui scrisse ca. il 475 Sidonio Apollinare: Ep., VI, 10), Orso (nel Geronimano al 29 luglio), Teodosio (nel Geronimano al 17 luglio) che fu presente nel 511 al Concilio d'Orléans, Gregorio (nel Geronimano al 19 dic.), Ottato (nel Geronimano al 31 aug. e al 2 maggio dove si indica la sua traslazione), quindi Drottolado, Eleuterio (nel Geronimano al 26 aug.) che fu ai Concili di Orléans degli a. 533, 538, 541 e 549; Romano (nel Geronimano al 6 ott.); Eterio (nel Geronimano al 27 luglio). Poi Anacario, di cui il Geronimano indica l'ordinazione al 31 luglio, fu ai Concili di Parigi nel 573; nel 581 e 585 a quelli di Mâcon; papa Pelagio II gli scrisse nel 580 e nel 586 (Jaffé-Wattenbach, 1048, 1057); riunì un Sinodo diocesano e morì nel 605; la sua biografia fu composta nel sec. IX (Acta SS. Iulii, VII, p. 97). Il suo successore Desiderio fu al Concilio di Parigi del 614; Palladio fu nel 627 al Concilio di Clichy e nel 650 a quello di Chalon-sur-Saône; Vigilio fu assassinato ca. il 684; Scopilio donò vasi preziosi alla Cattedrale (684-92); Terrico (dal 692 al 767 ca., anno in cui fu assassinato); poi Floccaldo, Savarico, Aimarro, Quintiliano, Cilliano, Clemente, Aidolfo, Maurino, Aronne che accompagnò Carlomagno a Roma nell'800; Angelelmo, Eribaldo, Abba, Cristiano, Wala nell'872 che fu al Concilio di Pontignon nell'876; Vivaldo, Erifrido nel 909; poi s. Gerano (909-14); s. Betto (933-61); Giovanni (997-98); Umbaldo (1095-1114); Ugo di Montaigne (1116-36) amico di s. Bernardo; Ugo di Mâcon (1137-51), abate di Pontigny; Alano (1152-67), autore della vita di s. Bernardo; Guglielmo di Toucy (1167-81); Ugo di Noyers (1183-1206); Guglielmo di Seignelay (1207-20) poi arcivescovo di Parigi; Bernardo De Sully (1234-44); Guido De Mello (1247-70); Pietro De Mornay (1296-1306), che fu cancelliere di Francia; Pietro De Cros (1349-51), cardinale nel 1350; Filippo De Lenoncourt (1506-62), poi cardinale; il card. Filiberto Babon de la Bourdaisière (1562-70); J. Amot (1571-93) dotto ellenista; Carlo De Caylus (1704-54); l'ultimo vescovo (1761) fu mons. J. B. Campion De Cicé; nel 1802 la diocesi fu incorporata in quella di Troyes e nel 1822 in quella di S. Il papa Pio VII, per conservare il ricordo della Chiesa di Auxerre, soppressa dal Concordato con breve del 3 giugno 1823, decise che in avvenire l'arcivescovo di S. portasse il titolo di vescovo di Auxerre.
L'antica cattedrale di S. Stefano è fatta su costruzioni anteriori, di cui la primitiva attribuita a s. Amatore; l'attuale gotica fu iniziata nel 1215 dal vescovo Guglielmo de Seignelay, continuata da mons. Enrico De Villeneuve e finita tra il 1520-45; quantunque in facciata la torre meridionale sia rimasta incompiuta, mentre quella a nord si alza a 65 m., pur danneggiata durante le guerre di religione. Nel portale centrale è il Redentore tra gli angeli, la Madonna e s. Giovanni Ev., il Giudizio Universale; nei piedriti le vergini prudenti e le folli; nei medaglioni la storia di Giuseppe e la parabola del Figliol prodigo. Nel portale scene relative a s. Giovanni Battista, alla creazione e al diluvio; a destra, storia di David e Betsabea e statuette delle arti liberali; più a destra un altorilievo con il Giudizio di Salomone. L'interno (m. 98,50 x 39) è a tre navi con cappelle laterali, che conservano avanzi di affreschi ed un'epigrafe del 1573 che ricorda il restauro compiuto dal vescovo J. Amyot dopo le devastazioni degli Ugonotti nel 1567. Il coro e il deambulatorio sono in stile ogivale (1215-45), con superbe vetrate a medaglioni del sec. XIII ricchi di 353 soggetti tolti dalla S. Scrittura e dall'agiografia (R. Fourrey, Les verrières historiques de la Cathédrale d'Auxerre, Auxerre 1931). Nella sagrestia pitture con la lapidazione di s. Stefano (1543).
La basilica di St-Germain fu costruita nella prima metà del sec. VI dalla regina Clotilde per accogliere il corpo di s. Germano vescovo di Auxerre; le cripte inferiori furono compiute nell'859 quando in presenza di Carlo il Calvo vi furono deposte le spoglie di s. Germano.