SESSAGESIMA (nel Messale Romano « Domnica in Sexagesima »). - L'ottava domenica prima di Pasqua in preparazione alla festa della Risurrezione di Cristo.
Nell'Oriente (dove non si digiunava al sabato, eccetto il Sabato Santo, né alla domenica) per avere, sull'esempio di Cristo, quaranta giorni di digiuno, si iniziava la prepa-

(da E. Bertaux, L'art dans l'Italie meridionale, V, Parigi 186).
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razione alla Pasqua appunto l’ottava domenica prima col risultato di 8 × 5 giorni di digiuno. Sono così – compreso il lunedì fino al mercoledì di Pasqua – sessanta giorni di solennità (Gerusalemme [Eteria nel 393-94], Cipro [Epifanio, m. nel 403], Antiochia [Giov. Crisostomo, ca. 386-97 e Severo, 512-18]). Dall’Oriente l’uso di anticipare la preparazione pasquale passò in Occidente verso la metà del sec. VI, con aggiunta l’introduzione della Quinquagesima (v. Roma, a Torino e nella Provincia Gallica. La S. si trova verso il 542 in Gallia presso i monaci della Regola di s. Cesario d’Arles e nella Regola Magistri; S). Nel sec. VI la si trova a Capua (Epistolario di Vittore di Capua, ca. 546). Roma al tempo di Vigilio papa (ca. 538) non l’aveva ancora, ma al tempo di s. Gregorio Magno già si osservava, esclusa la Settuagesima (A. Chavasse). S. Benedetto non conosce né la Quinquagesima né la S. Nel sec. VI-VII la si trova a Milano (cod. Vat. Reg. 9). Aquileia e Lombardia (Cod. Forojul. [Cividale] e Rehdigeranus [Breslavia]), Schelttstadt (= Apostolus), Inghilterra (Evangelario di S. Cutterbo [Lindisfarne]), il cui contenuto riflette la liturgia di Napoli), finalmente nel frammento di Berlino (fol. 877).