Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Agiografia Santi

SETTE DORMIENTI, SANTI

Festa: 27 luglio

English Cita

DORMIENTI, SANTI, MARTIRI rimanda qui.

Noto anche come: Aṣḥāb al-Kahf; tedesco: Sieben Schläfer; inglese: Seven Sleepers of Ephesus, Sleepers of Ephesus; latino: Septem Dormientes

SETTE DORMIENTI, santi. - Secondo la leggenda più diffusa, un gruppo di giovani cristiani (il numero varia da tre a otto) durante la persecuzione di Decio (249-51) si rifugiò in una grotta presso Efeso. Scoperto il loro nascondiglio, l'Imperatore ordinò che fossero murati vivi.

In circostanze non ben definite si risvegliarono, e, ancora sotto la paura della persecuzione, mandarono uno di loro in città per comprare da mangiare. Allora si scoprì il fatto meraviglioso del loro sonno durato tre secoli.

La prima testimonianza letteraria orientale di detta leggenda si ha in un testo siriano del sec. v citato da Dionisio di Tell Maḥrè e Giacomo di Sèrg (m. nel 521) che la leggenda rielaborò poeticamente. In Occidente il culto dei S. D. era già penetrato nelle Gallie nel sec. vi. Gregorio di Tours (538-94) conobbe la leggenda sotto doppia forma (cf. MGH, Script. rer. Merov., I, pp. 550-52 [Glor. mart., 94], 848-52 [la Passio]). Sulla loro grotta in Efeso Teodosio II (408-50) avrebbe fatto innalzare una basilica.

Nessuno, salvo qualche devoto agiografo, difende la storicità del racconto. Il devoto romanzo dei S. D. insensibilmente, dal campo della letteratura passò in quello della liturgia; tuttavia il loro culto, in origine, «non è la continuazione di un fatto religioso del politeismo greco» (cf. H. Delehaye, op. cit. in bibl., p. 177 sg.). I S. D. Massimiano, Malco, Martiniano, Dionigi, Giovanni, Serapione e Costantino sono ricordati nel Martirologio romano il 27 luglio. Il Menologio di Basilio li ricorda al 23 ott. ma invece di Malco e Serapione ha Giamblico e Antonino.

Il Corano (sūrah 18,8 sgg.) e gli ḥadīṯ (= tradizione) denominano i D. con i termini: aḥl al-ḥahf, aṣḥāb al-ḥahf ossia «gli uomini della caverna». La loro leggenda viene usata per provare la verità della risurrezione della carne, come nella dottrina cristiana. Questa sūrah viene recitata ogni venerdì alla moschea. Una tradizione antica insegna che tale recitazione settimanale ripara le brecce fatte nel muro di Gog e Magog (cf. Cor. 18,93; 21, 96) dalle orde barbariche omonime, la cui irruzione deve provocare la fine del mondo. Avvenimento escatologico di cui tutto il resto della sūrah ne espone i prodromi e di cui la preghiera dei credenti deve allontanare il giorno. Un antico ḥadīṯ di Muḥammad b. Ḥālid di Ḥuttal, discepolo di Ku-

ṭajjir b. Ḥišām (m. nell' 822), la cui isnād (= catena d'una tradizione orale) risalirebbe fino al qārī (= lettore o meglio recitatore del Corano) Nāfi' di Medina, dice che «chi recita la sūrah dei S. D. il venerdì, uno splendore esce dai suoi piedi fino all'orizzonte celeste, che lo farà risplendere nel Giorno del Giudizio, e i suoi peccati commessi tra i due venerdì gli saranno perdonati».

La leggenda era penetrata nella Nubia già nel sec. VIII. La marina da guerra dell'Impero turco era dedicata ai S. D. Esistono disegni che li rappresentano sia nelle miniature che sulle barche e sulle vele, dove sono scritti i loro nomi.

In Efeso si è rinvenuto il cimitero dei S. D. (v. Enc. Catt., V, coll. 124-25). In Roma M. Armellini scoprì sulla sinistra dell'Appia, poco oltre s. Cesario, un oratorio dedicato all'arcangelo Gabriele e ai S. D. con affreschi del sec. XI-XII offerti da Maria e Beno de Rapiza (M. Armellini, Seoperta di un antico oratorio presso la Via Appia dedicato all'arcangelo Gabriele ed ai S. d., Roma 1874; id., Le Chiese di Roma dal sec. IV al XIX, nuova ed. a cura di C. Cecchelli, Roma 1942, pp. 732-33). - Vedi tav. XXIII.

In alto: RESTI DEL PRESBITERIO della chiesa dei Sette Dormienti a Efeso (sec. v). In basso: I SETTE DORMIENTI NELLA SPELONCA. A destra il sacchetto, preso da Giamblico per mettervi il cibo, come vuole la leggenda, durante il breve e temporaneo ritorno in vita. Miniatura del Menologio di Basilio II (
Tav. XXIII In alto: RESTI DEL PRESBITERIO della chiesa dei Sette Dormienti a Efeso (sec. v). In basso: I SETTE DORMIENTI NELLA SPELONCA. A destra il sacchetto, preso da Giamblico per mettervi il cibo, come vuole la leggenda, durante il breve e temporaneo ritorno in vita. Miniatura del Menologio di Basilio II (967-1025) - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. grec. 1613, f. 133.(da C. Praschniker, Das Cosmetarium der Sieben Schläfer [Forschungen in Ephesos, IV, 2], Boden 1937, p. 18. fig. 2) · (fot. Biblioteca Vaticana)
Bibliografia10 opere
BIBL.: B. Krusch, Gregorii Turonensis Passio VII Dormientium apud Ephesum, in Analecta Bollandiana, 15 (1893), pp. 37-387; M. Ryssel, Syrische Quellen abendländischer Erzählungsstoffe, in Archiv für das Studium der neueren Sprachen und Literaturen, 93 (1895), pp. 1-22, 241-80; 94 (1896), pp. 369-88; J. De Gohje, De Legende der Zevenalpers van Efeze, in Verslagen en Mededeelingen der Koninklijke Akademie der Wetenschappen, 3 (1900), pp. 9-33; B. Heller, Éléments parallèles et origines de la légende des Sept Dormants, in Revue des études juives, 49 (1904), pp. 190-218; H. Demoulin, Epiménide de Crète, Bruxelles 1901, pp. 95-100; H. Delehaye, Les légendes hagiographiques, 3e ed., Bruxelles 1927, passim; L. Massignon, «Les Sept Dormants», apocalypse de l'Islam, in Analecta Boll, (Mélanges Paul Peeters, II), 68 (1950), pp. 245-60 (la migliore interpretazione sul soggetto); P. Peeters, Le tréfonds oriental de l'hagiog. byz., Bruxelles 1950, pp. 141-42; Martyr. Romanum, pp. 308-309.

Martiniano Roncaglia

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Di Martiniano Roncaglia

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 442–444.

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Roncaglia, Martiniano. “Sette Dormienti, santi.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 442–444. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sette-dormienti-santi.

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Roncaglia, Martiniano. “Sette Dormienti, santi.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 442–444. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sette-dormienti-santi.

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