Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Ascetica e mistica

ADDOLORATA, DEVOZIONE ALLA

English Cita

SETTE DOLORI DI MARIA rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Schmerzhafte Muttergottes; inglese: Our Lady of Sorrows; spagnolo: Nuestra Señora de los Dolores; francese: Notre-Dame des Douleurs; latino: Mater Dolorosa

ADDOLORATA - Taranto, venerdì santo. L'A. che segue il feretro nella processione dei Misteri.
ADDOLORATA - Taranto, venerdì santo. L'A. che segue il feretro nella processione dei Misteri.

ADDOLORATA, DEVOZIONE alla. - Devozione che commemora i dolori di Maria Vergine durante le varie vicende della sua vita terrena. Essa ha una solida base nel Vangelo, e deve la sua origine alla contemplazione e alla meditazione della Passione di Cristo. Rari e vaghi, tuttavia, sono i documenti della prima età cristiana. A partire da Origene (il quale interpreta male le parole della profezia di Simeone), la maggior parte dei Padri ha delle allusioni, più o meno aperte, alla compassione di Maria.

Solo verso la fine del sec. XI, preparata dalla letteratura ascetica, essa incominciò ad affermarsi in modo sempre più chiaro e distinto. Meritano speciale menzione, a questo proposito, s. Anselmo (cf. A. Wilmart, Prières de Compassion, in Vie Spir., Supplm. [marzo 1928], p. 269; id. Auteurs spirituels et textes dévots du moyen âge latin, p. 506), Eadmero da Canterbury, il beato Guerrico abate d'Igny, s. Amedeo di Losanna, Onorio d'Autun, Ogiero Abate, Arnaldo di Bonavalle e s. Bernardo (PL 183, 429 sg., 437 sg.). Il Liber de Passione Christi et dolore et planctu Matris eius, quantunque sia stato attribuito per molto tempo a s. Bernardo, appartiene tuttavia ad un altro autore, finora ignoto. Da questo tempo in poi nei rituali, negli uffici vari, nelle raccolte di preghiere, i dolori di Gesù vengono nel culto sempre più associati con quelli di Maria. Ne abbiamo un esempio anche nella Vitis mystica di s. Bonaventura (cap. X) e nelle varie Laudi popolari del sec. XIII, specialmente in Italia e in Toscana. Questo spontaneo movimento devozionale portò, nel 1233, all'istituzione dell'Ordine dei Servi di Maria per opera dei Sette Santi Fondatori, che, dalla Legenda de origine Ordinis - un documento coevo - vengono presentati come « Dominae nostrae praecipui amatores » (Monumenta Ord. Serv. B. M. V., I, n. 18, p. 73). L'abito nero che essi indossarono era, secondo il citato documento, un abito di lutto, destinato a ricordare « il dolore che la Vergine soffrì nell'amarissima passione del Figlio suo » (loc. cit., n. 52, p. 98). Mentre il movimento devozionale francescano preferiva contemplare la Madre felice nel presepio, quello dei Serviti amò concentrarsi in Maria dolente presso la Croce del Figlio. Fu proprio nel sec. XIII, infatti, che apparvero la prime immagini dell'A. e incominciò a sorgere qualche santuario a Lei dedicato, come quello di Marienthal, presso Haguenau (nella bassa Alsazia). Numerosissime, soprattutto in quel secolo, furono le composizioni, in varie lingue, sia in prosa che in versi, intitolate Il pianto della Vergine. È degno di nota, fra queste composizioni, « il pianto di Maria » contenuto nello Stimulus divini amoris del minorita fra Girolamo da Milano, falsamente attribuito a s. Bonaventura.

Al sec. XIII-XIV, come risulta dal codice della Collezione ms. Garstense (Cod. Lincen C e II 6) e da altri codici di quel tempo, risale la determinazione dei sette principali dolori di Maria, in corrispondenza con quella già in uso delle sette principali allegrezze (cf. E. Mâle, L'art religieux de la fin du moyen âge en France, Parigi 1908, pp. 118-40; A. Wilmart, op. cit., pp. 505-36). Essa, secondo Benedetto XIV ed altri scrittori, sarebbe dovuta ai Sette Santi Fondatori dell'Ordine dei Serviti.

È appena degna di menzione la strana tesi sostenuta da H. Gaidoz, secondo cui i Sette Santi Fondatori avrebbero tratto la loro ispirazione da un cilindro assiro (conservato nel Museo Britannico) passato dall'Oriente in Occidente durante il medioevo, rappresentante Istar, la dea della guerra, assisa sopra un trono e circondata da un trofeo d'armi disposte a forma di ventaglio dietro di lei. Questa strana tesi è stata confutata dal bollandista I. Delehaye (La Vierge aux sept glaives, in Anal. Bolland., 12 [1893], p. 338 sgg.). Il Gaidoz replicò in Mélisine (6, [1893], pp. 226-75), ma con evidente insuccesso.

Anche il popolarissimo Stabat Mater (v.), d'incerto autore, attribuito per lo più a Iacopone da Todi, risale a quell'epoca.

Verso il tramonto del sec. XV, per opera del sacerdote Giovanni di Coudenberg, decano di S. Egidio di Abbenbroec (Olanda) e poi segretario di Carlo V, sorgeva nelle Fiandre la Confraternita dei Sette dolori di Maria, approvata dal Papa nel 1495 (cf. Anal. Bolland., 12 [1893], p. 340) e propagata poi con molto zelo in varie parti del mondo. Per diffondere sempre più il culto dell'A., i Serviti han dato vita, in vari tempi, a molte pie pratiche, quali la Corona dei Sette dolori (sec. XVI), la Pia Unione del Culto perpetuo della Corona vivente dell'A. (sorta in Firenze verso gli inizi del sec. XIX), il pio esercizio della Via Matris (sorto a Roma, nella chiesa di S. Marcello al Corso, nel 1836), il Mese di settembre in onore dell'A. (sorto verso la metà del sec. XIX), i Sette venerdì in preparazione alla festa dell'A. (di origine recente), ecc.

La commemorazione liturgica dei dolori della Vergine era fatta il venerdì di Passione, detto Venerdì dei dolori di Maria. Però Innocenzo XI nel 1688 istituì una seconda festa dell'A. da celebrarsi con solennità maggiore fuori del tempo di Quaresima, fissandola alla terza domenica di settembre; ma Pio X nel 1914, la stabilì al 15 dello stesso mese, per la nota proibizione di assegnare alla domenica feste che non siano del Signore.

Bibliografia4 opere
BIBL.: A. Morini, Origini del Culto dell'A., Roma 1893; S. Beissel, Geschichte der Verehrung Marius in Deutschland, wärend des Mittelalters, Friburgo in Br. 1909, pp. 379-415; A. Wilmart, Auteurs spirituels et textes dévois du moyen âge latin, Parigi 1932, pp. 505-36; A. Rossi, Il culto dei sette dolori, in
ADDOLORATA - Silografia di Wolf Traut (principio sec. XVI).
ADDOLORATA - Silografia di Wolf Traut (principio sec. XVI).(propr. B. Degenhart)

Addolorata (1936), pp. 68-72; C. Berti, De cultu Septem dolorum s. Mariae, in Marianum, 2 (1940), pp. 81-86; E. Campana, Maria nel culto, I, 2ª ed., Torino 1943, pp. 260-90; I. Dissard, La Transfixion de Notre-Dame, in Etudes (1918, II), p. 2577 sgg.

Gabriele M. Roschini

ICONOGRAFIA

Le figurazioni della Mater Dolorosa risalgono alla concezione d'una compassio Mariae che, come la intesero omelie greche dei secc. VI e VIII, s. Bonaventura ed altri mistici, si svolge accanto alla passione di Cristo. Già in miniature della fine del sec. XIII si vede la figura della Vergine, la quale, ai piedi del Crocifisso, mostra il petto trafitto da una spada, rievocando la profezia di Simeone (Lc. 2, 35); dopo l'istituzione della celebrazione liturgica dei dolori della Vergine (1423) compaiono figure consimili, ma con 507 spade nel petto o come immagini di per sé stanti, o circondate qualche volta dalle rappresentazioni dei sette dolori (quadro del 1500 ca. a Bruges, in Notre-Dame). Nelle più alte sfere dell'arte s'elevano infine le statue dell'A. create dalla scultura spagnola polieroma dell'epoca barocca (Juan de Juni, Hernandez, Cano [Soledad a Granada]). - Vedi Tav. XXIII.

L'ADDOLORATA Quadro del Tiziano - Madrid, Galleria del Prado.
Tav. XXIII L'ADDOLORATA Quadro del Tiziano - Madrid, Galleria del Prado.(fot. Anderson)
Bibliografia4 opere
BIBL.: K. Künste, Ikonographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928; Schmerzafalle Mutter, pp. 109, 628, 642, e Schmerzen Maria, pp. 100, 642, 644 (Cfr. l'indice); E. Mâle, L'Art religieux de la fin du moyen-âge en France, Parigi 1922, p. 118 sgg.; L. Brehier, L'Art Chrétien, Parigi 1922, pp. 345, 347, 366, 373, 413, 421.

Kurt Rathe

Informazioni sulla voce

Di Kurt Rathe, Gabriele Maria Roschini

Fonte Kurt Rathe: firma a stampa; Gabriele Maria Roschini: letta dalla scansione

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 292–294.

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Rathe, Kurt, and Gabriele Maria Roschini. “Addolorata, devozione alla.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 292–294. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/addolorata-devozione-alla.

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Rathe, Kurt, and Gabriele Maria Roschini. “Addolorata, devozione alla.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 292–294. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/addolorata-devozione-alla.

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