FONDATORE (di Ordine o Congregazione religiosa). - È colui che costituisce il fine specifico dell'Ordine: non è invece considerato come f. colui che è apporta solo una riforma accidentale al fine essenziale. Confondente si dice colui che ha avuto una parte rilevante nell'esecuzione di quanto il f. ha concepito.
Qualunque fedele può essere chiamato a fondare nuovi Ordini Congregazioni religiose, sia egli uomo o donna, laico o sacerdote; l'unica condizione essenziale è che egli sia battezzato quando vuol proporre la nuova religione all'autorità ecclesiastica. Ordinariamente si richiede una vocazione speciale da Dio, affinché la nuova forma, secondo la quale viene proposta la perfezione evangelica, non rimanga nel vuoto ma dai frutti salutari. La manifestazione di questa vocazione si può avere in forme diverse anche per mezzo di altre persone che spingano a ciò, come avvenne per Antonio Rosmini, che fondò l'Istituto della Carità, dietro le pressioni della b. marchesa di Canossa (cf. A. Rosmini, Epistolario ascetico, I, Roma 1912, pp. 51-60, 70-74, 91; cf. ancora l'encic. di Pio VI Quod indignatum del 10 marzo 1791, e quella di Pio IX Ubi primum del 17 giugno 1847; la cost. Religiosae congrega- tione del 19 giugno 1894). Questo requisito di una speciale vocazione non è esclusivo, perché il f. non può iniziare la sua opera senza l'approvazione ecclesiastica, che per il diritto vigente viene data dal vescovo, dopo aver consultato la Sede Apostolica (can. 492). Non è necessario che presenti dal f. e da lui siano ricevuti, ma in questo compito può essere sostituito anche da un vescovo o da un sacerdote. Così disposto Clemente VII, Exponi (24 giugno 1524), § 1; Vota per quae (18 febbr. 1533), §§ 1-2; Pio V, Innuctum nobis (6 dic. 1568), § 6; Gregorio XV, Apostolici muneris (28 apr. 1622), § 2. Il diritto comune non riconosce speciali diritti al f., a meno che non sia eletto generale che le regole gli attribuiscono speciali prerogative. Se il f. è stato canonizzato, i regolari debbono commemorarlo nei suffragi comuni (S. R. C., decr. 27 genn. 1869; Decreta auth., n. 4043); così sia nelle chiese sia in qualsiasi oratorio i regolari possono aggiungere all'orazione A cunctis il nome del loro f. (S. R. C., decr. 27 genn. 1869; Decreta auth., n. 4043). I regolari possono ottenere il privilegio di aggiungere il nome del f. nel Confiteor e nelle litanie, privilegio che esclude qualunque comunicazione sia in forma acuta principali sia in forma accessoria (S. R. C., decr. 20 marzo 1906, ad 2: Decreta auth., n. 2166); infine nella Messa del santo f. possono conservare la consuetudine di aggiungere il Credo (S. R. C., decr. 22 luglio 1848; Decreta auth., n. 2064).
I. - Il hanno avuto il gran merito di aver colto, con la
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loro mente geniale, le manchevolezze dei tempi in cui
vissero, di essersi sforzati di ricomparare con il loro per-
sonale esempio e di quanti venivano chiamati alla nuova
forma di perfezione evangelica.
Questa è in sintesi la vita di ogni f., suscitato da
Dio per maggiormente elevare la faccacia della carità in
forme ed in circostanze diverse, ma sempre con lo stesso
spirito di distinguere i difetti e riammare sempre più le
virtù evangeliche. È quello che si vede nel primo f. in
Oriente, s. Pacomio (292-345), e in Occidente in s. Bene-
deto (480-543), la cui regola monastica si diffuse in quasi
tutto l'Occidente. Sulle orme di questi due primi f. ne
seguirono altri insigni, fra cui s. Romualdo (n. nel 627),
s. Giovanni Gualberto (m. nel 1073), s. Bruno (1084),
s. Roberto (1098). In seguito la Chiesa manifestò la sua
forza e la sua fecondità contro lo spirito mondano con
s. Francesco, f. dei Frati Minori (1226) e con s. Domenico,
f. dei Frati Predicatori (1221) e cfr. cost. Cima delle
Onorio III, giugno 1219, e cost. Solet, 29 nov. 1223;
cost. Religiosam di Onorio III, 22 dic. 1216). Nel sec. XVI
sarsero molti f., che prevennero o attuarono lo spirito di
riforma del Concilio di Trento, come s. Ignazio, s. Giu-
seppe Calasanzio, s. Vicenzo de' Paoli, ecc., a cui seguì-
rono fino ai nostri giorni mirabili figure, che sempre
maggior impulso diedero alla pratica della santità evan-
gelica. In questi uomini la Chiesa manifesta continu-
mente la sua vitalità, che non si esaurisce per trascorrere
di secoli. Nella Basilica Vaticana vengono raccolte nelle
grandi nicchie lungo le pareti le statue dei f. di Orsini e
di Congregazioni religiose man mano che vengono elevati
agli onori dell'altare con la canonizzazione.