FONDAMENTALISTI. - Di questo termine si danno due distinte accezioni.
I. - La prima, donata quei protestanti che, preoccupati del moltiplicarsi delle sette e delle dottrine, hanno cercato di stabilire un certo numero di principi « fondamentali » che siano comuni al maggior numero possibile di « Chiese ». Hanno cercato di dividere i principi fondamentali in più categorie, raggruppando nella prima
le verità che siano universalmente accettate, nella seconda quelle su cui convenga la maggioranza delle diverse sette e nella terza quelle su cui concordino almeno le « Chiese » più importanti e diffuse. Ma un tale « canone » è ben lungi dall'incontrare l'approvazione generale, e il fondamentalismo così inteso si riduce ad una utopia, senza concreti risultati.
II. - La seconda accezione del vocabolo indica un recente movimento, diffuso specialmente negli Stati Uniti, i cui seguaci, in netta opposizione alle tendenze razionale e moderniste, accettano come fondamentali talune verità, quali l'inerranza delle S. Scritture, la realtà dei miracoli attestati dalla Bibbia, la Nascita verginale e la Resurrezione di Cristo, nonché la possibilità che Egli abbia potuto addossarsi i peccati del genere umano. Questi f., che sono - almeno in un certo senso - i protestanti meno lontani dai cattolicesimo, sono talvolta intimi di errori « avversisti » e credono alla escatologia « millenaria ».
Renzo U. Momini