FILOMUSI GUELFI, Francesco. - Giurista filosofo italiano, n. a Tocco Casauria (Abruzzo) il 21 nov. 1842, m. ivi il 22 ott. 1922. Professore di filosofia del diritto e di diritto civile nell'Università di Roma.
Studiò a Napoli giurisprudenza e filosofia, nella quale materia ebbe a maestro Bertrando Spaventa. Nel 1873 fu nominato, per concorso, professore di filosofia del diritto nell'Università di Roma. Nel 1884 passò alla cattedra di diritto civile, continuando però, in anni successivi, a dettare corsi anche nell'altra disciplina. Nel 1910 fu nominato senatore del Regno.
Nella sua concezione del diritto, come idea universale e assoluta che si realizza in forma concreta e storica, egli si ispirò ai principi del Vico e dello Hegel, rimanendo tuttavia alieno, rispetto a quest'ultimo, dal dogmatismo di altri hegeliani, per avvicinarsi in alcuni punti al pensiero del Kant. Per quanto concerne lo Stato, egli sostenne il concetto dello "Stato di diritto" in un senso più ampio di quello kantiano, secondo che era stato affermato specialmente da Silvio Spaventa (fratello di Bertrando), del quale il F. fu amico devoto.
Dalla sua scuola uscirono parecchi dei maggiori giuristi (come V. Sciolòja, G. Veneziani, G. Chiovenda, P. Bonfante) e non pochi filosofi del diritto.
L'opera principale del F. G. è l'Enciclopedia giuridica (Napoli 1873; 7a ed., ivi 1917). Tra gli scritti attinenti alla filosofia del diritto, sono specialmente da ricordare: La dottrina dello Stato nell'antichità greca nei suoi rapporti con l'Etica (ivi 1873); Del concetto del diritto naturale e del diritto positivo nella storia della Filosofia del diritto (ivi 1874); Il matrimonio religioso ed il diritto (Roma 1874); Delle condizioni che escludono o diminuiscono l'imputabilità (ivi 1875); Del concetto della Enciclopedia del diritto (Napoli 1876); La codificazione civile e le idee

contento che il suo atteggiamento indipendente suscitava negli Spagnoli. Anche durante il pontificato di Innocenzo X, nei risorgenti conflitti giurisdizionali fra la Spagna e la S. Sede, il F. continuò
moderne che ad essa si riferiscono (Roma 1887) Le sue lezioni di filosofia del diritto, dette dapprima solo in litografia ad uso degli studenti, furono stampate la prima volta, insieme con alcuni scritti minori, nel volume: Lezioni e leggi di filosofia del diritto (Milano 1949). Per ciò che riguarda il diritto civile, debbono notarsi, oltre a vari contributi pubblicati in riviste, i numerosi corsi di lezioni, che apparvero in forma di dispense litografiche (Delle successioni; Diviti reali; Delle obbligazioni; Introduzione alle scienze giuridiche ed istituzioni di diritto civile; Della trascrizione, ecc.).