FILOMENA, santa. - Nel 1802 fu estratto dal cimitero di Priscilla un corpo, il cui sepolcro portava una iscrizione in minio, su tre tegole, delle quali l'ultima spostata al primo posto, in modo da dare la seguente lettura: TUMENA PAX TECUM Fs. Nel sepolcro fu trovata anche una faletta, che ampolla di sangue (v.).
Portato il corpo a Mugnano del Cardinale (diocesi di Nola) nel 1805, il can. Francesco Di Lucia pretese narrare la storia di s. F. e del suo martirio, donde la venerazione verso la Santa, divulgata rapidamente entro e fuori d'Italia, accresciuta dalla fama di miracoli. Fra i molti devoti di s. F. si annovera anche il santo curato d'Ars. Ad istanza dei vescovi di Nepi e Sutri e di Nola, e in base a fama di miracoli, la S. Congregazione dei Riti concesse la Messa e l'ufficio de comunioni per l'11 ag. con una lezione propria, nella quale non si portano affermazioni, né sulla vita né sul martirio (Decreta ann. 1837-38, f. 18).
Storicamente s. F. è ignota ad ogni fonte aggrafica il liturgica dell'antichità cristiana. Le notizie divulgate dal can. Di Lucia, che colloca la Santa al tempo di Diocleziano e la dice figlia di un re di Grecia, sono semplicemente immaginarie. Tutto porta a credere che l'iscrizione sia stata riadoperata, onde anche il nome non corrisponderebbe al corpo venerato.
FOLKLORE. - Il culto popolare della Santa è particolarmente diffuso nell'Italia meridionale. Ne è una prova anche il largo uso di tal nome di battesimo tra le classi umili. La leggenda della Santa ha ispirato un poemetto in 43 ottave (Storia della gloriosa vergine e martire, Filomena [sic] composta in ottave da un suo divoto, Lucca 1855; ristampa, Prato 1857) e una canzone in 32 quattine di settemani (Napoli 1849; ristampa, Firenze 1901), con rozza figura nel frontespizio, rappresentante la Santa con palma nella destra e un bordone nella sinistra e un angelo che scende a portare la ghirlanda d'alloro: a sinistra la stessa Santa nell'atto di essere colpita dalle frecce di un manigoldo. Questa ultima canzone si è diffusa e conservata tra il popolo anche attraverso la tradizione orale. Entrambi i componimenti sono di forma scorretta e contengono locuzioni napoletane.